Permesso di soggiorno per protezione sociale – il parere negativo del PM non è sufficiente per il diniego, se non si è valutata adeguatamente la proposta della comunità di accoglienza

T.A.R. Puglia, sezione seconda, ord. n. 171/2015 del 19/03/2015

La Questura fonda la motivazione del provvedimento di diniego di permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale impugnato sul parere espresso dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura del Tribunale di Torino. Ma il comma 3 dell’art. 27 del D.P.R. n. 394 del 1999 dispone che quando la proposta per il rilascio del permesso per motivi di protezione sociale sia presentata, tra l’altro, dalle associazioni, enti ed altri organismi iscritti al registro di cui all’art. 52, comma 1, lettera c), convenzionati con l’ente locale “il questore valuta la gravità ed attualità del pericolo anche sulla base degli elementi in essa contenuti”.
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Sulla base di quanto sopra evidenziato, la motivazione del provvedimento impugnato sia carente essendo invece richiesta, anche alla luce della giurisprudenza amministrativa, una valutazione autonoma del Questore sulla sussistenza delle condizioni necessarie per il rilascio del permesso de quo.

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REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 315 del 2015, proposto da:

 

-OMISSIS-, rappresentata e difesa dall’avv. Francesca Nicodemi, con domicilio eletto presso Dario Belluccio in Bari, Via Q. Sella, n. 5;

 

contro

Questura di Bari, in persona del Questore pro tempore, Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bari, domiciliata in Bari, Via Melo, n. 97;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

– del decreto di rifiuto del permesso di soggiorno – Cat.A.11/2014/Imm./n.87/PS – emesso in data 10/12/2014 a firma del Vice Questore Vicario di Bari e notificato personalmente a mani alla ricorrente in data 22.12.14, nonchè di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché incognito alla ricorrente.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio della Questura di Bari e del Ministero dell’Interno;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Visto l’art. 52 D. Lgs. 30.06.2003 n. 196, commi 1 e 2;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 marzo 2015 la dott.ssa Flavia Risso e uditi per le parti i difensori avv. Dario Belluccio, su delega dell’avv. F.sca Nicodemi e avv. dello Stato Giovanni Cassano;

 

Considerato che la Questura di Bari sostanzialmente fonda la motivazione del provvedimento di diniego di permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale impugnato sul parere espresso dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura del Tribunale di Torino;

Tenuto conto che il comma 3 dell’art. 27 del D.P.R. n. 394 del 1999 dispone che quando la proposta per il rilascio del permesso per motivi di protezione sociale sia presentata, tra l’altro, dalle associazioni, enti ed altri organismi iscritti al registro di cui all’art. 52, comma 1, lettera c), convenzionati con l’ente locale “il questore valuta la gravità ed attualità del pericolo anche sulla base degli elementi in essa contenuti”;

Letta la proposta di permesso di soggiorno presentata per conto della ricorrente dalla Società Cooperativa Sociale Comunità Oasi 2 “San Francesco” Onlus;

Tenuto conto altresì che nel Decreto di Archiviazione del G.I.P. (Allegato n. 11 al ricorso) si legge “ritenuto che le indagini svolte…forniscano la prova del fatto denunciato”;

Ritenuto che, sulla base di quanto sopra evidenziato, la motivazione del provvedimento impugnato sia carente essendo invece richiesta, anche alla luce della giurisprudenza amministrativa, una valutazione autonoma del Questore sulla sussistenza delle condizioni necessarie per il rilascio del permesso de quo;

Ritenuto, conseguentemente, che sussiste il presupposto cautelare del fumus boni iuris necessario per la concessione della misura cautelare richiesta;

Ritenuto sussistente anche l’ulteriore requisito del pregiudizio grave e irreparabile consistente nel rischio della ricorrente di vedersi espulsa dal territorio nazionale;

Ritenuto pertanto di accogliere l’istanza cautelare e, per l’effetto, di sospendere l’efficacia dei provvedimenti impugnati, fatte salve le ulteriori determinazioni dell’Amministrazione resistente;

Ritenuto, infine, che, in considerazione della natura e della peculiarità della presente controversia, sussistono gravi ed eccezionali ragioni di equità per compensare le spese della presente fase cautelare;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia-Bari, Sezione Seconda, accoglie l’istanza cautelare nei termini e limiti di cui in motivazione e fatte salve le ulteriori determinazioni dell’Amministrazione resistente.

Compensa le spese della presente fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art. 52, comma 1 D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, per procedere all’oscuramento delle generalità degli altri dati identificativi della parte ricorrente manda alla Segreteria di procedere all’annotazione di cui ai commi 1 e 2 della medesima disposizione, nei termini indicati.

Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 19 marzo 2015 con l’intervento dei magistrati:

Antonio Pasca, Presidente

Giacinta Serlenga, Primo Referendario

Flavia Risso, Referendario, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 20/03/2015

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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