Cittadinanza italiana: non può essere negata sulla base di una nota informativa riguardante attività illecite e pericolose

E’ confermata la sentenza di primo grado che ha accolto il ricorso avverso il provvedimento di diniego della domanda di cittadinanza italiana, traente origine da una nota informativa dalla quale sarebbero emersi elementi di pericolo per la sicurezza della Repubblica.

Sentenza: Consiglio di Stato, Sezione Terza, Sentenza n. 4528 del 12 settembre 2013

In effetti, la “nota informativa” (o, se si preferisce, quel brano di essa che è stato reso noto al Giudice in evasione dell’apposita ordinanza istruttoria) non contiene alcun riferimento ad attività illecite o pericolose, per quanto latamente si vogliano intendere queste ultime espressioni.

Si può aggiungere che l’ormai ventennale (al momento dell’emanazione dell’atto impugnato, nel 2007) permanenza dell’interessato in Italia, con un pieno inserimento nell’attività lavorativa, giustifica qualche dubbio sulla permanenza ed attualità dei rapporti con il paese d’origine (di collocazione geopolitica alquanto distante dall’area europea e mediterranea) e le sue vicende interne. Il laconico testo della “nota informativa” non permette di superare queste incertezze.

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