Matrimonio forzato: straniera in fuga merita la protezione internazionale sussidiaria

In mancanza dei presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato del cittadino extracomunitario o apolide, lo Stato italiano deve riconoscere ai sensi del Decreto legislativo n. 251/2007, la protezione sussidiaria anche se la violenza e il danno grave non provengono dallo Stato.

Sentenza: Cassazione civile , sez. VI-1, sentenza 18.11.2013 n° 25873

La costrizione di una donna a un matrimonio forzato costituisce grave violazione della sua dignità, e dunque trattamento degradante che configura a sua volta danno grave ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria.

La minaccia di un danno grave può provenire anche da soggetti privati, come i familiari stessi della vittima, se le autorità non possono o non vogliono fornire protezione adeguata.

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