DE-GIURISDIZIONALIZZAZIONE/2 – LA “NEGOZIAZIONE ASSISTITA”

Il DECRETO-LEGGE 12 settembre 2014, n. 132, attualmente non ancora convertito, prevede, fra le varie misure intese a ridurre il carico di contenzioso giudiziario attuale in sede civile (il nostro Paese è il più litigioso del mondo, questo è notorio), la possibilità di affidare ad un accordo raggiunto fra i rispettivi avvocati delle parti una modalità sostitutiva del procedimento giudiziario, ed indubbiamente più rapida ed economica.

In sostanza, le parti si accordano per cooperare, in buona fede e con lealtà, per risolvere amichevolmente una loro controversia, con l’ausilio dei loro avvocati.

Nella “convenzione” che, a tal fine, li impegna, si specificherà:
– il termine per concludere la negoziazione assistita, scelto dalle parti ma comunque di almeno un mese dalla stipula
– l’oggetto del contendere (sono esclusi i diritti indisponibili)

negoziazione assistitaLa convenzione:
– deve essere scritta, altrimenti è nulla
– deve essere redatta con l’assistenza di un avvocato (non è possibile stipulare questo tipo di “convenzione” fra privati)
– viene autenticata nelle firme, dagli avvocati che assistono le parti

Ogni avvocato ha il dovere di informare il cliente di questa possibilità (ove ovviamente essa sussista).

In alcune materie, la stipula della convenzione di negoziazione assistita diventerà (a partire probabilmente da metà febbraio 2015) una vera e propria “condizione di procedibilità”. Ossia, se non verrà dimostrato documentalmente che si è cercato di risolvere in questo modo l’oggetto del conflitto, il giudice fisserà una nuova udienza successiva alla verosimile scadenza del termine di esperimento della negoziazione assistita.
Detta condizione varrà solo nei seguenti casi:
– risarcimento del danno da circolazione di veicoli o natanti
– richiesta di pagamento di una somma inferiore 50.000 euro (tranne che si rientri sotto l’ipotesi di mediazione obbligatoria, ex dlgs. 28 del 2010).
In entrambi i casi, una parte tramite il proprio legale invita l’altra a stipulare la convenzione: quest’ultima deve aderire o rifiutare entro 30 giorni dalla ricezione dell’invito; se aderisce si procede con la negoziazione; se rifiuta o se nello stesso periodo non comunica nulla, si può procedere in giudizio. Nell’invito si indica l’oggetto del contendere e l’avvertimento che la mancata risposta o il rifiuto potranno costituire elementi di valutazione negativa da parte del giudice.

La condizione non vale nei seguenti casi:
– controversie riguardanti contratti fra professionisti e consumatori
– procedimento di ingiunzione di pagamento ed eventuale opposizione
– consulenza tecnica preventiva conciliativa in materia di previdenza sociale
– opposizione o cognizione relativamente all’esecuzione forzata
– procedimenti camerali
– azione civile nel penale.

La negoziazione assistita può essere un utile strumento, anche quando non è condizione di procedibilità, nei seguenti casi:
– separazione, divorzio, modifica condizioni di separazione o divorzio
– cause di lavoro

Anche quando si svolge la negoziazione assistita, le parti possono contestualmente chiedere provvedimenti urgenti e cautelari, o trascrivere la domanda giudiziale.

Si può ricorrere alla negoziazione assistita anche quando non è obbligatoria ovviamente. Tuttavia, solo quando essa è obbligatoria è possibile produrre al proprio avvocato una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui si afferma di versare nelle condizioni di ammissione al gratuito patrocinio: in tal caso, la parte non pagherà il proprio legale (che invece si rivolgerà al gratuito patrocinio a spese dello Stato).

Se si raggiunge un accordo in seguito alla negoziazione, esso va sottoscritto dalle parti e dai loro avvocati. Costituisce titolo esecutivo e può iscriversi ipoteca giudiziale. Con l’accordo, le parti potrebbero concludere uno dei contratti o atti per i quali è possibile, ai sensi dell’art. 2643 codice civile, procedere alla trascrizione (tipicamente, atti riguardanti beni immobili): anche l’accordo può essere trascritto, chiaramente, ma le sue firme devono essere autentica da un pubblico ufficiale autorizzato a farlo (ad esempio, un notaio).

L’invito rivolto a sottoscrivere la convenzione di negoziazione assistita (e, successivamente, la firma della convenzione stessa) interrompe la prescrizione sui diritti di cui si tratta. Allo stesso tempo, per una sola volta, si interrompe la decadenza a proporre una azione giudiziale.

Raggiunto l’accordo, gli avvocati che hanno preso parte ne trasmettono copia al Consiglio dell’Ordine del luogo di stipula, o (se appartengono a Fori diversi), al Consiglio dell’Ordine di appartenenza di uno dei due.

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