Può essere concesso il permesso di soggiorno SLP a chi entrò in Italia come lavoratore specializzato ex art. 27

Deve essere annullato il provvedimento, col quale è stato denegato, a cittadina straniera entrata in Italia al di fuori delle quote in veste di lavoratrice qualificata, il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, motivato dal fatto che l’attuale azienda, presso cui opera l’interessata, è diversa da quella che le aveva fatto ottenere l’autorizzazione all’ingresso.

Consiglio di Stato, Sezione Terza, Sentenza n. 4516 del 12 settembre 2013

Alla luce della ratio agevolativa della disciplina particolare sull’ingresso in Italia prevista per alcune delle categorie di cui all’art. 27 del D.Lgs. n. 286/1998 (tra cui quella della lettera a), non vi sono ragioni, né testuali né funzionali, per ritenere che, una volta raggiunto il quinquennio, nell’ipotesi che lo straniero trasferito temporaneamente venga assunto a tempo determinato da parte dell’azienda distaccataria, il suo titolo di soggiorno continui ad essere sottoposto ad un limite di durata, che lo renda non rinnovabile e non convertibile.

L’amministrazione non nega che, trascorsi cinque anni dall’originaria autorizzazione, l’appellante svolgesse attività lavorativa della medesima tipologia per la quale era stata autorizzata, e presso un’impresa distaccataria che, quale cessionaria d’azienda, operava in piena continuità aziendale rispetto al datore di lavoro iniziale.

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