Omicidio volontario se l’infermiere provoca la morte della neonata subito dopo il parto

La vita autonoma del feto incomincia con la rottura del sacco che contiene il liquido amniotico e si raggiunge nel momento iniziale del travaglio allorché il feto non è ancora autosufficiente.

 

 

Cassazione penale , sez. I, sentenza 24.10.2013 n° 43565

Si tratta quindi di omicidio volontario, non di procurato aborto.

Il caso è stato quello di un infermiere che ha procurato alla partoriente un medicinale, che, una volta ingerito, ha accelerato il parto al settimo mese di gravidanza. In seguito, sempre d’accordo con la madre, ha provocato la morte della neonata, subito dopo il parto, facendo mancare ogni soccorso alla nata prematura.

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