Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera del deputati

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 marzo 1957, n. 361

 Vigente al: 1-6-2013

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’art. 50 della legge 16 maggio 1956, n. 493;

Udito il parere del Consiglio di Stato;

Sentito il Consiglio dei Ministri;

Sulla proposta del Ministro Segretario di Stato per l’interno;
Decreta:
E’ approvato l’unito testo unico delle leggi per la elezione della

Camera dei deputati, composto di 121 articoli, visto dal Ministro Segretario di Stato per l’interno.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserto

nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi’ 30 marzo 1957
GRONCHI
SEGNI – TAMBRONI
Visto, il Guardasigilli: MORO

Registrato alla Corte dei conti, addi’ 25 maggio 1957

Atti del Governo, registro n. 105, foglio n. 159. – CARLOMAGNO

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati

Art. 1.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 1, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 1)

((1. La Camera dei deputati e’ eletta a suffragio universale, con voto diretto ed uguale, libero e segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti.

2. Il territorio nazionale e’ diviso nelle circoscrizioni elettorali indicate nella tabella A allegata al presente testo unico. Salvo i seggi assegnati alla circoscrizione Estero, la ripartizione dei seggi e’ effettuata in ragione proporzionale, con l’eventuale attribuzione di un premio di maggioranza, a norma degli articoli 77, 83 e 84, e si effettua in sede di Ufficio centrale nazionale)).

Art. 2.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 2, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 4)

 
((1. La elezione nel collegio "Valle d'Aosta", che e' 
  circoscrizione elettorale, e' regolata dalle norme contenute nel 
titolo VI del presente testo unico.))

Art. 3.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 5)

 
L'assegnazione del numero dei seggi ((alle singole 
circoscrizioni)), di cui alla tabella A allegata  al  presente  testo
unico,  e'  effettuata  -  sulla  base  dei   risultati   dell'ultimo
censimento generale della popolazione, riportati dalla  piu'  recente
pubblicazione ufficiale dell'Istituto Centrale di  Statistica  -  con
decreto del Presidente della Repubblica, promosso  dal  Ministro  per
l'interno, da emanarsi contemporaneamente al decreto di convocazione 
dei comizi.

Art. 4.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 3)

((1. Il voto e’ un dovere civico e un diritto di tutti i cittadini, il cui libero esercizio deve essere garantito e promosso dalla Repubblica.

2. Ogni elettore dispone di un voto per la scelta della lista ai fini dell’attribuzione dei seggi in ragione proporzionale, da esprimere su un’unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista)).

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AGGIORNAMENTO (24)

La Corte Costituzionale, con sentenza 6 – 12 settembre 1995, n. 422 (in G.U. 1a s.s. 20.09.1995 n. 39), ha dichiarato , ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l’illegittimita’ costituzionale (…) del secondo comma, n. 2, ultimo periodo, del presente articolo, come modificato dall’art. 1, della legge 4 agosto 1993, n. 277, (Testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati).

TITOLO II
ELETTORATO

CAPO I
Elettorato attivo

Art. 5.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 4)

L’elettorato attivo, la tenuta e la revisione annuale delle liste elettorali, la ripartizione dei Comuni in sezioni elettorali e la scelta dei luoghi di riunione per la elezione sono disciplinate dalle disposizioni della legge 7 ottobre 1947, n. 1058, e successive modificazioni.

CAPO II
Eleggibilita’

Art. 6.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 5)

Sono eleggibili a deputati gli elettori che abbiano compiuto il venticinquesimo anno di eta’ entro il giorno delle elezioni.

Art. 7.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 6, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 2)

Non sono eleggibili:

a) i deputati regionali o consiglieri regionali; (18)

b) i presidenti delle Giunte provinciali;

c) i sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti;

d) il capo e vice capo della polizia e gli ispettori generali di pubblica sicurezza;

e) i capi di Gabinetto dei Ministri;

f) il Rappresentante del Governo presso la Regione autonoma della Sardegna, il Commissario dello Stato nella Regione siciliana, i commissari del Governo per le regioni a statuto ordinario, il commissario del Governo per la regione Friuli-Venezia Giulia, il presidente della Commissione di coordinamento per la regione Valle d’Aosta, i commissari del Governo per le province di Trento e Bolzano, i prefetti e coloro che fanno le veci nelle predette cariche;

g) i viceprefetti e i funzionari di pubblica sicurezza;

h) gli ufficiali generali, gli ammiragli e gli ufficiali superiori delle Forze armate dello Stato, nella circoscrizione del loro comando territoriale. ((39))

Le cause di ineleggibilita’ di cui al primo comma sono riferite anche alla titolarita’ di analoghe cariche, ove esistenti, rivestite presso corrispondenti organi in Stati esteri.

Le cause di ineleggibilita’, di cui al primo e al secondo comma, non hanno effetto se le funzioni esercitate siano cessate almeno centottanta giorni prima della data di scadenza del quinquennio di durata della Camera dei deputati.

Per cessazione dalle funzioni si intende l’effettiva astensione da ogni atto inerente all’ufficio rivestito, preceduta, nei casi previsti alle lettere a), b) e c) del primo comma e nei corrispondenti casi disciplinati dal secondo comma, dalla formale presentazione delle dimissioni e, negli altri casi, dal trasferimento, dalla revoca dell’incarico o del comando ovvero dal collocamento in aspettativa.

L’accettazione della candidatura comporta in ogni caso la decadenza dalle cariche di cui alle predette lettere a), b) e c).

Il quinquennio decorre dalla data della prima riunione dell’Assemblea, di cui ai secondo comma del successivo art. 11.

In caso di scioglimento della Camera dei deputati, che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni, le cause di ineleggibilita’ anzidette non hanno effetto se le funzioni esercitate siano cessate entro i sette giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di scioglimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
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AGGIORNAMENTO (18)

La Corte Costituzionale, con sentenza 11 giugno-28 luglio 1993, n. 344 (in G.U. 1a s.s. 04/08/1993 n. 32), ha dichiarato “l’illegittimita’ costituzionale dell’art. 7, primo comma, lettera a), del d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione alla Camera dei deputati).”

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AGGIORNAMENTO (39)

Il D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248, nel sopprimere il numero 429) dell’art. 2268, comma 1 del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66, ha disposto (con l’art. 9, comma 1, lettera s)) che “per l’effetto, gli articoli 7, primo comma, lettera h), e 38, primo comma, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, riprendono vigore”.

Art. 8.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 6, lett. g), e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 3)

I magistrati – esclusi quelli in servizio presso le giurisdizioni superiori –((, anche in caso di scioglimento anticipato della Camera dei deputati e di elezioni suppletive,)) non sono eleggibili nelle circoscrizioni sottoposte, in tutto o in parte, alla giurisdizione degli uffici ai quali si sono trovati assegnati o presso i quali hanno esercitato le loro funzioni in un periodo compreso nei sei mesi antecedenti la data di accettazione della candidatura. Non sono in ogni caso eleggibili se, all’atto dell’accettazione della candidatura, non si trovino in aspettativa.

I magistrati che sono stati candidati e non sono stati eletti non possono esercitare per un periodo di cinque anni le loro funzioni nella circoscrizione nel cui ambito si sono svolte le elezioni.

Art. 9.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 7)

I diplomatici, i consoli, i vice-consoli, eccettuati gli onorari, ed in generale gli ufficiali, retribuiti o no, addetti alle ambasciate, legazioni e consolati esteri, tanto residenti in Italia quanto all’estero, non possono essere eletti alla Camera dei deputati sebbene abbiano ottenuto il permesso dal Governo nazionale di accettare l’ufficio senza perdere la nazionalita’. Questa causa di ineleggibilita’ si estende a tutti coloro che abbiano impiego da Governi esteri.

Art. 10.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 8)

Non sono eleggibili inoltre:

1) coloro che in proprio o in qualita’ di rappresentanti legali di societa’ o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entita’ economica, che importino l’obbligo di adempimenti specifici, l’osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione e’ sottoposta;

2) i rappresentanti, amministratori e dirigenti di societa’ e imprese volte al profitto di privati e sussidiate dallo Stato con sovvenzioni continuative o con garanzia di assegnazioni o di interessi, quando questi sussidi non siano concessi in forza di una legge generale dello Stato;

3) i consulenti legali e amministrativi che prestino in modo permanente l’opera loro alle persone, societa’ e imprese di cui ai nn. 1 e 2, vincolate allo Stato nei modi di cui sopra.

Dalla ineleggibilita’ sono esclusi i dirigenti di cooperative e di consorzi di cooperative, iscritte regolarmente nei registri di Prefettura.

TITOLO III
DEL PROCEDIMENTO ELETTORALE PREPARATORIO

Art. 11.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 9)

I comizi elettorali sono convocati con decreto del Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri.

Lo stesso decreto fissa il giorno della prima riunione della Camera nei limiti dell’art. 61 della Costituzione.

((Il decreto e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale non oltre il 45° giorno antecedente quello della votazione)).

I Sindaci di tutti i Comuni della Repubblica danno notizia al pubblico del decreto di convocazione dei comizi con speciali avvisi.

Art. 12.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, artt. 13, comma 1° e 15, prima parte)

Presso la Corte di Cassazione e’ costituito, entro tre giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi, l’Ufficio elettorale centrale nazionale, composto da un Presidente di sezione e quattro consiglieri scelti dal Primo Presidente.

Art. 13.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 14, primo periodo)

Presso la Corte d’appello o il Tribunale nella cui giurisdizione e’ il Comune ((capoluogo della circoscrizione)) e’ costituito, entro tre giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi, l’Ufficio centrale circoscrizionale, composto da tre magistrati, dei quali uno con funzioni di presidente, scelti dal Presidente della Corte d’appello o del Tribunale.

Art. 14.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 16, comma 1°, e L. 16 maggio

1956, n. 493, art. 6)

 
I partiti o i gruppi politici organizzati, che intendono presentare 
      ((...)) liste di candidati, debbono depositare presso il 
Ministero dell'interno il contrassegno col quale dichiarano di  voler
         distinguere ((...)) le liste medesime nelle singole 
circoscrizioni. All'atto del deposito del contrassegno 
deve essere indicata la denominazione del partito o del gruppo 
politico organizzato. 
  I partiti che notoriamente fanno uso di un determinato simbolo sono
tenuti a presentare le loro liste con un contrassegno  che  riproduca
tale simbolo. 
   Non e' ammessa la presentazione di contrassegni((...)), identici 
o confondibili con quelli presentati in precedenza ovvero con  quelli
     riproducenti simboli ((, elementi e diciture, o solo alcuni 
di essi,)) usati tradizionalmente da altri partiti. 
   Ai fini di cui al terzo comma costituiscono elementi di 
confondibilita', congiuntamente od  isolatamente  considerati,  oltre
alla  rappresentazione  grafica  e  cromatica  generale,  i   simboli
riprodotti, i singoli dati grafici, le espressioni letterali, nonche'
le parole o le effigi costituenti elementi  di  qualificazione  degli
    orientamenti o finalita' politiche connesse al partito o alla 
forza politica di riferimento ((anche se in diversa composizione o 
rappresentazione grafica)). 
   Non e' ammessa, altresi', la presentazione di contrassegni 
 effettuata con il solo scopo di preculderne surrettiziamente l'uso 
ad altri soggetti politici interessati a farvi ricorso. 
   Non e' ammessa inoltre la presentazione da parte di altri partiti 
o gruppi politici di contrassegni  riproducenti  simboli  o  elementi
  caratterizzanti simboli che per essere usati tradizionalmente da 
partiti presenti in Parlamento possono trarre in errore l'elettore. 
   Non e' neppure ammessa la presentazione di contrassegni 
riproducenti immagini o soggetti religiosi.

Art. 14-bis.

