Rigetto domanda nulla osta lavoro domestico, si consideri anche il reddito del coniuge del datore di lavoro

E’ illegittimo il provvedimento di rigetto della domanda di rilascio di nulla osta al lavoro subordinato domestico, motivato sulla carenza del requisito reddituale in capo alla richiedente.

TAR Toscana, Sezione Seconda, Sentenza n. 1547 dell’11 novembre 2013

Al riguardo, va innanzitutto rilevato che il parametro reddituale cui fa riferimento il provvedimento impugnato non è direttamente stabilito dalla legge o dal Regolamento di attuazione del testo unico sull’immigrazione, bensì da una fonte normativa secondaria (la circolare n. 1/2005 del Ministero del lavoro) che, per quanto non contestata dalla ricorrente va interpretata, secondo la giurisprudenza di questo T.A.R., ragionevolmente nel senso che, ai fini della verifica della capacità economica dell’impresa, rilevano anche altri elementi idonei a comprovare l’idoneità della stessa a sostenere gli oneri della futura assunzione.

Da qui l’opportunità, non apertamente disconosciuta all’amministrazione, che nel computo del reddito del datore di lavoro, ove si tratti di un lavoratore assunto come collaboratore familiare, si tenga conto anche del reddito del coniuge, pure se non espressamente indicato dalla legge.

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