Rinnovo permesso di soggiorno, la domanda tardiva è ammissibile, occorre comunque considerare il periodo di inserimento in Italia

TAR Puglia, sezione terza, sent. n. 992/2014 del 16/07/2014

Rileva in proposito la considerazione, non ignorata dalla Questura, secondo cui la semplice tardività della domanda di rinnovo non costituisce di per sé sufficiente ragione di rigetto.148

La giurisprudenza amministrativa, con orientamento pacifico del tutto condivisibile, ha chiarito che – in mancanza di un’espressa sanzione stabilita dal legislatore – il termine non ha natura perentoria ma semplicemente sollecitatoria, così per quello previsto dall’art. 5, comma 4, del D. Lgs. n. 286/1998 che non contempla alcuna conseguenza sanzionatoria per l’ipotesi di una sua inosservanza; mentre la situazione di irregolarità non sussiste, se lo straniero si è spontaneamente presentato all’Autorità amministrativa e ha chiesto, benché in ritardo, il rinnovo del permesso scaduto (cfr. T.A.R. Trento, sent. n. 216 del 21.06.2013; T.A.R. Sicilia Palermo Sez. II, sent. n. 574 del 12 marzo 2013; T.A.R. Lombardia, Sez. II, sent. n. 2067 del 24 luglio 2012; T.A.R. Salerno, sez. I, sent. n. 2099 del 10 luglio 2008; Consiglio Stato , sez. VI, sent. n. 5240 del 11 settembre 2006).

Ancor più rilevante è il fatto che il provvedimento impugnato non abbia minimamente valutato l’inserimento sociale del ricorrente, il quale si trova in Italia dal 2007, vivendo con la sua famiglia, lavorando in maniera quasi continuativa e senza mai commettere reati.

Quanto precede è causa di illegittimità del diniego gravato, atteso che è invece necessario tener conto della durata della permanenza nel territorio in Italia dello straniero, del grado di inserimento nel contesto sociale, familiare e lavorativo dello stesso, dei legami con il paese d’origine (T.A.R. Piemonte, Sez. I, sent. 419 del 5.4.2013).

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1182 del 2013, proposto da:
Yogeshwarsingh Jeebun, rappresentato e difeso dall’avv. Tiziana Sangiovanni, con domicilio eletto presso Tiziana Sangiovanni in Bari, via Napoli 138;

contro

Questura di Bari, Ministero dell’Interno, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distr.le Stato Di Bari, domiciliata in Bari, via Melo, 97;

per l’annullamento

– del provvedimento di rigetto della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato presentata in data 11.07.2012, Cat. A. 11.2013/Imm. n. 44/P.S., portato a conoscenza tramite p.e.c. in data 27.08.2013;

– nonché di ogni altro atto ad esso presupposto, conseguente e/o comunque connesso, in quanto di interesse.

 

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Questura di Bari e di Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 16 luglio 2014 il dott. Sergio Conti e uditi per le parti i difensori Tiziana Sangiovanni;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

Con ricorso notificato il 14.9.2013 e depositato il 16.9.2013, il cittadino extracomunitario Yogeshwarsingh Jeebun impugna il decreto del Questore di Bari di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno motivato con riguardo alla circostanza che:

<< il richiedente non ha inoltrato la succitata istanza entro i termini stabiliti dalla legge. presentandola con più di 4 mesi di ritardo dalla scadenza del titolo di soggiorno in suo possesso rimanendo per tutto il periodo irregolarmente in Italia;>> specificando che lo stesso non ha rispettato il termine di 40 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro per la presentazione al competente Centro per l’impiego per rendere la dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di una attività lavorativa di cui all’articolo 37, commi 2 e 5. del Regolamento di attuazione D.P.R. n. 394/99.

Il ricorrente deduce:

Violazione e falsa applicazione di norme di diritto. Errata interpretazione dell’art. 5 del D. Lgs. n, 286/1998.

Violazione di legge per inosservanza del principio comunitario di proporzionalità.

In data 19.9.2013, si è costituita in giudizio- per l’Amministrazione intimata – l’Avvocatura distrettuale dello Stato, riservandosi la successiva produzione di memorie e documenti.

In data 4.10.2013 l’Avvocatura distrettuale ha depositato una relazione della Questura di Bari, con allegata documentazione.