 
  ((1. I partiti o i gruppi politici organizzati  possono  effettuare
il collegamento in una coalizione delle liste da essi rispettivamente
presentate.  Le  dichiarazioni   di   collegamento   debbono   essere
reciproche. 
  2. La dichiarazione di collegamento e'  effettuata  contestualmente
al deposito del contrassegno di cui all'articolo 14. Le dichiarazioni
di collegamento hanno effetto per tutte le  liste  aventi  lo  stesso
contrassegno. 
  3. Contestualmente al deposito del contrassegno di cui all'articolo
14, i partiti o i gruppi politici  organizzati  che  si  candidano  a
governare depositano il programma elettorale nel quale dichiarano  il
nome e cognome della persona da loro indicata come capo  della  forza
politica.  I  partiti  o  i  gruppi  politici  organizzati  tra  loro
collegati in coalizione che si candidano a  governare  depositano  un
unico programma elettorale nel quale dichiarano  il  nome  e  cognome
della persona da loro indicata  come  unico  capo  della  coalizione.
Restano ferme le prerogative spettanti al Presidente della Repubblica
previste dall'articolo 92, secondo comma, della Costituzione. 
  4. Gli adempimenti di cui ai commi 1, 2 e  3  sono  effettuati  dai
soggetti di cui all'articolo 15, primo comma. 
  5. Entro il trentesimo giorno antecedente quello  della  votazione,
gli Uffici centrali circoscrizionali comunicano l'elenco delle  liste
ammesse, con un  esemplare  del  relativo  contrassegno,  all'Ufficio
centrale nazionale che, accertata la regolarita' delle dichiarazioni,
provvede,  entro  il  ventesimo  giorno   precedente   quello   della
votazione, alla pubblicazione nella  Gazzetta  Ufficiale  dell'elenco
dei collegamenti ammessi)).

Art. 15.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 16, comma 1°, 2° e 3°, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 7)

Il deposito del contrassegno ((di cui all’articolo 14)) deve essere effettuato non prima delle ore 8 del 44° e non oltre le ore 16 del 42° giorno antecedente quello della votazione, da persona munita di mandato, autenticato da notaio, da parte del presidente o del segretario del partito o del gruppo politico organizzato.

Agli effetti del deposito, l’apposito Ufficio del Ministero dell’interno rimane aperto, anche nei giorni festivi, dalle ore 8 alle ore 20.

Il contrassegno deve essere depositato in triplice esemplare.

Art. 16.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 16, comma 3° e 4°, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 8)

Il Ministero dell’interno, nei due giorni successivi alla scadenza del termine stabilito per il deposito restituisce un esemplare del contrassegno al depositante, con l’attestazione della regolarita’ dell’avvenuto deposito.

Qualora i partiti o gruppi politici presentino un contrassegno che non sia conforme alle norme di cui all’art. 14, il Ministero dell’interno invita il depositante a sostituirlo nel termine di 48 ore dalla notifica dell’avviso.

Sono sottoposte all’Ufficio centrale nazionale le opposizioni presentate dal depositante avverso l’invito del Ministero a sostituire il proprio contrassegno o dai depositanti di altro contrassegno avverso l’accettazione di contrassegno che ritengano facilmente confondibile: a quest’ultimo effetto, tutti i contrassegni depositati possono essere in qualsiasi momento presi in visione da chi abbia presentato un contrassegno a norma degli articoli precedenti.

Le opposizioni devono essere presentate al Ministero dell’interno entro 48 ore dalla sua decisione e, nello stesso termine, devono essere notificate ai depositanti ((…)) delle liste che vi abbiano interesse. Il Ministero trasmette gli atti all’Ufficio centrale nazionale, che decide entro le successive 48 ore, dopo aver sentito i depositanti delle liste che vi abbiano interesse.

Art. 17.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 9)

All’atto del deposito del contrassegno presso il Ministero dell’interno i partiti o i gruppi politici organizzati debbono presentare la designazione, per ciascuna circoscrizione, di un rappresentante effettivo e di uno supplente del partito o del gruppo incaricati di effettuare il deposito, al rispettivo Ufficio centrale circoscrizionale, ((…)) della lista dei candidati e dei relativi documenti.

La designazione e’ fatta con un unico atto, autenticato da notaio. Il Ministero dell’interno comunica a ciascun Ufficio centrale circoscrizionale le designazioni suddette entro il 36° giorno antecedente quello della votazione.

Con le stesse modalita’ possono essere indicati, entro il 33° giorno antecedente quello della votazione, altri rappresentanti supplenti, in numero non superiore a due, incaricati di effettuare il deposito di cui al precedente comma, qualora i rappresentanti precedentemente designati siano entrambi impediti di provvedervi, per fatto sopravvenuto. Il Ministero dell’interno ne da’ immediata comunicazione all’Ufficio centrale circoscrizionale cui la nuova designazione si riferisce.

Art. 18.

((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 21 DICEMBRE 2005, N. 270))

Art. 18-bis.

((1. La presentazione delle liste di candidati per l’attribuzione dei seggi con metodo proporzionale deve essere sottoscritta: da almeno 1.500 e da non piu’ di 2.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle circoscrizioni fino a 500.000 abitanti; da almeno 2.500 e da non piu’ di 3.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle circoscrizioni con piu’ di 500.000 abitanti e fino a 1.000.000 di abitanti; da almeno 4.000 e da non piu’ di 4.500 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle circoscrizioni con piu’ di 1.000.000 di abitanti. In caso di scioglimento della Camera dei deputati che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni, il numero delle sottoscrizioni e’ ridotto alla meta’. Le sottoscrizioni devono essere autenticate da uno dei soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53. La candidatura deve essere accettata con dichiarazione firmata ed autenticata da un sindaco, da un notaio o da uno dei soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53. Per i cittadini residenti all’estero l’autenticazione della firma deve essere richiesta ad un ufficio diplomatico o consolare.

2. Nessuna sottoscrizione e’ richiesta per i partiti o gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in entrambe le Camere all’inizio della legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi. Nessuna sottoscrizione e’ altresi’ richiesta per i partiti o gruppi politici che abbiano effettuato le dichiarazioni di collegamento ai sensi dell’articolo 14-bis, comma 1, con almeno due partiti o gruppi politici di cui al primo periodo e abbiano conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime elezioni per il Parlamento europeo, con contrassegno identico a quello depositato ai sensi dell’articolo 14. In tali casi, la presentazione della lista deve essere sottoscritta dal presidente o dal segretario del partito o gruppo politico ovvero da uno dei rappresentanti di cui all’articolo 17, primo comma. Il Ministero dell’interno provvede a comunicare a ciascun Ufficio elettorale circoscrizionale che la designazione dei rappresentanti comprende anche il mandato di sottoscrivere la dichiarazione di presentazione delle liste. La firma del sottoscrittore deve essere autenticata da un notaio o da un cancelliere di tribunale. Nessuna sottoscrizione e’ altresi’ richiesta per i partiti o gruppi politici rappresentativi di minoranze linguistiche che abbiano conseguito almeno un seggio in occasione delle ultime elezioni per la Camera dei deputati o per il Senato della Repubblica.

3. Ogni lista, all’atto della presentazione, e’ composta da un elenco di candidati, presentati secondo un determinato ordine. La lista e’ formata complessivamente da un numero di candidati non inferiore a un terzo e non superiore ai seggi assegnati alla circoscrizione)).

Art. 19.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 11, comma 4°, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 36)

1. Nessun candidato puo’ essere incluso in liste con diversi contrassegni nella stessa o in altra circoscrizione, pena la nullita’ dell’elezione. ((A pena di nullita’ dell’elezione, nessun candidato puo’ accettare la candidatura contestuale alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica)).

Art. 20.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 12, comma 1°, 2°, 3°, 4°, 5°, 6° e 7°, L. 16 maggio 1956, n. 493, artt. 10, comma 1° e 2°, e 36 e L. 31 ottobre 1955, n. 1064, artt. 2 e 3)

Le liste dei candidati ((…)) devono essere presentate, per ciascuna Circoscrizione, alla Cancelleria della Corte di appello o del Tribunale indicati nella Tabella A, allegata al presente testo unico, dalle ore 8 del trentacinquesimo giorno alle ore 20 del trentaquattresimo giorno antecedenti quello della votazione; a tale scopo, per il periodo suddetto, la Cancelleria della Corte di appello o del Tribunale rimane aperta quotidianamente, compresi i giorni festivi, dalle ore 8 alle ore 20.

Insieme con le liste dei candidati ((…)) devono essere presentati gli atti di accettazione delle candidature, i certificati di iscrizione nelle liste elettorali dei candidati e la dichiarazione di presentazione ((…)) della lista dei candidati firmata, anche in atti separati, dal prescritto numero di elettori ((…)).

Tale dichiarazione deve essere corredata dei certificati, anche collettivi, dei Sindaci dei singoli Comuni, ai quali appartengono i sottoscrittori, che ne attestino l’iscrizione nelle liste elettorali della circoscrizione ((…)).

I Sindaci devono, nel termine improrogabile di ventiquattro ore dalla richiesta, rilasciare tali certificati.

La firma degli elettori deve avvenire su appositi moduli riportanti il contrassegno di lista, il nome, cognome, data e luogo di nascita dei candidati, nonche’ il nome, cognome, data e luogo di nascita dei sottoscrittori e deve essere autenticata da uno dei soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53; deve essere indicato il comune nelle cui liste l’elettore dichiara di essere iscritto. Per tale prestazione e’ dovuto al notaio o al cancelliere l’onorario di lire 100 per ogni sottoscrizione autenticata. ((PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 21 DICEMBRE 2005, N. 270)).

Nessun elettore puo’ sottoscrivere piu’ di una lista di candidati ((…)).

Nella dichiarazioni di presentazione della lista dei candidati ((…)) deve essere specificato con quale contrassegno depositato presso il Ministero dell’Interno la lista ((…)) intenda distinguersi.

La dichiarazione di presentazione della lista dei candidati deve contenere, infine, la indicazione di due delegati effettivi e di due supplenti, autorizzati a fare le designazioni previste dall’art. 25.

Art. 21.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 12, ultimo comma, e L. 16 febbraio 1956, n. 493, art. 10, ultimo comma)

La Cancelleria della Corte di appello o del Tribunale circoscrizionale accerta l’identita’ personale del depositante e, nel caso in cui si tratti di persona diversa da quelle designate ai sensi dell’art. 17, ne fa esplicita menzione nel verbale di ricevuta degli atti, di cui una copia e’ consegnata immediatamente al presentatore.

Nel medesimo verbale, oltre alla indicazione ((…)) della lista dei candidati presentata e delle designazioni del contrassegno e dei delegati, e’ annotato il numero d’ordine progressivo attribuito dalla Cancelleria stessa ((…)) a ciascuna lista secondo l’ordine di presentazione.

