Permesso di soggiorno, la denuncia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina non è sufficiente a motivare il rigetto della domanda

T.A.R. Veneto, sezione terza, sent. n. 117/2015 del 22/01/2015

Il diniego opposto si fonda sull’attuale pendenza a carico del ricorrente di un procedimento penale per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e impiego di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno. Per tale reato lo straniero è stato tratto in arresto, ma allo stato non risulta ancora definito il relativo giudizio.
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Quindi, il provvedimento impugnato si fonda sulla sola imputazione penale (salva l’eventuale prescrizione), difettando una sentenza di condanna, nonché ogni valutazione circa la pericolosità dello straniero, essendo stata genericamente richiamata l’impossibilità di operare valutazioni positive in relazione alla normativa vigente in tema di soggiorno in territorio nazionale.

—–

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 1743 del 2014, proposto da:
Kehuo Qiu, rappresentato e difeso dall’avv. Paola Benato, con domicilio eletto presso Paola Benato in Venezia-Mestre, Via G. Allegri, 30;

contro

Ministero dell’Interno, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrett. Stato, domiciliataria per legge in Venezia, San Marco, 63;

per l’annullamento

decreto prot. 295/14 Div. Amm.va e Soc. e Cat. A11/2014 Uff. Imm. emesso dalla Questura di Venezia il 4.9.2014 e notificato il 22.9.2014.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 gennaio 2015 la dott.ssa Alessandra Farina e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

 

Premesso che con il gravame in oggetto il ricorrente, cittadino cinese, ha impugnato il provvedimento con il quale il Questore della Provincia di Venezia ha respinto la richiesta da questi presentata al fine del rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato ex art. 1-ter L. 102/2009;

visti i motivi di ricorso e la documentazione prodotta in giudizio da parte ricorrente, ritiene il Collegio che il ricorso sia meritevole di accoglimento per le seguenti considerazioni.

Il diniego opposto si fonda sull’attuale pendenza a carico del ricorrente di un procedimento penale per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e impiego di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno;

che per tale reato lo straniero è stato tratto in arresto, ma allo stato non risulta ancora definito il relativo giudizio;

considerato, quindi, che il provvedimento impugnato si fonda sulla sola imputazione penale (salva l’eventuale prescrizione), difettando una sentenza di condanna, nonché ogni valutazione circa la pericolosità dello straniero, essendo stata genericamente richiamata l’impossibilità di operare valutazioni positive in relazione alla normativa vigente in tema di soggiorno in territorio nazionale;

per tali ragioni il ricorso può essere accolto, essendo comunque nella potestà dell’Amministrazione di rideterminarsi anche negativamente alla luce di quanto sopra osservato e, in specie, in caso di sentenza di condanna irrogata.

Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate nella somma indicata in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato.

Condanna l’amministrazione resistente al pagamento delle spese di lite, oltre alla refusione del contributo unificato, nella somma di € 800,00 (ottocento/00), oltre oneri ed accessori.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 22 gennaio 2015 con l’intervento dei magistrati:

Oria Settesoldi, Presidente

Riccardo Savoia, Consigliere

Alessandra Farina, Consigliere, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 29/01/2015

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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