Alla camera di consiglio del 10.3.2013 la Sezione ha respinto (ord. N. 566/13) l’istanza cautelare.

In data 5.2.2014 il legale del ricorrente- ammesso al gratuito patrocinio con verbale n. 63/13 della Commissione gratuito patrocinio – ha proposto istanza di prelievo.

E’ stata così fissata la pubblica udienza del 16.7.2014, in vista della quale il ricorrente ha depositato memoria illustrativa, insistendo per l’accoglimento del gravame.

Alla pubblica udienza del 16.7.2014 il ricorso è stato trattenuto in decisione.

Il ricorso va accolto.

Rileva in proposito la considerazione, non ignorata dalla Questura, secondo cui la semplice tardività della domanda di rinnovo non costituisce di per sé sufficiente ragione di rigetto.

La giurisprudenza amministrativa, con orientamento pacifico del tutto condivisibile, ha chiarito che – in mancanza di un’espressa sanzione stabilita dal legislatore – il termine non ha natura perentoria ma semplicemente sollecitatoria, così per quello previsto dall’art. 5, comma 4, del D. Lgs. n. 286/1998 che non contempla alcuna conseguenza sanzionatoria per l’ipotesi di una sua inosservanza; mentre la situazione di irregolarità non sussiste, se lo straniero si è spontaneamente presentato all’Autorità amministrativa e ha chiesto, benché in ritardo, il rinnovo del permesso scaduto (cfr. T.A.R. Trento, sent. n. 216 del 21.06.2013; T.A.R. Sicilia Palermo Sez. II, sent. n. 574 del 12 marzo 2013; T.A.R. Lombardia, Sez. II, sent. n. 2067 del 24 luglio 2012; T.A.R. Salerno, sez. I, sent. n. 2099 del 10 luglio 2008; Consiglio Stato , sez. VI, sent. n. 5240 del 11 settembre 2006).

Ancor più rilevante è il fatto che il provvedimento impugnato non abbia minimamente valutato l’inserimento sociale del ricorrente, il quale si trova in Italia dal 2007, vivendo con la sua famiglia, lavorando in maniera quasi continuativa e senza mai commettere reati.

Quanto precede è causa di illegittimità del diniego gravato, atteso che è invece necessario tener conto della durata della permanenza nel territorio in Italia dello straniero, del grado di inserimento nel contesto sociale, familiare e lavorativo dello stesso, dei legami con il paese d’origine (T.A.R. Piemonte, Sez. I, sent. 419 del 5.4.2013).

L’amministrazione, nel procedere al doveroso riesame della posizione del ricorrente, anche con riguardo al possesso di fonti lecite di sostentamento, dovrà considerare che questi in data 1.11.2012 ha instaurato un rapporto di lavoro a tempo indeterminato con la ditta Fra Car SRL di Bari,

trovandosi ora, come anche nel periodo di attesa di rinnovo del permesso di soggiorno poi negato col gravato provvedimento di diniego, nella condizione di avere regolare occupazione lavorativa, in quanto titolare di contratto di lavoro subordinato (di cui ha depositato copia in giudizio).

La giurisprudenza ha evidenziato in proposito che “occorre, infatti, riconoscere il giusto rilievo ai fatti sopravvenuti ed alla circostanza che, in rapporto alla situazione lavorativa dell’istante, sussistano tutti i presupposti per il rilascio del citato permesso, dando rilievo alle sopravvenienze capaci di determinare l’accoglimento della pretesa del ricorrente (T.A.R. Emilia-Romagna, Bologna, Sez. I, 18.2.2009 n. 163), quali appunto la titolarità di un nuovo contratto di lavoro” (T.A.R. Lombardia, sez. IV, sent. n. 2584 del 21.11.2013).

In conclusione il ricorso va accolto ma sussistono giusti motivi per compensare le spese di giudizio anche in considerazione del comportamento tenuto nella fase procedimentale dal ricorrente.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Terza)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto annulla l’atto impugnato.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 16 luglio 2014 con l’intervento dei magistrati:

Sergio Conti, Presidente, Estensore

Desirèe Zonno, Primo Referendario

Cesira Casalanguida, Referendario

IL PRESIDENTE, ESTENSORE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 04/08/2014

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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