 
                               Art. 22. 
(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 14, secondo periodo, nn. 1, 2,  3
             e 4, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 11) 

  L'Ufficio centrale circoscrizionale, entro il giorno successivo 
alla scadenza del termine stabilito per la presentazione ((...)) 
delle liste dei candidati: 
    1) ricusa ((...)) le liste presentate da persone diverse da 
  quelle designate all'atto del deposito del contrassegno ai sensi 
dell'art. 17; 
    2) ricusa ((...)) le liste contraddistinte con contrassegno 
     non depositato presso il Ministero dell'interno, ai termini 
degli articoli 14, 15 e 16; 
    3) verifica se ((...)) le liste siano state presentate in 
   termine e siano sottoscritte dal numero di elettori prescritto, 
dichiarandole non valide se non corrispondono a queste condizioni; 
riduce  al  limite  prescritto  le  liste  contenenti  un  numero  di
candidati superiore a quello stabilito al comma 2 dell'art. 18-  bis,
cancellando  gli  ultimi  nomi  ((e  dichiara  non  valide  le  liste
  contenenti un numero di candidati inferiore a quello stabilito al 
comma 3 dell'articolo 18-bis)); 
    4) ((...)) cancella dalle liste i nomi dei candidati, per i 
quali manca la prescritta accettazione; 
    5) ((...)) cancella dalle liste i nomi dei candidati che non 
abbiano compiuto o che non compiano il 25° anno  di  eta'  al  giorno
delle elezioni, di quelli per i quali non  Sia  stato  presentato  il
certificato di nascita, o documento equipollente, o il certificato di
        iscrizione nelle liste elettorali di un Comune della 
Repubblica; 
    6) cancella i nomi dei candidati compresi  in  altra  lista  gia'
presentata nella circoscrizione. 
    7) ((NUMERO ABROGATO DALLA L. 21 DICEMBRE 2005, N. 270)). 
    I delegati ((...)) di ciascuna lista possono prendere 
cognizione, entro  la  stessa  giornata,  delle  contestazioni  fatte
    dall'ufficio centrale circoscrizionale e delle modificazioni 
da questo apportate alla lista. 
   L'ufficio centrale circoscrizionale si riunisce nuova mente il 
  giorno successivo alle ore 12 per udire eventualmente i delegati 
   ((...)) delle liste contestate o modificate ed ammettere nuovi 
documenti nonche' correzioni formali e deliberare in merito.

Art. 23.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 12)

 
  Le  decisioni  dell'Ufficio  centrale  circoscrizionale,   di   cui
all'articolo precedente, sono comunicate, nella stessa  giornata,  ai
delegati ((...)) di lista. 
  Contro le decisioni di eliminazione di  liste  o  di  candidati,  i
delegati ((...)) di lista possono, entro 48 ore dalla  comunicazione,
ricorrere all'Ufficio centrale nazionale. 
  Il ricorso deve essere depositato entro detto termine,  a  pena  di
decadenza, nella Cancelleria dell'Ufficio centrale circoscrizionale. 
  Il predetto Ufficio, nella stessa giornata, trasmette, a  mezzo  di
corriere speciale, all'Ufficio centrale nazionale, il ricorso con  le
proprie deduzioni. 
  Ove il numero dei ricorsi presentati lo renda necessario, il  Primo
presidente della Corte di  Cassazione,  a  richiesta  del  Presidente
dell'Ufficio centrale nazionale, aggrega all'Ufficio stesso,  per  le
operazioni di cui al presente articolo, altri consiglieri. 
  L'Ufficio centrale nazionale decide nei due giorni successivi. 
  Le decisioni dell'Ufficio centrale nazionale sono comunicate  nelle
24 ore ai ricorrenti ed agli Uffici centrali circoscrizionali.

Art. 24.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 14, nn. 5, 6, 7 e 8, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 13)

 
  L'ufficio centrale circoscrizionale, non appena scaduto il  termine
stabilito per la presentazione dei ricorsi, o, nel caso  in  cui  sia
stato presentato reclamo, non appena ricevuta la comunicazione  della
decisione  dell'ufficio  centrale  nazionale,  compie   le   seguenti
operazioni: 
    1) ((NUMERO ABROGATO DALLA L. 21 DICEMBRE 2005, N. 270)); 
((2) stabilisce, mediante sorteggio da effettuare alla  presenza  dei
delegati di lista, il numero d'ordine da assegnare alle coalizioni  e
alle liste  non  collegate  e  ai  relativi  contrassegni  di  lista,
nonche', per ciascuna coalizione,  l'ordine  dei  contrassegni  delle
liste  della  coalizione.  I  contrassegni  di  ciascuna  lista  sono
riportati sulle schede di votazione e sui manifesti secondo l'ordine 
progressivo risultato dal suddetto sorteggio)); 
    3) comunica ai delegati di lista ((...)) le definitive 
determinazioni adottate; 4) trasmette immediatamente alla  prefettura
capoluogo della 
circoscrizione ((le liste ammesse)), con i relativi  contrassegni,  i
quali devono essere riprodotti sulle schede di votazione con i colori
del contrassegno depositato presso il Ministero dell'interno ai sensi
     dell'articolo 14, per la stampa delle schede medesime e per 
l'adempimento di cui al numero  5);  5)  provvede,  per  mezzo  della
prefettura capoluogo della 
circoscrizione, alla stampa - su  ((...))  manifesti  riproducenti  i
rispettivi  contrassegni  -  ((...))  delle  liste   nonche'   ((alla
trasmissione di esse ai sindaci dei comuni della circoscrizione)) per
   la pubblicazione nell'albo pretorio ed in altri luoghi pubblici 
entro il quindicesimo giorno precedente la data delle elezioni. 
Tre copie di ciascun manifesto devono essere consegnate ai presidenti
dei  singoli  uffici  elettorali  di  sezione;  una  a   disposizione
         dell'ufficio e le altre per l'affissione nella sala 
della votazione.

Art. 25.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 17, comma 1°, 2° e 3°, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 14)

 
Con dichiarazione scritta su carta libera e autenticata da un  notaio
o da un Sindaco della  circoscrizione,  i  delegati  di  cui  ((...))
all'articolo 20, o persone da essi autorizzate  in  forma  autentica,
hanno diritto  di  designare,  all'Ufficio  di  ciascuna  sezione  ed
      all'Ufficio centrale circoscrizionale, due rappresentanti 
((...)) della lista: uno effettivo e l'altro supplente,  scegliandoli
fra gli  elettori  della  circoscrizionale  che  sappiano  leggere  e
scrivere. L'atto di designazione dei rappresentanti presso gli uffici
elettorali di sezione  e'  presentato  entro  il  venerdi  precedente
l'elezione,  al  segretario  del  comune  che  ne  dovra'  curare  la
trasmissione ai presidenti delle sezioni elettorali o  e'  presentato
direttamente ai singoli presidenti delle sezioni il sabato pomeriggio
          oppure la mattina stessa delle elezioni, purche' 
prima dell'inizio della votazione. 
  COMMA ABROGATO DALLA L. 23 APRILE 1976, N. 136. 
  L'atto di designazione dei rappresentanti presso l'Ufficio centrale
circoscrizionale e' presentato, entro le ore 12  del  giorno  in  cui
avviene l'elezione, alla Cancelleria della Corte  di  appello  o  del
Tribunale circoscrizionale, la quale ne rilascia ricevuta. 
  Per lo svolgimento del loro compito i delegati ((...))di lista 
devono dimostrare la loro qualifica esibendo la  ricevuta  rilasciata
dalla Cancelleria della Corte d'appello o del Tribunale all'atto  del
deposito ((...))  delle  liste  dei  candidati.  Nel  caso  che  alla
designazione dei rappresentanti ((...)) di lista provvedano  delegati
dei delegati, a norma del  primo  comma  del  presente  articolo,  il
notaio, nell'autenticarne la firma, da' atto dell'esibizione fattagli
       della ricevuta rilasciata all'atto del deposito ((...)) 
delle liste.

Art. 26.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 17, comma 4° e 5°)

Il rappresentante ((…)) di ogni lista di candidati ha diritto di assistere a tutte le operazioni dell’Ufficio elettorale, sedendo al tavolo dell’Ufficio stesso o in prossimita’, ma sempre in luogo che gli permetta di seguire le operazioni elettorali, e puo’ fare inserire succintamente a verbale eventuali dichiarazioni.

Il presidente, uditi gli scrutatori, puo’, con ordinanza motivata, fare allontanare dall’aula il rappresentante che eserciti violenza o che, richiamato due volte, continui a turbare gravemente il regolare procedimento delle operazioni elettorali.

Art. 27.

((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 SETTEMBRE 2000, N. 299))

Art. 28.

((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 SETTEMBRE 2000, N. 299))

Art. 29.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 19)

La Commissione elettorale mandamentale trasmette al Sindaco le liste elettorali di sezione per la votazione almeno dieci giorni prima della data di convocazione dei comizi.

Art. 30.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 20, e L. 16 maggio 1956, n. 493, artt. 22, comma 1° e 3°, lett. a), 13, n. 5, e 14, comma 2°)

Nelle ore antimeridiane del giorno che precede le elezioni, il Sindaco provvede a far consegnare al presidente di ogni Ufficio elettorale di sezione:

1) il plico sigillato contenente il bollo della sezione;

2) un esemplare della lista degli elettori della sezione, autenticata dalla Commissione elettorale mandamentale, e un estratto di tale lista, autenticato in ciascun foglio dal Sindaco e dal segretario comunale, per l’affissione nella sala della votazione;

3) l’elenco degli elettori della sezione che hanno dichiarato di voler votare nel luogo di cura dove sono degenti, a norma dell’art. 51;

4) ((…)) tre copie del manifesto contenente le liste del candidati della circoscrizione: una copia rimane a disposizione dell’Ufficio elettorale e le altre devono essere affisse nella sala della votazione;

5) i verbali di nomina degli scrutatori;

6) le designazioni dei rappresentanti ((…)) di lista, ricevute a norma dell’art. 25, secondo comma;

7) i pacchi delle schede che al sindaco sono stati trasmessi sigillati dalla Prefettura, con l’indicazione sull’involucro esterno del numero delle schede contenute;

8) ((un’urna)) del tipo descritto nell’art. 32;

9) ((una cassetta o scatola)) per la conservazione delle schede autenticate da consegnare agli elettori;

10) un congruo numero di matite copiative per la espressione del voto.

Art. 31.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 21, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 16)

1. Le schede sono di carta consistente, sono fornite a cura del Ministero dell’interno con le caratteristiche essenziali del modello descritto nelle tabelle A-bis e A-ter allegate al presente testo unico e riproducono in fac-simile i contrassegni di tutte le liste regolarmente presentate nella circoscrizione, secondo le disposizioni di cui all’articolo 24.

2. ((Sulle schede i contrassegni delle liste collegate appartenenti alla stessa coalizione sono riprodotti di seguito, in linea orizzontale, uno accanto all’altro, su un’unica riga)). L’ordine delle coalizioni e delle singole liste non collegate, nonche’ l’ordine dei contrassegni delle liste di ciascuna coalizione sono stabiliti con sorteggio secondo le disposizioni di cui all’articolo 24. I contrassegni devono essere riprodotti sulle schede con il diametro di centimetri tre.

Art. 32.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 22)

 
  I bolli delle sezioni, di  tipo  identico,  con  numerazione  unica
progressiva conforme al modello descritto nella tabella  D,  allegata
al presente testo unico, sono forniti dal Ministero dell'interno. 
 ((Le urne per la votazione sono fornite dal Ministero dell'interno; 
le caratteristiche essenziali di esse sono stabilite con decreto del 
Ministro dell'interno. 
  Il Ministro dell'interno stabilisce, altresi' con proprio decreto, 
le caratteristiche essenziali e la materia delle cassettine per 
timbri di cui alla tabella D allegata al presente testo unico)).

Art. 33.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 23, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 17)

 
Entro quindici giorni dalla pubblicazione del decreto di convocazione
dei  comizi,  il  Sindaco  od  un  assessore  da  lui  delegato,  con
          l'assistenza del segretario comunale, accerta la 
esistenza e il buono stato delle urne, delle cabine e di tutto il 
materiale occorrente per l'arredamento delle varie sezioni. 
  Trascorso inutilmente il termine di cui al comma  precedente,  ogni
elettore puo' ricorrere al Prefetto, perche', ove  ne  sia  il  caso,
provveda a fare eseguire, anche a mezzo di apposito  commissario,  le
operazioni di cui al comma precedente. 
  La Prefettura provvede ad inviare ai Sindaci, insieme ((con i 
pacchi)) delle schede di votazione, i plichi sigillati  contenenti  i
     bolli delle sezioni, non oltre il terzo giorno antecedente 
quello della elezione.

Art. 34.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 24, comma 10, primo periodo, e L.

