Rinnovo permesso di soggiorno, si consideri anche il nuovo contratto di lavoro stipulato

E’ illegittimo il provvedimento, col quale è stata rifiutata la domanda di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato a causa della carenza del requisito reddituale in capo al richiedente.
Il provvedimento impugnato non ha minimamente valutato l’inserimento sociale del ricorrente, il quale si trova in Italia
dall’età di quattordici anni, assieme alla madre ed al fratello, avendo pertanto perduto ogni legame con il paese d’origine.

TAR Lombardia, Sezione Quarta, Sentenza n. 2584 del 21 novembre 2013

Inoltre, l’amministrazione, nel procedere al doveroso riesame della posizione del ricorrente, anche con riguardo al possesso di fonti lecite di sostentamento, dovrà considerare, in aggiunta alla possibilità di tenere conto dei redditi della madre, convivente con il medesimo ricorrente, che questi, sebbene successivamente all’instaurazione del presente giudizio, ha documentato di aver costituito un rapporto di lavoro a tempo pieno ed a tempo indeterminato.

Occorre, infatti, riconoscere il giusto rilievo ai fatti sopravvenuti ed alla circostanza che, in rapporto alla situazione lavorativa dell’istante, sussistano tutti i presupposti per il rilascio del citato permesso, dando rilievo alle sopravvenienze capaci di determinare l’accoglimento della pretesa del ricorrente, quali appunto la titolarità di un nuovo contratto di lavoro.

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