Non è reato entrare in Italia senza documenti validi per sposare una cittadina italiana

Il cittadino extracomunitario che ha fatto ingresso e si trattiene nel territorio italiano al fine di esercitare un diritto riconosciuto dall’ordinamento, non viola l’art. 10 bis del D.Lgs. n. 286/1998 anche se non in possesso dei documenti validi per tale ingresso e successivo trattenimento.

Sentenza: Corte di cassazione, Sezione Prima Penale, Sentenza n. 32859 del 29 luglio 2013

E’ fondato il richiamo difensivo alla norma di cui all’art. 51 c.p. e cioè all’esimente dell’esercizio di un diritto, quale deve ritenersi, senza tentennamenti interpretativi, quello di contrarre matrimonio, nella fattispecie idoneo a scriminare la punibilità della condotta contestata, giacché l’imputato si trovava nel nostro Paese al fine di esercitare il diritto a contrarre matrimonio con una cittadina italiana, con serietà di intenti dimostrata dal successivo comportamento.

Va annullata senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non costituisce reato.

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