16 maggio 1956, n. 493, art. 18, comma 1°)

 
  In ciascuna sezione e' costituito un Ufficio elettorale composto di 
 un presidente, ((di quattro scrutatori)), di cui uno, a scelta del 
presidente, assume le funzioni di vicepresidente, e di un segretario.

Art. 35.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 24, comma 1°, secondo periodo e comma 2°, 3°, 4° e 5°, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 18, comma 2° e 3°)

La nomina dei presidenti di seggio deve essere effettuata dal Presidente della Corte d’appello competente per territorio entro il trentesimo giorno precedente quello della votazione fra i magistrati, gli avvocati e procuratori dell’Avvocatura dello Stato, che esercitano il loro ufficio nel distretto della Corte stessa e, occorrendo, tra gli impiegati civili a riposo, i funzionari appartenenti al personale delle cancellerie e segreterie giudiziarie, i notai e vice pretori onorari e quei cittadini che, a giudizio del Presidente medesimo, siano idonei all’ufficio, esclusi gli appartenenti alle categorie elencate nell’art. 38.

L’enumerazione di queste categorie, salvo quella dei magistrati, non implica ordine di precedenza per la designazione.

Presso la Cancelleria di ciascuna Corte di appello, e’ tenuto al corrente, con le norme da stabilirsi dal Ministero di grazia e giustizia d’accordo con quello dell’interno, un elenco di persone idonee all’ufficio di presidente di seggio elettorale.

Entro il ventesimo giorno precedente quello della votazione, il Presidente della Corte d’appello trasmette ad ogni Comune l’elenco dei presidenti designati alle rispettive sezioni elettorali, con i relativi indirizzi, dando tempestiva notizia delle eventuali successive variazioni.

In caso di impedimento del presidente, che sopravvenga in condizioni tali da non consentirne la surrogazione normale, assume la presidenza il Sindaco o un suo delegato.

Delle designazioni e’ data notizia ai magistrati ed ai cancellieri, vice cancellieri e segretari degli Uffici giudiziari per mezzo dei rispettivi capi gerarchici; agli altri designati, mediante notificazione da eseguirsi dagli ufficiali giudiziari di Pretura o dagli uscieri degli Uffici di conciliazione o dai messi comunali.

Art. 36.

((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 8 MARZO 1989, N. 95))

Art. 37

((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 8 MARZO 1989, N. 95))

Art. 38.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 20)

Sono esclusi dalle funzioni di presidente di Ufficio elettorale di sezione, di scrutatore e di segretario:

a) coloro che, alla data delle elezioni, abbiano superato il settantesimo anno di eta’;

b) i dipendenti dei Ministeri dell’interno, delle poste e telecomunicazioni e dei trasporti;

c) gli appartenenti a Forze armate in servizio; ((39))

d) i medici provinciali, gli ufficiali sanitari ed i medici condotti;

e) i segretari comunali ed i dipendenti dei Comuni, addetti o comandati a prestare servizio presso gli Uffici elettorali comunali;

f) i candidati alle elezioni per le quali si svolge la votazione.
—————

AGGIORNAMENTO (39)

Il D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 248, nel sopprimere il numero 429) dell’art. 2268, comma 1 del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66, ha disposto (con l’art. 9, comma 1, lettera s)) che “per l’effetto, gli articoli 7, primo comma, lettera h), e 38, primo comma, lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, riprendono vigore”.

Art. 39.

((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 22 MAGGIO 1970, N. 312))

Art. 40.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 2, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 18, comma 1°)

L’ufficio di presidente, di scrutatore e di segretario e’ obbligatorio per le persone designate.

Lo scrutatore che assume le funzioni di vice presidente coadiuva il presidente e ne fa le veci in caso di assenza o d’impedimento.

Tutti i membri dell’Ufficio, compresi i rappresentanti ((…)) di lista, sono considerati, per ogni effetto di legge, pubblici ufficiali durante l’esercizio delle loro funzioni.

Art. 41.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 29, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 19, comma 2°)

Alle ore sedici del giorno che precede le elezioni, il presidente costituisce l’Ufficio, chiamando a farne parte gli scrutatori e il segretario e invitando ad assistere alle operazioni elettorali i rappresentanti ((…)) delle liste dei candidati.

Se tutti o alcuno degli scrutatori non siano presenti o ne sia mancata la designazione, il presidente chiama in sostituzione alternativamente l’anziano e il piu’ giovane tra gli elettori presenti, che sappiano leggere e scrivere e non siano rappresentanti di liste di candidati, e per i quali non sussista alcuna delle cause di esclusione di cui all’art. 38.

TITOLO IV
DELLA VOTAZIONE

Art. 42.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, artt. 30 e 36, comma 2, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 13, n. 5)

La sala delle elezioni deve avere una sola porta di ingresso aperta al pubblico, salva la possibilita’ di assicurare un accesso separato alle donne.

La sala dev’essere divisa in due compartimenti da un solido tramezzo, con un’apertura centrale per il passaggio.

Il primo compartimento, in comunicazione diretta con la porta d’ingresso, e’ riservato agli elettori, i quali possono entrare in quello riservato all’Ufficio elettorale soltanto per votare, trattenendovisi il tempo strettamente necessario.

Il tavolo dell’Ufficio dev’essere collocato in modo che i rappresentanti ((…)) di lista possano girarvi attorno, allorche’

sia stata chiusa la votazione. ((L’urna deve essere fissata sul

tavolo stesso e sempre visibile)) a tutti.

Ogni sala, salva comprovata impossibilita’ logistica, deve

avere quattro cabine, di cui una destinata ai portatori di handicap.

Le cabine sono collocate in maniera da rimanere isolate e sono

munite di un riparo che assicura la segretezza del voto.

Le porte e le finestre che siano nella parete adiacente ai tavoli, ad una distanza minore di due metri dal loro spigolo piu’ vicino, devono essere chiuse in modo da impedire la vista ed ogni comunicazione dal di fuori. L’estratto delle liste degli elettori e due copie del manifesto

contenente le liste dei candidati ((…)) devono essere visibilmente affissi, durante il corso delle operazioni elettorali, in modo che

possano essere letti dagli intervenuti.

Art. 43.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 32)

Salvo le eccezioni previste dagli artt. 44, 47, 48, 49, 50 e 51, possono entrare nella sala dell’elezione soltanto gli elettori che presentino il certificato d’iscrizione alla sezione rispettiva.

E’ assolutamente vietato portare armi o strumenti atti ad offendere.

Art. 44.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 33)

Il presidente della sezione e’ incaricato della polizia dell’adunanza. Puo’ disporre degli agenti della Forza pubblica e delle Forze armate per fare espellere od arrestare coloro che disturbino il regolare procedimento delle operazioni elettorali o commettano reato.

La Forza non puo’, senza la richiesta del presidente, entrare nella sala delle elezioni.

Pero’, in caso di tumulti o di disordini nella sala o nelle immediate adiacenze, gli ufficiali di polizia giudiziaria, possono, anche senza richiesta del presidente, ma non contro la sua opposizione, entrare nella sala delle elezioni e farsi assistere dalla Forza.

Hanno pure accesso nella sala gli ufficiali giudiziari per notificare al presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione.

Il presidente puo’, in via eccezionale, di sua iniziativa, e deve, qualora tre scrutatori ne facciano richiesta, disporre che la Forza entri e resti nella sala dell’elezione, anche prima che comincino le operazioni elettorali.

Le autorita’ civili ed i comandanti militari sono tenuti ad ottemperare alle richieste del presidente, anche per assicurare preventivamente il libero accesso degli elettori al locale in cui e’ la sezione, ed impedire gli assembramenti anche nelle strade adiacenti.

Quando abbia giustificato timore che possa essere turbato il regolare procedimento delle operazioni elettorali, il presidente, uditi gli scrutatori, puo’, con ordinanza motivata, disporre che gli elettori, i quali abbiano votato, escano dalla sala e non vi rientrino se non dopo la chiusura della votazione.

Puo’ disporre altresi’ che gli elettori, i quali indugino artificiosamente nella votazione, o non rispondano all’invito di restituire la scheda riempita, siano allontanati dalle cabine, previa restituzione della scheda, e siano riammessi a votare soltanto dopo che abbiano votato gli altri elettori presenti. Di cio’ e’ dato atto nel processo verbale.

Art. 45.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 34, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 22, comma 3°, lettera a) e 28, comma 1°)

 
  Appena accertata la costituzione dell'Ufficio, il presidente,  dopo
aver  preso  nota  sulla  lista  sezionale  degli  elettori  compresi
nell'elenco di cui all'art. 30,  n.  3,  estrae  a  sorte  il  numero
progressivo di ogni gruppo di 100  schede,  le  quali  devono  essere
autenticate dagli scrutatori designati dal presidente. 
  Il presidente apre  il  pacco  delle  schede  e  distribuisce  agli
scrutatori un numero di schede corrispondenti a quello degli elettori
iscritti nella sezione. 
  Lo  scrutatore  scrive  il  numero  progressivo  sull'appendice  di
ciascuna scheda ed appone la sua firma sulla faccia posteriore  della
scheda stessa. 
  Il presidente, previa constatazione dell'integrita' del sigillo 
che chiude il plico contenente il bollo della sezione, apre il  plico
stesso e nel verbale fa attestazione del numero indicato  nel  bollo.
        Subito topo il presidente imprime il bollo a tergo di 
ciascuna scheda. 
  Durante le operazioni di cui al  presente  articolo,  nessuno  puo'
allontanarsi dalla sala. 
  Nel processo verbale si fa menzione della serie di  schede  firmate
da ciascun scrutatore. 
  Il presidente depone le schede nell'apposita cassetta e,  sotto  la
sua personale responsabilita', provvede alla  custodia  delle  schede
rimaste nel pacco, di cui al n. 7 dell'art. 30. 
  ((COMMA ABROGATO DALLA L. 21 DICEMBRE 2005, N. 270)). 
   Successivamente, il presidente rimanda le ulteriori operazioni 
alle ore otto del giorno seguente, affidando la custodia delle urne, 
   della scatola contenente le schede firmate e dei documenti alla 
Forza pubblica.

Art. 46.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 35, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 23, ultimo comma, e 28, comma 1°)

 
((1. Alle ore otto antimeridiane della domenica fissata per  l'inizio
        della votazione il presidente riprende le operazioni 
elettorali)). 
   2. Il presidente prende nota sulla lista sezionale, a fianco 
   dei relativi nominativi, degli elettori compresi nell'elenco di 
cui all'articolo 50, ultimo comma. 
   3. Successivamente, il presidente dichiara aperta la votazione

Art. 47.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 36, comma 1° e 3°)

Ha diritto di votare chi e’ iscritto nelle liste degli elettori della sezione, salve le eccezioni previste agli articoli 48, 49, 50 e 51.

Ha, inoltre, diritto di votare chi presenti una sentenza che lo dichiara elettore della circoscrizione.

Art. 48.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 37)

Il presidente, gli scrutatori e il segretario del seggio votano, previa esibizione del certificato elettorale, nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio, anche se siano iscritti come elettori in altra sezione o in altro comune della circoscrizione. I rappresentanti delle liste ((…)) votano nella sezione presso la quale esercitano le loro funzioni purche’ siano elettori ((della circoscrizione)). I candidati possono votare in una qualsiasi delle sezioni ((…)) della circoscrizione dove sono proposti, presentando il certificato elettorale. Votano, inoltre, nella sezione presso la quale esercitano il loro ufficio, anche se risultino iscritti come elettori in altra sezione o in qualsiasi altro comune del territorio nazionale, gli ufficiali e gli agenti della forza pubblica in servizio di ordine pubblico. Essi sono ammessi al voto previa esibizione del certificato elettorale.

Gli elettori di cui al comma precedente sono iscritti, a cura del presidente, in calce alla lista della sezione e di essi e’ presa nota nel verbale.

