Cittadinanza italiana al minore figlio di stranieri anche se non risulta sempre soggiorno regolare e iscrizione anagrafica: importante è la prova della dimora abituale

Si dichiara, essere, il ricorrente in possesso dei requisiti di cui all’art. 4, comma 2, della legge n. 91/1992 ai fini dell’acquisto della cittadinanza italiana e se ne ordina la trascrizione nei registri dello Stato Civile.

Sentenza: Tribunale di Firenze, Sezione Prima Civile, Decreto del 9 luglio 2013

Non possono essere imputati al minore, nato in Italia da genitori stranieri, eventuali inadempimenti di natura amministrativa di questi ultimi in ordine alla regolarità del soggiorno e all’iscrizione anagrafica assumendo in concreto valore preminente la stessa nozione di residenza espressa dall’art. 43, secondo comma, c.c. In termini di “dimora abituale” della persona.

Tale interpretazione risulta peraltro coerente con l’obiettivo, perseguito dalla norma, di consentire il pieno inserimento nella collettività di soggetti che, nati in Italia da genitori stranieri, abbiano in concreto, per la stabile permanenza sul nostro territorio sin dalla nascita, portato a compimento un processo di integrazione socio-culturale, attesa la fondamentale importanza del percorso scolastico nella formazione della personalità con l’acquisizione degli stili di vita propri del contesto ove avviene la crescita umana e culturale dell’individuo.

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