Annullamento permesso per fittizietà rapporto di lavoro. La Questura non prova come lo ha dedotto

E’ accolto il ricorso avverso il provvedimento di annullamento del permesso di soggiorno, motivato dalla fittizietà del rapporto di lavoro a seguito di indagini intraprese dalla Questura.

Sentenza: TAR Lombardia, Sezione Quarta, Sentenza n. 1868 del 16 luglio 2013

Il provvedimento impugnato è unicamente incentrato sul fatto che “da indagini svolte dall’Ufficio Immigrazione della Questura” sarebbe emerso che la ditta, alle cui dipendenze era l’attuale ricorrente, sarebbe “di fatto inesistente, non operativa ed inadempiente in riferimento alle posizioni I.N.P.S., I.N.A.I.L. e Agenzia delle Entrate”, e che “la documentazione di lavoro è stata falsamente emessa dalla stessa ditta, ed utilizzata per simulare un rapporto di lavoro inesistente, inducendo in errore il Pubblico Ufficiale”.

Dette affermazioni sono tuttavia eccessivamente generiche, ed avrebbero dovuto essere supportate, quantomeno, nel corso del presente giudizio, da adeguata documentazione, in primis, con riferimento al procedimento penale che avrebbe dovuto seguire le stesse, di cui invece si ignorano gli estremi e le eventuali risultanze. Al contrario, il ricorrente, produce una corposa documentazione, sulla cui autenticità la difesa erariale non ha eccepito alcunché, a comprova dello svolgimento di attività lavorativa e del possesso di redditi.

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