Art. 49.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 38)

 
((I militari delle Forze armate nonche' gli appartenenti a corpi 
organizzati militarmente per il servizio dello Stato, alle  forze  di
  polizia ed al Corpo nazionale dei vigili del fuoco sono ammessi a 
votare nel comune in cui si trovano per causa di servizio)). 
  Essi possono esercitare il voto in qualsiasi sezione elettorale, in
soprannumero agli  elettori  iscritti  nella  relativa  lista  e  con
precedenza, previa esibizione  del  certificato  elettorale,  e  sono
iscritti in una lista aggiunta. 
  E' vietato ad essi di recarsi inquadrati o armati nelle 
sezioni elettorali. 
  La loro iscrizione nelle relative liste e' fatta a cura del 
presidente.

Art. 50.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 23)

 
 I ((naviganti)) fuori residenza per motivi di imbarco sono ammessi 
a votare nel Comune ove si trovano. 
  Essi possono esercitare il voto in qualsiasi sezione elettorale del
Comune stesso in soprannumero agli elettori iscritti  nelle  relative
liste, previa esibizione del certificato  elettorale,  corredato  dai
seguenti documenti: 
   ((a) certificato del comandante del porto o del direttore 
dell'aeroporto attestante che il  marittimo  o  l'aviatore  si  trova
nell'impossibilita' di recarsi a votare nel comune di  residenza  per
     motivi di imbarco; limitatamente a questi fini il direttore 
dell'aeroporto viene considerato autorita' certificante)); 
    b) certificato del Sindaco del Comune, di  cui  al  primo  comma,
attestante l'avvenuta, notifica  telegrafica,  da  parte  del  Comune
stesso, non oltre il giorno antecedente la data della  votazione,  al
Sindaco del Comune che ha rilasciato il certificato elettorale, della
volonta' espressa dall'elettore di votare nel Comune in cui si  trova
per causa di imbarco. 
  I predetti elettori sono iscritti,  a  cura  del  presidente  della
sezione,  nella  stessa  lista  aggiunta  di  cui  al  secondo  comma
dell'articolo precedente. 
  I Sindaci dei Comuni che hanno rilasciato i certificati elettorali,
sulla base delle notifiche telegrafiche previste dal secondo comma, 
compileranno gli elenchi dei ((naviganti)) che hanno 
tempestivamente espresso la volonta' di  votare  nel  Comune  ove  si
trovano per causa di imbarco e  li  consegneranno  ai  presidenti  di
seggio prima dell'inizio delle operazioni di voto.  I  presidenti  di
 seggio ne prenderanno nota, a fianco dei relativi nominativi, nelle 
liste di sezione.

Art. 51.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 22, comma 1°, 2° e 3°)

I degenti in ospedali e case di cura sono ammessi a votare nel luogo di ricovero.

A tale effetto gli interessati devono fare pervenire, non oltre il terzo giorno antecedente la data della votazione, al Sindaco del Comune nelle cui liste elettorali sono iscritti, una dichiarazione attestante la volonta’ di esprimere il voto nel luogo di cura. La dichiarazione, che deve espressamente indicare il numero della sezione alla quale l’elettore e’ assegnato e il suo numero di iscrizione nella lista elettorale di sezione, risultanti dai certificato elettorale, deve recare in calce l’attestazione del direttore sanitario del luogo di cura, comprovante il ricovero dell’elettore nell’Istituto, ed e’ inoltrata al Comune di destinazione per il tramite del direttore amministrativo o del segretario dell’Istituto stesso.

Il Sindaco, appena ricevuta la dichiarazione, provvede:

a) ad includere i nomi dei richiedenti in appositi elenchi distinti per sezioni: gli elenchi sono consegnati, nel termine previsto dall’art. 30, al presidente di ciascuna sezione, il quale, all’atto stesso della costituzione del seggio, provvede a prenderne nota sulla lista elettorale sezionale;

b) a rilasciare immediatamente ai richiedenti, anche per telegramma, un’attestazione dell’avvenuta inclusione negli elenchi previsti dalla lettera a).

Art. 52.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 22, comma 40)

Negli ospedali e nelle case di cura con almeno 200 letti e’ istituita una sezione elettorale per ogni 500 letti o frazione di 500.

Gli elettori che esercitano il loro voto nelle sezioni ospedaliere sono iscritti nelle liste di sezione all’atto della votazione, a cura del presidente del seggio: alle sezioni ospedaliere possono, tuttavia, essere assegnato, in sede di revisione annuale delle liste, gli elettori facenti parte del personale di assistenza dell’Istituto che ne facciano domanda.

Nel caso di contemporaneita’ delle elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, il presidente prende nota, sulla lista, degli elettori che votano soltanto per una delle due elezioni.

Art. 53.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 22, comma 5° e 6°)

Negli ospedali e case di cura minori, il voto degli elettori ivi ricoverati viene raccolto, durante le ore in cui e’ aperta la votazione, dal presidente della sezione elettorale nella cui circoscrizione e’ posto il luogo di cura, con l’assistenza di uno degli scrutatori del seggio, designato dalla sorte, e del segretario ed alla presenza dei rappresentanti di lista ((…)), se sono stati designati, che ne facciano richiesta. Il presidente cura che sia rispettata la liberta’ e la segretezza del voto.

Dei nominativi di tali elettori viene presa nota, con le modalita’ di cui all’articolo precedente, dal presidente in apposita lista aggiunta da allegare a quella della sezione.

Le schede votate sono raccolte e custodite dal presidente in un plico, o in due plichi distinti nel caso di elezioni della Camera dei deputati e del Senato contemporanee, e sono immediatamente portate alla sezione elettorale ed immesse nell’urna o nelle urne destinate alle votazioni, previo riscontro del loro numero con quello degli elettori che sono stati iscritti nell’apposita lista.quello degli elettori che sono stati iscritti nell’apposita lista.

Art. 54.

((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 8 SETTEMBRE 2000, N. 299))

Art. 55.

(T. U. 5 febbraio 1956, n. 26, art. 39)

 
  Gli elettori non possono farsi rappresentare ne', qualora votino 
in Italia, inviare il voto per iscritto. 
I ciechi, gli amputati delle mani, gli affetti da paralisi o da altro
impedimento di analoga gravita' esercitano il diritto elettorale  con
l'aiuto di un elettore della propria famiglia o, in mancanza,  di  un
altro  elettore,  che   sia   stato   volontariamente   scelto   come
    accompagnatore, purche' l'uno o l'altro sia iscritto ((in un 
qualsiasi Comune della Repubblica)). 
  Nessun elettore puo' esercitare la funzione di  accompagnatore  per
piu' di un invalido. Sul suo certificato elettorale e' fatta apposita
annotazione dal presidente del seggio,  nel  quale  ha  assolto  tale
compito. 
  I presidenti di seggio devono  richiedere  agli  accompagnatori  il
certificato elettorale, per constatare se hanno  gia'  in  precedenza
esercitato la funzione predetta. 
  L'accompagnatore    consegna    il    certificato     dell'elettore
accompagnato;  il  presidente  del  seggio  accerta,   con   apposita
interpellazione,  se  l'elettore  abbia  scelto  liberamente  il  suo
accompagnatore e ne  conosca  il  nome  e  cognome,  e  registra  nel
verbale, a parte, questo  modo  di  votazione,  indicando  il  motivo
specifico   di   questa   assistenza   nella   votazione,   il   nome
dell'autorita'   sanitaria   che   abbia   eventualmente    accertato
l'impedimento ed il nome e cognome dell'accompagnatore. 
  Il certificato medico eventualmente esibito e' allegato al verbale.
  ((L'annotazione del diritto al voto assistito, di cui al secondo 
 comma, e' inserita, su richiesta dell'interessato, corredata della 
relativa documentazione, a cura del Comune di iscrizione elettorale, 
mediante apposizione di un corrispondente  simbolo  o  codice,  nella
tessera elettorale personale, nel rispetto delle disposizioni vigenti
    in materia di riservatezza personale ed in particolare della 
legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni)).

Art. 56.

 
 ((1. I certificati medici eventualmente richiesti dagli elettori 
agli effetti dell'articolo 55 possono essere rilasciati soltanto  dai
funzionari  medici  disignati  dai  competenti   organi   dell'unita'
   sanitaria locale; i designati non possono essere candidati ne' 
parenti fino al quarto grado di candidati. 
   2. Detti certificati devono attestare che l'infermita' fisica 
impedisce all'elettore di esprimere il voto senza  l'aiuto  di  altro
elettore;   i   certificati   stessi   devono    essere    rilasciati
  immediatamente e gratuitamente, nonche' in esenzione da qualsiasi 
diritto od applicazione di marche)).

Art. 57.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 40, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 25)

Dichiarata aperta la votazione, gli elettori sono ammessi a votare nell’ordine di presentazione. Essi devono esibire la carta d’identita’ o altro documento d’identificazione rilasciato dalla pubblica Amministrazione, purche’ munito di fotografia. In tal caso, nell’apposita colonna d’identificazione, sulla lista autenticata dalla Commissione elettorale mandamentale, sono indicati gli estremi del documento.

Ai fini della identificazione degli elettori sono validi anche:

a) le carte di identita’ e gli altri documenti di identificazione, indicati nel comma precedente, scaduti, purche’ i documenti stessi risultino sotto ogni altro aspetto regolari e possano assicurare la precisa identificazione del votante;

b) le tessere di riconoscimento rilasciate dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, purche’ munite di fotografia e convalidate da un Comando militare;

c) le tessere di riconoscimento rilasciate dagli Ordini professionali, purche’ munite di fotografia.

In mancanza d’idoneo documento d’identificazione, uno dei membri dell’Ufficio che conosca personalmente l’elettore ne attesta l’identita’, apponendo la propria firma nella colonna di identificazione.

Se nessuno dei membri dell’Ufficio e’ in grado di accertare sotto la sua responsabilita’ l’identita’ dell’elettore, questi puo’ presentare un altro elettore del Comune, noto all’Ufficio, che ne attesti l’identita’. Il presidente avverte l’elettore che, se afferma il falso, sara’ punito con le pene stabilite dall’art. 104.

L’elettore che attesta l’identita’ deve apporre la sua firma nella colonna di identificazione.

In caso di dubbi sulla identita’ degli elettori, decide il presidente a norma dell’art. 66.

Art. 58.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 41)

Riconosciuta l’identita’ personale dell’elettore, il presidente estrae dalla cassetta o scatola una scheda e la consegna all’elettore opportunamente piegata insieme alla matita copiativa.

L’elettore, senza che sia avvicinato da alcuno, esprime il voto tracciando, con la matita, sulla scheda un solo segno, comunque apposto, ((sul)) rettangolo contenente il contrassegno della lista prescelta. Sono vietati altri segni o indicazioni. PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 4 AGOSTO 1993, N. 277. L’elettore deve poi piegare la scheda secondo le linee in essa tracciate e chiuderla inumidendone la parte gommata. Di queste operazioni il presidente gli da’ preventive istruzioni, astenendosi da ogni esemplificazione.

Compiuta l’operazione di voto, l’elettore consegna al presidente la scheda chiusa e la matita. Il presidente constata la chiusura della scheda e, ove questa non sia chiusa, invita l’elettore a chiuderla, facendolo rientrare in cabina; ne verifica l’identita’ esaminando la firma e il bollo, e confrontando il numero scritto sull’appendice con quello scritto sulla lista; ne distacca l’appendice seguendo la linea tratteggiata e pone la scheda stessa nell’urna.

Uno dei membri dell’Ufficio accerta che l’elettore ha votato, apponendo la propria firma accanto al nome di lui nella apposita colonna della lista sopraindicata.

Le schede mancanti dell’appendice o prive di numero, di bollo o della firma dello scrutatore non sono poste nell’urna, e gli elettori che le abbiano presentate non possono piu’ votare. Esse sono vidimate immediatamente dal presidente e da almeno due scrutatori ed allegate al processo verbale, il quale fa anche menzione speciale degli elettori che, dopo ricevuta la scheda, non l’abbiano riconsegnata.

