Protezione sussidiaria al cittadino nigeriano. Se ritorna nel suo Paese, corre rischio di subire grave danno

È considerata persona ammissibile alla protezione sussidiaria il “cittadino di un Paese non appartenente all’Unione Europea o apolide che non possiede i requisiti per essere rifugiato, ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che se ritornasse nel Paese di origine, o, nel caso di un apolide, se ritornasse nel Paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno come definito dall’art. 14 del decreto legislativo 19 novembre 2007 n. 251, e il quale non può, o a causa di tale rischio, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese”.

Sentenza: Tribunale di Milano, Sez. Prima Civile, Ordinanza 17 aprile 2013

In tale quadro normativo deve essere inserita la vicenda del ricorrente, nato e vissuto nel Delta State, zona ricca di risorse petrolifere, caratterizzata per anni da un altissimo tasso di violenza e di attentati. Nonostante l’amnistia generale concessa nel 2009 ai guerriglieri del MEND (Movimento per l’Emancipazione del Niger), la situazione nella regione è ben lontana da una reale pacificazione; da fonti internazionali accreditate (Amnesty International rapporto 2012), emerge che le bande criminali hanno continuato a rapire lavoratori petroliferi e ad attaccare gli impianti. Le forze di sicurezza, compresi i militari, hanno continuato a commettere violazioni dei diritti umani.

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