Revoca del permesso di soggiorno, occorre esplicitare il ragionamento seguito

E’ nullo, in quanto non adeguatamente motivato, il decreto di revoca del permesso di soggiorno opposto dalla Questura.

Sentenza: TAR Marche, Sezione Prima, Sentenza n. 469 del 20 giugno 2013

Le esigenze di interesse pubblico afferenti alla tutela dei confini territoriali e al controllo dei flussi migratori non possono ritenersi prevalenti, sulla base di una astratta gerarchia dei valori, sugli interessi giuridicamente protetti degli stranieri non comunitari, ove si consideri la garanzia costituzionale apprestata anche alla componente pretensiva dei diritti della persona, di cui gli stessi sono titolari, e stante che la legislazione sull’immigrazione, letta in chiave costituzionalmente orientata, non ammette preclusioni assolute, ma richiede un ragionevole contemperamento tra gli interessi coinvolti.

Premesso ciò, la motivazione del provvedimento di revoca del permesso di soggiorno deve evidenziare le valutazioni per le quali dalla considerazione delle caratteristiche del fatto concreto ascritto, come sussunto nella fattispecie legale astratta, per la quale sia intervenuta affermazione di responsabilità penale dell’immigrato, e dal comportamento complessivo dell’immigrato stesso, sia stata desunta la sua pericolosità sociale.

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