COMMA ABROGATO DALLA L. 21 DICEMBRE 2005, N. 270.

Art. 59.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 42, comma 1°, 2°, 8° e 11°)

Una scheda valida per la scelta della lista rappresenta un voto di lista. ((PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 21 DICEMBRE 2005, N. 270)).

Art. 60.

((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 4 AGOSTO 1993, N. 277))

Art. 60-bis.

((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 4 AGOSTO 1993, N. 277))

Art. 61.

((ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 3 LUGLIO 1991, N. 200, A SEGUITO DI REFERENDUM POPOLARE))

Art. 62.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 43)

Se l’elettore non vota entro la cabina, il presidente dell’Ufficio deve ritirare ((la scheda)), dichiarandone la nullita’ e l’elettore non e’ piu’ ammesso al voto.

Art. 63.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 44)

Se un elettore riscontra che ((la scheda)) consegnatagli e’ deteriorata, ovvero egli stesso, per negligenza o ignoranza, l’abbia deteriorata, puo’ richiederne al presidente una seconda, restituendo pero’ la prima, la quale e’ messa in un plico, dopo che il presidente vi abbia scritto “scheda deteriorata”, aggiungendo la sua firma.

Il presidente deve immediatamente sostituire nella cassetta la seconda scheda consegnata all’elettore con un’altra, che viene prelevata dal pacco delle schede residue e contrassegnata con lo stesso numero di quella deteriorata, nonche’ col bollo e con la firma dello scrutatore. Nella colonna della lista indicata nel primo comma dell’art. 58, e’ annotata la consegna della nuova scheda.

Art. 64.

 
(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 45 e 48, L. 6 febbraio  1948,  n.
  29, art. 26, comma 5° e 6°, e L. 16 maggio 1956, n. 493,  art.  28,
  comma 1°, 2° e 3°). 

  1. Le operazioni di votazione proseguono fino alle ore 22 in  tutte
le sezioni elettorali; gli elettori che a tale ora si trovano  ancora
nei locali del seggio sono ammessi a votare anche  oltre  il  termine
predetto. 
  2. Il presidente rinvia quindi la votazione alle ore 7  del  giorno
successivo  e,  dopo  aver  provveduto  a  sigillare  ((l'urna  e  la
scatola)) recanti le schede ed a chiudere il plico  contenente  tutte
le carte, i verbali ed il timbro della sezione, scioglie l'adunanza. 
  3. Successivamente, fatti uscire  dalla  sala  tutti  gli  estranei
all'Ufficio, il presidente provvede alla chiusura e alla custodia  di
essa in modo che nessuno possa entrarvi. A tal fine, coadiuvato dagli
scrutatori, si assicura che tutte le finestre  e  gli  accessi  della
sala,  esclusa  la  porta  o  le  porte  d'ingresso,   siano   chiusi
dall'interno, vi applica opportuni  mezzi  di  segnalazione  di  ogni
apertura e provvede, quindi, a chiudere  saldamente  dall'esterno  la
porta  o  le  porte  d'ingresso,  applicandovi   gli   stessi   mezzi
precauzionali. 
  4. Il presidente, infine, affida alla Forza  pubblica  la  custodia
esterna della sala alla quale nessuno puo' avvicinarsi. 
  5. E' tuttavia consentito ai rappresentanti di lista di trattenersi
all'esterno della sala durante il tempo in cui questa rimane chiusa.

Art. 64-bis.

1. Alle ore 7 del giorno successivo, il presidente, ricostituito l’Ufficio e constatata l’integrita’ dei mezzi precauzionali apposti agli accessi della sala e dei sigilli ((dell’urna)) e dei plichi, dichiara riaperta la votazione che prosegue fino alle ore 15; gli elettori che a tale ora si trovano ancora nei locali del seggio sono ammessi a votare anche oltre il termine predetto.

Art. 65.

((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 4 AGOSTO 1993, N. 277))

Art. 66.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 46)

Il presidente, udito il parere degli scrutatori, pronunzia in via provvisoria, facendolo risultare dal verbale, salvo il disposto dell’art. 87, sopra i reclami anche orali, le difficolta’ e gli incidenti intorno alle operazioni della sezione.

Tre membri almeno dell’Ufficio, fra i quali il presidente o il vice presidente, devono trovarsi sempre presenti a tutte le operazioni elettorali.

TITOLO V
DELLO SCRUTINIO

Art. 67.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 47, L. 6 febbraio 1948, n. 29, art. 26, comma 8°, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 28, ultimo comma)

Dopo che gli elettori abbiano votato, ai sensi degli articoli 64 e 64-bis, il presidente, sgombrato il tavolo dalle carte e dagli

oggetti non necessari per lo scrutinio:

1) dichiara chiusa la votazione;

2) accerta il numero dei votanti risultanti dalla lista elettorale autenticata dalla Commissione elettorale mandamentale, dalle liste di cui agli articoli 49, 50 e 53, dalla lista di cui all’art. 52 e dai tagliandi dei certificati elettorali. Le liste devono essere firmate in ciascun foglio da due scrutatori, nonche’ dal presidente, e devono essere chiuse in un plico sigillato con lo stesso bollo dell’Ufficio. Sul plico appongono la firma il presidente ed almeno due

scrutatori, nonche’ i rappresentanti ((…)) delle liste dei candidati che lo vogliano, ed il plico stesso e’ immediatamente consegnato o trasmesso al Pretore del mandamento, il quale ne

rilascia ricevuta;

3) estrae e conta le schede rimaste ((nella cassetta))

e riscontra se, calcolati come votanti gli elettori che, dopo aver

ricevuto la scheda, non l’abbiano restituita o ne abbiano consegnata una senza appendice o senza il numero o il bollo o la firma dello scrutatore, corrispondano al numero degli elettori

iscritti che non hanno votato.

Tali schede, nonche’ quelle rimaste nel pacco consegnato al presidente dal Sindaco, ed i tagliandi dei certificati elettorali vengono, con le stesse norme indicate nel n. 2, consegnati o trasmessi al Pretore del mandamento.

Queste operazioni devono essere eseguite nell’ordine indicato. Di esse e del loro risultato si fa menzione nel processo verbale.

Art. 68.

 
(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 50, comma 1° e 2°, e L. 16 maggio
      1956, n. 493, artt. 28, ultimo comma, e 31, ultimo comma) 

  1. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 21 DICEMBRE 2005, N. 270)). 
  2. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 21 DICEMBRE 2005, N. 270)). 
  3. ((Compiute le operazioni di cui all'articolo 67)), il 
 presidente procede alle operazioni di spoglio delle schede ((...)). 
Uno scrutatore designato mediante  sorteggio  estrae  successivamente
   ciascuna scheda dall'urna ((...)) e la consegna al presidente. 
Questi enuncia ad alta voce il contrassegno  della  lista  a  cui  e'
stato attributo il voto. Passa quindi la scheda ad  altro  scrutatore
    il quale, insieme con il segretario, prende nota dei voti di 
ciascuna lista 
  3-bis. Il segretario proclama ad alta voce  i  voti  di  lista.  Un
terzo scrutatore pone le schede, i cui  voti  sono  stati  spogliati,
nella cassetta o scatola dalla quale sono state tolte le  schede  non
utilizzate. Quando la scheda non contiene alcuna espressione di voto,
sul retro della scheta stessa viene subito impresso il  timbro  della
sezione. 
  4.  E'  vietato   estrarre   dall'urna   una   scheda   se   quella
precedentemente  estratta  non  sia  stata  posta  nella  cassetta  o
scatola, dopo spogliato il voto. 
  5. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 20 DICEMBRE 1993, N. 534. 
  6. Le schede possono essere toccate  soltanto  dai  componenti  del
seggio. PERIODO ABROGATO DAL D.LGS. 20 DICEMBRE 1993, N. 534. 
  7. Il numero totale delle schede scrutinate deve  corrispondere  al
numero  degli  elettori  che  hanno  votato.  Il  presidente  accerta
personalmente la corrispondenza numerica delle  cifre  segnate  nelle
varie colonne del verbale col numero degli iscritti, dei votanti  dei
voti validi assegnati, delle  schede  nulle,  delle  schede  bianche,
delle schede contenenti voti nulli e  delle  schede  contenenti  voti
contestati, verificando la congruita' dei  dati  e  dandone  pubblica
lettura ed espressa attestazione  nei  verbali.  ((PERIODO  SOPPRESSO
DALLA L. 21 DICEMBRE 2005, N. 270)). 
  8. Tutte  queste  operazioni  devono  essere  compiute  nell'ordine
indicato; del compimento e del risultato di  ciascuna  di  esse  deve
farsi menzione nel verbale.

Art. 69.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 29)

La validita’ dei voti contenuti nella scheda deve essere ammessa ogni qualvolta possa desumersi la volonta’ effettiva dell’elettore, salvo il disposto di cui all’articolo seguente. ((Quando un unico segno sia tracciato su piu’ rettangoli, il voto si intende riferito al contrassegno su cui insiste la parte prevalente del segno stesso)).

Art. 70.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 51, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 30)

Salve le disposizioni di cui agli articoli 58, 59, ((…)), 61 e 62, sono nulli i voti contenuti in schede che presentino scritture o segni tali da far ritenere, in modo inoppugnabile, che l’elettore abbia voluto far riconoscere il proprio voto.

Sono, altresi’, nulli i voti contenuti in schede che non siano quelle prescritte dall’art. 31, o che non portino la firma o il bollo richiesti dagli articoli 45 e 46.

Art. 71.

 
(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, artt. 46, comma  1°  e  50,  comma  3°
  prima parte, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 31, comma 1° e 2°) 

  Il presidente, udito il parere degli scrutatori: 
    1) pronunzia in via provvisoria, facendolo risultare dal verbale,
salvo il disposto dell'art. 87,  sopra  i  reclami  anche  orali,  le
difficolta' e gli incidenti intorno alle  operazioni  della  sezione,
nonche' sulla nullita' dei voti; 
2) decide, in via provvisoria,  sull'assegnazione  o  meno  dei  voti
contestati per qualsiasi causa e, nel dichiarare il  risultato  dello
      scrutinio, da' atto del numero dei voti di lista ((...)) 
contestati ed assegnati provvisoriamente e di quello dei voti 
contestati e provvisoriamente non assegnati, ai fini dell'ulteriore 
esame da compiersi dall'Ufficio centrale circoscrizionale 
ai sensi del n. 2) dell'art. 76. 
    I voti contestati debbono essere raggruppati, ((per le singole 
     liste)), a seconda dei motivi di contestazione che debbono 
essere dettagliatamente descritti. 
  Le schede corrispondenti ai voti nulli  o  contestati  a  qualsiasi
effetto  e  per  qualsiasi   causa,   siano   stati   questi   ultimi
provvisoriamente assegnati o non assegnati, e le  carte  relative  ai
reclami ed alle proteste devono  essere  immediatamente  vidimate  da
presidente e da almeno due scrutatori.

Art. 72.

 
(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 50, comma 3 e 4, e L.  16  maggio
                       1956, n. 493, art. 32) 

  Alla fine delle operazioni di scrutinio, il presidente  del  seggio
procede alla formazione: 
    a)  del  plico  contenente  le  schede  corrispondenti   a   voti
contestati per qualsiasi effetto e per qualsiasi  causa  e  le  carte
relative ai reclami ed alle proteste; 
    b) del plico contenente le schede corrispondenti a voti nulli; 
    c) del  plico  contenente  le  schede  deteriorate  e  le  schede
consegnate  senza  appendice  o  numero  o  bollo  o   firma,   dello
scrutatore; 
    d) del plico contenente le schede corrispondenti a voti validi ed
una copia delle tabelle di scrutinio. 
  ((COMMA ABROGATO DALLA L. 21 DICEMBRE 2005, N. 270)). 
  I predetti plichi debbono recare l'indicazione della sezione, il 
     sigillo col bollo dell'Ufficio, le firme dei rappresentanti 
 ((...)) di lista, presenti e quelle del presidente e di almeno due 
scrutatori. 
  I plichi di cui alle lettere a), b) e c)  devono  essere  allegati,
con una copia  delle  tabelle  di  scrutinio,  al  verbale  destinato
all'Ufficio centrale circoscrizionale. 
  Il plico di cui  alla  lettera  d)  deve  essere  depositato  nella
Cancelleria, della Pretura, ai sensi del quinto comma dell'art. 75, e
conservato per le esigenze inerenti alla verifica dei poteri.

