La clausola su interessi di mora nel prestito al consumo si presume vessatoria e illegittima

La clausola di pagamento degli interessi di mora dovuti in caso di ritardo nel versamento delle rate contenuta in un contratto di prestito al consumo va qualificata come clausola penale e deve ritenersi abusiva ed inefficace in quanto presuntivamente vessatoria.

Tribunale Cremona, sez. I civile, sentenza 24.10.2013

A meno che il professionista non riesca a fornire la prova che essa è stata oggetto di specifica trattativa con il cliente consumatore.

Secondo quanto previsto dall’art. 33, comma II, lett. f) del Decreto legislativo 6 settembre 2005 n. 206, si presumono difatti vessatorie, fino a prova contraria, le clausole che hanno per oggetto, o per effetto, di imporre al consumatore, in caso di inadempimento o di ritardo nell’adempimento, il pagamento di una somma di denaro a titolo di risarcimento, clausola penale o altro titolo equivalente d’importo manifestamente eccessivo.

 

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