Concorsi: violare il principio dell’anonimato annulla l’intera procedura

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, Sentenza del 20 novembre 2013 n. 26

Per la ipotesi in cui il ricorrente contesti alla commissione di aver posto in essere una modalità di svolgimento tale da non garantire il principio dell’anonimato, si ricorda che il criterio dell’anonimato nelle prove scritte delle procedure di concorso impone alla pubblica amministrazione di operare le proprie valutazioni senza lasciare alcuno spazio a rischi di condizionamenti esterni e dunque garantendo la par condicio tra i candidati.concorsi anonimato

Qualora l’amministrazione ometta di osservare tutte le regole necessarie a garantire il rispetto del criterio dell’anonimato si produce una illegittimità di per sé rilevante e insanabile dell’intera procedura comparativa.

Infatti, viene posta in essere, da parte dell’amministrazione, una condotta connotata dall’attitudine a porre in pericolo o anche soltanto minacciare il bene protetto dalle regole stesse.

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