Art. 73.

(T. U. 5 febbraio 1248, n. 26, artt. 50, ultimo comma, 52, 49 e 47, n. 4, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 28, ultimo comma)

 
   Le operazioni di cui all'art. 67 e, successivamente, quelle di 
scrutinio devono  essere  iniziate  subito  dopo  la  chiusura  della
     votazione, proseguite senza interruzione ed ultimate entro 
le ore 14 del  giorno  seguente.  Se  per  causa  di  forza  maggiore
l'Ufficio non possa ultimare le 
anzidette operazioni nel termine prescritto, il presidente deve, alle
      ore 14 del martedi' successivo al giorno delle elezioni, 
chiudere la, cassetta contenente, secondo i casi, le schede non 
distribuite o le schede gia' spogliate, l'urna contenente  le  schede
non spogliate, e chiudere in un plico le schede residue,  quelle  che
si trovassero fuori della cassetta o dell'urna, le liste indicate nel
          n. 2 dell'art. 67 e tutte le altre carte relative 
alle operazioni elettorali. 
  Alla cassetta, all'urna, ed al plico devono apporsi le indicazioni 
((della circoscrizione)) e della sezione, il sigillo col bollo 
dell'Ufficio  e  quello  dei  rappresentanti  ((...))  di  lista  che
vogliano aggiungere il proprio, nonche' le firme del presidente e di 
almeno due scrutatori. 
  La cassetta, l'urna ed il plico, insieme col verbale e con le carte
annesse, vengono subito  portati  nella  Cancelleria,  del  Tribunale
nella  cui  circoscrizione  ha  sede  la  sezione  e  consegnate   al
Cancelliere il quale ne diviene personalmente responsabile. 
  In caso di inadempimento, si applica la disposizione del  penultimo
comma, dell'art. 75.

Art. 74.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, artt. 26, ultimo comma, 47, ultimo comma, 49, ultimo comma, 50, comma 5°, e 53, primo comma)

Il verbale delle operazioni dell’Ufficio elettorale di sezione e’ redatto dal segretario in doppio esemplare, firmato in ciascun foglio e sottoscritto, seduta stante, da tutti i membri dell’Ufficio e dai rappresentanti ((…)) delle liste presenti.

Nel verbale dev’essere presa nota di tutte le operazioni prescritte dal presente testo unico e deve farsi menzione di tutti i reclami presentati, delle proteste fatte, dei voti contestati (siano stati o non attribuiti provvisoriamente alle liste ((…))) e delle decisioni del presidente, nonche’ delle firme e dei sigilli.

Il verbale e’ atto pubblico.

Art. 75.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 53, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 33)

 
Il presidente dichiara il risultato dello scrutinio e ne fa 
certificazione nel verbale,  del  quale  fa  compilare  un  estratto,
contenente  i  risultati  della  votazione  e  dello  scrutinio,  che
provvede a rimettere subito alla Prefettura, tramite  il  Comune.  Il
verbale e' poi immediatamente chiuso  in  un  plico,  che  dev'essere
sigillato col bollo dell'Ufficio e firmato dal presidente, da  almeno
  due scrutatori e dai rappresentanti ((...)) delle liste presenti. 
L'adunanza e' poi sciolta immediatamente. 
  Il presidente o,  per  sua  delegazione  scritta,  due  scrutatori,
recano immediatamente il  plico  chiuso  e  sigillato  contenente  un
esemplare del verbale con le schede e tutti i plichi e i documenti di
cui al 3° comma dell'art. 72 alla Cancelleria del Tribunale nella cui
circoscrizione ha sede la sezione. 
La Cancelleria del  Tribunale  provvede  all'immediato  inoltro  alla
Cancelleria della Corte d'appello o del Tribunale del capoluogo della
circoscrizione  dei  plichi  e  dei  documenti  previsti  dal   comma
   precedente, nonche' ((della cassetta, dell'urna)), dei plichi e 
degli altri documenti di cui all'art. 73. 
  L'altro esemplare del suddetto verbale e' depositato, nella  stessa
giornata, nella Segreteria del Comune dove ha  sede  la  sezione,  ed
ogni  elettore  della  circoscrizione   ha   diritto   di   prenderne
conoscenza. 
Le persone incaricate del trasferimento degli atti e documenti di cui
ai  commi  secondo,  terzo,  quarto  e  quinto   sono   personalmente
  responsabili del recapito di essi; e' vietato ogni stanziamento o 
tramite non previsto dalle citate disposizioni. 
  COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 20 DICEMBRE 1993, N. 534. 
  COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 20 DICEMBRE 1993, N. 534. 
  COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 20 DICEMBRE 1993, N. 534. 
  L'estratto  e'  trasmesso,  non  oltre   il   sessantesimo   giorno
successivo a quello della votazione, al Sindaco del  Comune  dove  ha
avuto sede la sezione, il quale ne cura  il  deposito,  per  quindici
giorni, nella Segreteria, dandone pubblico avviso mediante manifesto. 
Ogni elettore della circoscrizione ha diritto di prendere  conoscenza
dell'estratto. 
  Qualora non siasi adempiuto a quanto prescritto nel  2°,  3°  e  4°
comma del presente articolo, il Presidente della Corte di  appello  o
del Tribunale puo' far sequestrare i verbali, le urne, le schede e le
carte ovunque si trovino. 
  Le spese tutte  per  le  operazioni  indicate  in  questo  e  negli
articoli precedenti sono anticipate dal  Comune  e  rimborsate  dallo
Stato.

Art. 76.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 54, comma 1, n. 1, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 34)

L’Ufficio centrale circoscrizionale, costituito ai termini dell’art. 13, procede, entro quarantotto ore dal ricevimento degli atti, con l’assistenza del cancelliere, alle operazioni seguenti: 1) fa lo spoglio delle schede eventualmente inviate dalle sezioni in conformita’ dell’art. 73, osservando, in quanto siano applicabili, le disposizioni degli articoli 59, ((…)), 67, 68, 69, 70, 71, 72, 74 e 75; 2) procede, per ogni sezione, ai riesame delle schede contenenti voti contestati e provvisoriamente non assegnati e, tenendo presenti le annotazioni riportate a verbale e le proteste e reclami presentati in proposito, decide, ai fini della proclamazione, sull’assegnazione o meno dei voti relativi. Un estratto del verbale concernente tali operazioni deve essere rimesso alla Segreteria del Comune dove ha sede la sezione. Ove il numero delle schede contestate lo renda necessario, il Presidente della Corte d’appello o del Tribunale, a richiesta del presidente dell’Ufficio centrale circoscrizionale, aggrega, ai fini delle operazioni del presente numero, all’Ufficio stesso altri magistrati, nel numero necessario per il piu’ sollecito espletamento delle operazioni. Ultimato il riesame, il presidente dell’Ufficio centrale circoscrizionale fara’ chiudere per ogni sezione le schede riesaminate, assegnate e non assegnate, in unico plico che suggellato e firmato dai componenti dell’Ufficio medesimo – verra’ allegato all’esemplare del verbale di cui al comma quarto dell’art. 81. Un estratto del verbale contenente tali operazioni deve essere rimesso alla Segreteria del Comune dove ha sede la sezione.

Art. 77.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, artt. 54, comma 10, n. 2, e seguenti, e 58, ultimo comma, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 35)

((1. L’Ufficio centrale circoscrizionale, compiute le operazioni di cui all’articolo 76, facendosi assistere, ove lo ritenga opportuno, da uno o piu’ esperti scelti dal presidente:

1) determina la cifra elettorale circoscrizionale di ogni lista. Tale cifra e’ data dalla somma dei voti conseguiti dalla lista stessa nelle singole sezioni elettorali della circoscrizione;

2) comunica all’Ufficio centrale nazionale, a mezzo di estratto del verbale, la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna lista nonche’, ai fini di cui all’articolo 83, comma 1, numero 3), il totale dei voti validi della circoscrizione)).

Art. 78.

((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 4 AGOSTO 1993, N. 277))

Art. 79.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 56, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 34, comma 1°, n. 2)

 
   L'Ufficio centrale circoscrizionale pronuncia provvisoriamente 
sopra qualunque incidente relativo alle operazioni ad esso  affidate,
salvo il giudizio definitivo degli organi di verifica dei poteri. 
  Ad eccezione di quanto previsto dal n. 2) dell'art.  76,  circa  il
riesame dei voti contestati  e  provvisoriamente  non  assegnati,  e'
vietato all'Ufficio centrale circoscrizionale di deliberare, o  anche
di discutere, sulla valutazione dei voti, sui reclami, le proteste  e
gli incidenti avvenuti nelle sezioni,  di  variare  i  risultati  dei
verbali e di occuparsi di qualsiasi altro oggetto che non sia di  sua
competenza. 
  Non puo' essere ammesso nell'aula  dove  siede  l'Ufficio  centrale
circoscrizionale  l'elettore  che  non   presenti   ogni   volta   il
certificato d'iscrizione nelle liste ((della circoscrizione)). 
  Nessun elettore puo' entrare armato. 
  L'aula  dev'essere  divisa  in  due  compartimenti  da  un   solido
tramezzo: il compartimento in comunicazione immediata  con  la  porta
d'ingresso e' riservato  agli  elettori;  l'altro  e'  esclusivamente
riservato all'Ufficio centrale circoscrizionale ed ai rappresentanti 
((...)) delle liste dei candidati. 
  Il presidente ha tutti  i  poteri  spettanti  ai  presidenti  delle
sezioni. Per ragioni di ordine pubblico egli puo', inoltre,  disporre
che  si  proceda  a  porte  chiuse:  anche  in  tal  caso,  ferme  le
disposizioni del secondo comma dell'art. 26, hanno diritto di entrare 
e di rimanere nell'aula i rappresentanti ((...)) delle liste dei 
candidati.

Art. 80.

((ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 4 AGOSTO 1993, N. 277))

Art. 81.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 58, e L. 16 maggio 1955, n. 493, artt. 6, comma 1, e 35, n. 4)

 
  Di tutte le operazioni dell'Ufficio  centrale  circoscrizionale  si
deve redigere in duplice esemplare il processo  verbale  che,  seduta
stante, dev'essere firmato  in  ciascun  foglio  e  sottoscritto  dal
presidente, dagli altri magistrati, dal cancelliere e dai 
rappresentanti ((...)) di lista presenti. 
   IL D.LGS. 20 DICEMBRE 1993, N. 534 HA CONFERMATO L'ABROGAZIONE 
DEL PRESENTE COMMA. 
  Nel verbale debbono essere inoltre indicati, in appositi elenchi, i
nomi  dei  candidati  di  ciascuna  lista  non   eletti   nell'ordine
determinato in conformita' del numero 6) dell'art. 77. 
  COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 20 DICEMBRE 1993, N. 534. 
  L'organo  di  verifica  dei  poteri  accerta  anche,  agli  effetti
dell'art. 86, l'ordine di  precedenza  dei  candidati  non  eletti  e
pronuncia sui relativi reclami. 
  Il secondo esemplare del verbale e'  depositato  nella  Cancelleria
della Corte di appello o del Tribunale.

