Sanatoria 2012, l’insufficienza reddituale del datore di lavoro non è imputabile al lavoratore, che ha diritto al pds per attesa occupazione

T.A.R. Lombardia, sezione staccata di Brescia, sent. n. 180/2015 del 28/01/2015

Sul dato ostativo dell’insufficienza economica del datore di lavoro, l’art. 5 comma 11-bis del D. Lgs. 16/7/2012 n. 109 accorda al lavoratore la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per attesa occupazione “Nei casi in cui la dichiarazione di emersione sia rigettata per cause imputabili esclusivamente al datore di lavoro”.644

Dunque, non può negarsi che il lavoratore possa beneficiare del permesso di soggiorno per attesa occupazione anche in tale evenienza, ascrivibile alla condotta del solo datore di lavoro, in mancanza di elementi, concreti, che lascino ritenere l’instaurazione del rapporto del tutto fittizia, quale frutto di un accordo in frode alla legge tra lavoratore e datore di lavoro per ottenere il beneficio dell’emersione.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 73 del 2015, proposto da:
Nasir Mehmood, rappresentato e difeso dall’avv. Alberto Raimondi, con domicilio eletto presso T.A.R. Segreteria in Brescia, Via Carlo Zima, 3;

contro

U.T.G. – Prefettura di Brescia, Ministero dell’Interno, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale Stato, domiciliata in Brescia, Via S. Caterina, 6;

per l’annullamento

DEL PROVVEDIMENTO DELLO SPORTELLO UNICO PER L’IMMIGRAZIONE DI BRESCIA IN DATA 13/10/2014, RECANTE IL RIGETTO DELLA DOMANDA DI EMERSIONE DAL LAVORO IRREGOLARE.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di U.T.G. – Prefettura di Brescia e di Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive e tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 28 gennaio 2015 il dott. Stefano Tenca e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

 

Evidenziato:

– che sul dato ostativo dell’insufficienza economica del datore di lavoro, l’art. 5 comma 11-bis del D. Lgs. 16/7/2012 n. 109 accorda al lavoratore la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per attesa occupazione “Nei casi in cui la dichiarazione di emersione sia rigettata per cause imputabili esclusivamente al datore di lavoro”;

– che il predetto principio è stato più volte applicato dalla Sezione (cfr. ex plurimis sentenze 23/10/2014 n. 1117; 21/1/2015 n. 117);

– che, sull’altro elemento critico, il SUI ha applicato l’art. 5 comma 4 del D. Lgs. 109/2012, per cui “Non è ammesso, altresì, alla procedura di cui al presente articolo il datore di lavoro che, a seguito dell’espletamento di procedure di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro subordinato ovvero di procedure di emersione dal lavoro irregolare non ha provveduto alla sottoscrizione del contratto di soggiorno presso lo sportello unico ovvero alla successiva assunzione del lavoratore straniero, salvo cause di forza maggiore comunque non imputabili al datore di lavoro”;

– che il lavoratore richiesto con la procedura di emersione 2009 (tale Iqbal Zafar) avrebbe dato le dimissioni il 6/4/2009;

– che, sul punto, deve essere nuovamente richiamato l’art. 5 comma 11-bis del D. Lgs. 16/7/2012 n. 109;

– che il Consiglio di Stato, con la recente sentenza n. 3451/2014, ha affermato l’illegittimità del provvedimento il quale “…nel respingere la domanda di emersione per incapacità reddituale del datore di lavoro (o, del resto, per qualunque altra causa a lui esclusivamente imputabile), ha omesso di verificare i presupposti di cui al citato art. 5, comma 11-bis, del d. lgs. 109/2012 per rilasciare al lavoratore straniero il permesso di soggiorno per attesa occupazione”;

– che, dunque, secondo il giudice di secondo grado non può negarsi che il lavoratore possa beneficiare del permesso di soggiorno per attesa occupazione anche in tale evenienza, ascrivibile alla condotta del solo datore di lavoro, in mancanza di elementi, concreti, che lascino ritenere l’instaurazione del rapporto del tutto fittizia, quale frutto di un accordo in frode alla legge tra lavoratore e datore di lavoro per ottenere il beneficio dell’emersione;

Considerato:

– che il fatto descritto integra un evento imputabile al datore di lavoro, e al limite al soggetto all’epoca impiegato, per cui il lavoratore ricorrente è del tutto estraneo a rapporti denunciati ovvero costituiti nel passato (cfr. sentenze Sezione 6/11/2014 n. 1196; 18/12/2014 n. 1438);

– che in conclusione il ricorso merita accoglimento, con obbligo per la Prefettura di riattivare il procedimento e di riesaminare la vicenda alla luce delle riflessioni appena svolte;

– che le spese di giudizio seguono la soccombenza e possono essere liquidate come da dispositivo;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando accoglie il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.

Condanna l’amministrazione resistente a corrispondere al ricorrente la somma di 1.500 € a titolo di compenso per la difesa tecnica, oltre a oneri di legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

La presente sentenza è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 28 gennaio 2015 con l’intervento dei magistrati:

Giorgio Calderoni, Presidente

Stefano Tenca, Consigliere, Estensore

Mara Bertagnolli, Consigliere

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 29/01/2015

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

10 pensieri su “Sanatoria 2012, l’insufficienza reddituale del datore di lavoro non è imputabile al lavoratore, che ha diritto al pds per attesa occupazione

  1. Buongiorno, sono extracomunitario. Ho fatto una domanda nel sanatoria 2009 ma no ho ricevuto nessun risposta contatto con datore di lavoro no c è più che cosa posso fare. Io no ho nessun problema ni precedente penale..

    • Buongiorno. Lei quindi non è stato mai contattato dalla Prefettura, giusto?
      Eventualmente, avrebbe testimoni per dimostrare che ha lavorato presso il datore di lavoro?

      • Si avvocato, no sono mai contattato. Dal prefettura, gli testimone c è sono,c è lo anche un altro d’attore di lavoro che vuole aiutare me.e sono senza problemi con la giustizia.

      • buongiorno, allora Le propongo questo: occorre fare una causa di lavoro al datore di lavoro, dicendo che c’è stato questo rapporto di lavoro, mi dovrà dire da quale data a quale data, cosa faceva esattamente, inoltre i nomi e gli indirizzi dei testimoni e di chi si tratta (colleghi di lavoro, altre persone). Si va quindi davanti ad un tribunale, che deve dichiarare che c’è stato questo rapporto di lavoro, dopo di che si scriverà alla Prefettura per far eseguire la sentenza. La avverto subito che si tratta di una strada che dura alcuni mesi.

  2. Buongiorno avvocato, molto grazie per tutti gli informazioni, no c è un altra strada o in futuro una legge d emersione.perché no sono sicuro di testimone…e grazie

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