Rinnovo permesso: verificare tramite ispezioni l’esistenza del rapporto di lavoro

TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 729/2014 del 20/03/2014

La Questura denega il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, ritenendo erroneamente di non aver trovato conferma il reale esercizio dell’attività lavorativa documentata in sede di istanza di rinnovo, sulla base della mancanza di via e civico sul documento di assunzione del lavoratore.

khoulti sentenza breveBen avrebbe potuto verificare l’esistenza della ditta datrice tramite la partita IVA riportata sulla comunicazione al Centro per l’Impiego; nonchè verificare la sussistenza del rapporto di lavoro attraverso l’attività ispettiva dell’ufficio del lavoro.

Il ricorrente in giudizio produceva buste paga ed estratto conto contributivo aggiornato, a riprova della genuinità e attualità del rapporto di lavoro; il TAR ordinava in via cautelare di rivedere la posizione e la Questura ottemperava, invitando lo straniero al ritiro del permesso rinnovato. Per tale ragione, il TAR dichiarava con sentenza breve cessata la materia del contendere.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

(Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 2905 del 2013, proposto da:
Hammadi Khoulti, rappresentato e difeso dall’avv. Michele Spadaro, con domicilio eletto presso il suo studio in Milano, Via Gardone, 8;

contro

Ministero dell’Interno, in persona del Ministro pro tempore, Questura di Milano, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Milano, Via Freguglia, 1;

per l’annullamento

del decreto prot. nr. 10911/2013 Imm., emesso dalla Questura della Provincia di Milano in data 19/09/2013 e notificato il successivo 02/10/2013, di rigetto dell’istanza datata 10.5.2013, di rinnovo per motivi di lavoro subordinato del permesso di soggiorno n. I01501459, rilasciato dalla Questura di Roma il 4.5.2011, e scaduto il 28.4.2013, nonché di ogni altro atto comunque connesso e/o consequenziale a quelli impugnati.

 

Visti il ricorso ed i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Interno – Questura di Milano;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 marzo 2014 il dott. Mauro Gatti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

FATTO e DIRITTO

Può prescindersi dallo scrutinio del presente ricorso, atteso che, con nota prot. n. 388423 del 7.3.2014, depositata in giudizio, l’Amministrazione resistente ha comunicato di aver provveduto a riesaminare la posizione del ricorrente, mediante “una rideterminazione positiva, per cui si procederà a concludere l’iter della pratica, con il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato”.

Il legale della ricorrente, nel corso dell’udienza camerale, ha a sua volta confermato che, a seguito della convocazione in Questura prevista per il 1.4.2014, in tale occasione avrà luogo il rilascio del titolo oggetto del presente contenzioso.

Conclusivamente, va pertanto dichiarata la cessazione della materia del contendere.

Le spese, liquidate come in dispositivo, sono poste a carico dell’Amministrazione resistente.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara la cessazione della materia del contendere.

Condanna l’Amministrazione resistente al pagamento delle spese processuali, equitativamente liquidate in Euro 1.000,00, oltre al rimborso del contributo unificato in favore del ricorrente, ed agli oneri di legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 19 marzo 2014 con l’intervento dei magistrati:

Domenico Giordano, Presidente

Elena Quadri, Consigliere

Mauro Gatti, Primo Referendario, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 20/03/2014

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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