Art. 82.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 40)

Il presidente dell’Ufficio centrale circoscrizionale provvede a rimettere subito copia integrale del verbale di cui all’articolo precedente alla Prefettura della Provincia nel cui territorio ha sede l’Ufficio centrale circoscrizionale.

Art. 83.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 59, comma 1°, 2° e 3°, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 36)

 
  ((1.  L'Ufficio  centrale  nazionale,  ricevuti  gli  estratti  dei
verbali da tutti  gli  Uffici  centrali  circoscrizionali,  facendosi
assistere, ove lo ritenga opportuno, da uno o piu' esperti scelti dal
presidente: 
    1) determina la cifra elettorale  nazionale  di  ciascuna  lista.
Tale   cifra   e'   data   dalla   somma   delle   cifre   elettorali
circoscrizionali conseguite nelle singole circoscrizioni dalle  liste
aventi il medesimo contrassegno; 
    2) determina  poi  la  cifra  elettorale  nazionale  di  ciascuna
coalizione  di  liste  collegate,  data  dalla  somma   delle   cifre
elettorali nazionali di tutte le liste che compongono  la  coalizione
stessa,  nonche'  la  cifra  elettorale  nazionale  delle  liste  non
collegate ed individua quindi la coalizione di liste o la  lista  non
collegata che ha ottenuto il maggior numero di voti validi espressi; 
    3) individua quindi: 
      a) le coalizioni di liste  che  abbiano  conseguito  sul  piano
nazionale almeno il 10 per cento  dei  voti  validi  espressi  e  che
contengano almeno una lista collegata che abbia conseguito sul  piano
nazionale almeno il 2 per cento dei voti validi espressi  ovvero  una
lista   collegata   rappresentativa   di    minoranze    linguistiche
riconosciute, presentata esclusivamente in una  delle  circoscrizioni
comprese in regioni il cui statuto speciale prevede  una  particolare
tutela di tali minoranze linguistiche, che abbia conseguito almeno il
20 per cento dei voti validi espressi nella circoscrizione; 
      b) le singole liste non collegate che  abbiano  conseguito  sul
piano nazionale almeno il 4 per cento dei voti validi espressi  e  le
singole liste non collegate rappresentative di minoranze linguistiche
riconosciute, presentate esclusivamente in una  delle  circoscrizioni
comprese in regioni il cui statuto speciale prevede  una  particolare
tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito  almeno
il 20 per  cento  dei  voti  validi  espressi  nella  circoscrizione,
nonche'  le  liste  delle  coalizioni  che  non  hanno  superato   la
percentuale di cui alla lettera a)  ma  che  abbiano  conseguito  sul
piano nazionale almeno il 4 per cento dei voti validi espressi ovvero
che siano rappresentative  di  minoranze  linguistiche  riconosciute,
presentate esclusivamente in una  delle  circoscrizioni  comprese  in
regioni il cui statuto speciale prevede  una  particolare  tutela  di
tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20  per
cento dei voti validi espressi nella circoscrizione; 
    4) tra le coalizioni di liste di cui al numero 3), lettera a),  e
le liste di cui al numero 3), lettera  b),  procede  al  riparto  dei
seggi in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna di esse.  A
tale fine divide  il  totale  delle  cifre  elettorali  nazionali  di
ciascuna coalizione di liste o singola lista di cui al numero 3)  per
il numero dei seggi  da  attribuire,  ottenendo  cosi'  il  quoziente
elettorale nazionale. Nell'effettuare tale divisione non tiene  conto
dell'eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi  la  cifra
elettorale nazionale di ciascuna coalizione di liste o singola  lista
per tale quoziente. La parte  intera  del  quoziente  cosi'  ottenuta
rappresenta il numero dei seggi da assegnare a ciascuna coalizione di
liste o singola lista. I seggi che  rimangono  ancora  da  attribuire
sono rispettivamente assegnati alle coalizioni  di  liste  o  singole
liste per le quali queste ultime  divisioni  hanno  dato  i  maggiori
resti e, in caso di parita' di resti, a quelle che abbiano conseguito
la maggiore cifra elettorale nazionale; a parita' di quest'ultima  si
procede a sorteggio; 
    5) verifica poi se la coalizione di liste o la singola lista  che
ha  ottenuto  il  maggior  numero  di  voti  validi  espressi   abbia
conseguito almeno 340 seggi; 
    6) individua quindi, nell'ambito di ciascuna coalizione di  liste
collegate di cui al numero 3),  lettera  a),  le  liste  che  abbiano
conseguito sul piano nazionale almeno il 2 per cento dei voti  validi
espressi  e  le  liste  rappresentative  di  minoranze   linguistiche
riconosciute, presentate esclusivamente in una  delle  circoscrizioni
comprese in regioni il cui statuto speciale prevede  una  particolare
tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito  almeno
il 20 per  cento  dei  voti  validi  espressi  nella  circoscrizione,
nonche' la lista che abbia  ottenuto  la  maggiore  cifra  elettorale
nazionale tra quelle che non hanno  conseguito  sul  piano  nazionale
almeno il 2 per cento dei voti validi espressi; 
    7) qualora la verifica di cui  al  numero  5)  abbia  dato  esito
positivo, procede, per ciascuna coalizione di liste, al  riparto  dei
seggi in base alla cifra elettorale nazionale di  ciascuna  lista  di
cui al numero 6). A tale fine,  per  ciascuna  coalizione  di  liste,
divide la somma delle cifre elettorali nazionali delle liste  ammesse
al riparto  di  cui  al  numero  6)  per  il  numero  di  seggi  gia'
individuato ai sensi del numero 4).  Nell'effettuare  tale  divisione
non tiene conto dell'eventuale parte frazionaria del quoziente  cosi'
ottenuto. Divide poi la cifra elettorale nazionale di ciascuna  lista
ammessa al riparto per tale quoziente. La parte intera del  quoziente
cosi' ottenuta  rappresenta  il  numero  dei  seggi  da  assegnare  a
ciascuna lista. I seggi  che  rimangono  ancora  da  attribuire  sono
rispettivamente assegnati alle  liste  per  le  quali  queste  ultime
divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parita' di resti,
alle liste  che  abbiano  conseguito  la  maggiore  cifra  elettorale
nazionale; a parita'  di  quest'ultima  si  procede  a  sorteggio.  A
ciascuna lista di cui al numero 3), lettera  b),  sono  attribuiti  i
seggi gia' determinati ai sensi del numero 4); 
    8) salvo  quanto  disposto  dal  comma  2,  procede  quindi  alla
distribuzione nelle singole circoscrizioni dei seggi  assegnati  alle
varie coalizioni di liste o singole liste di cui al numero 3). A tale
fine, per ciascuna coalizione di liste, divide il totale delle  cifre
elettorali circoscrizionali di tutte le liste che la  compongono  per
il quoziente elettorale nazionale di  cui  al  numero  4),  ottenendo
cosi' l'indice relativo ai seggi da attribuire  nella  circoscrizione
alle liste della  coalizione  medesima.  Analogamente,  per  ciascuna
lista di cui al numero 3), lettera b),  divide  la  cifra  elettorale
circoscrizionale per il  quoziente  elettorale  nazionale,  ottenendo
cosi' l'indice relativo ai seggi da attribuire  nella  circoscrizione
alla  lista  medesima.  Quindi,  moltiplica  ciascuno  degli   indici
suddetti per il numero dei  seggi  assegnati  alla  circoscrizione  e
divide il prodotto per la somma di tutti gli indici. La parte  intera
dei quozienti di attribuzione cosi' ottenuti  rappresenta  il  numero
dei seggi da attribuire nella circoscrizione a ciascuna coalizione di
liste o lista di cui al numero 3). I seggi che  rimangono  ancora  da
attribuire sono rispettivamente assegnati alle coalizioni di liste  o
singole liste per  le  quali  le  parti  decimali  dei  quozienti  di
attribuzione siano maggiori e, in caso di parita', alle coalizioni di
liste o singole  liste  che  abbiano  conseguito  la  maggiore  cifra
elettorale circoscrizionale; a parita' di quest'ultima si  procede  a
sorteggio. Successivamente l'Ufficio accerta se il numero  dei  seggi
assegnati in tutte le circoscrizioni a ciascuna coalizione di liste o
singola lista corrisponda al numero dei seggi  determinato  ai  sensi
del numero 4). In caso negativo, procede  alle  seguenti  operazioni,
iniziando dalla coalizione di liste o  singola  lista  che  abbia  il
maggior numero di seggi eccedenti, e in  caso  di  parita'  di  seggi
eccedenti da parte di piu' coalizioni o singole liste, da quella  che
abbia ottenuto la maggiore cifra  elettorale  nazionale,  proseguendo
poi con le altre coalizioni di  liste  o  liste  singole,  in  ordine
decrescente di  seggi  eccedenti:  sottrae  i  seggi  eccedenti  alla
coalizione di liste o singola lista in  quelle  circoscrizioni  nelle
quali essa li ha ottenuti con le  parti  decimali  dei  quozienti  di
attribuzione, secondo il loro ordine crescente e nelle quali  inoltre
le coalizioni di liste o singole liste, che non abbiano  ottenuto  il
numero di seggi spettanti, abbiano parti decimali dei  quozienti  non
utilizzate. Conseguentemente, assegna i seggi a  tali  coalizioni  di
liste o singole liste. Qualora nella medesima  circoscrizione  due  o
piu' coalizioni di liste o singole liste abbiano  le  parti  decimali
dei quozienti non utilizzate, il seggio e' attribuito alla coalizione
di liste o alla singola lista con la piu'  alta  parte  decimale  del
quoziente non utilizzata. Nel caso in  cui  non  sia  possibile  fare
riferimento alla medesima circoscrizione ai  fini  del  completamento
delle operazioni precedenti, fino a concorrenza dei seggi  ancora  da
cedere, alla coalizione di liste o lista singola eccedentaria vengono
sottratti i seggi in quelle circoscrizioni nelle quali li ha ottenuti
con le minori parti decimali del quoziente  di  attribuzione  e  alla
coalizione di liste o lista singola deficitaria sono conseguentemente
attribuiti seggi in quelle altre circoscrizioni nelle  quali  abbiano
le  maggiori  parti  decimali  del  quoziente  di  attribuzione   non
utilizzate; 
    9) salvo quanto disposto dal comma 2,  l'Ufficio  procede  quindi
all'attribuzione nelle singole  circoscrizioni  dei  seggi  spettanti
alle  liste  di  ciascuna  coalizione.  A  tale  fine,  determina  il
quoziente circoscrizionale di ciascuna coalizione di liste  dividendo
il totale delle cifre elettorali circoscrizionali delle liste di  cui
al numero 6) per il numero di seggi assegnati alla  coalizione  nella
circoscrizione ai sensi del numero 8). Nell'effettuare tale divisione
non tiene  conto  dell'eventuale  parte  frazionaria  del  quoziente.
Divide quindi la cifra elettorale circoscrizionale di ciascuna  lista
della coalizione per tale quoziente circoscrizionale. La parte intera
del quoziente cosi' ottenuta  rappresenta  il  numero  dei  seggi  da
assegnare  a  ciascuna  lista.  I  seggi  che  rimangono  ancora   da
attribuire  sono  assegnati  alle  liste  seguendo   la   graduatoria
decrescente delle parti decimali dei  quozienti  cosi'  ottenuti;  in
caso di parita', sono attribuiti alle liste  con  la  maggiore  cifra
elettorale circoscrizionale; a parita' di quest'ultima, si procede  a
sorteggio. Successivamente l'Ufficio accerta se il numero  dei  seggi
assegnati in tutte le circoscrizioni a ciascuna lista corrisponda  al
numero dei seggi ad essa attribuito ai sensi del numero 7).  In  caso
negativo, procede alle seguenti operazioni, iniziando dalla lista che
abbia il maggior numero di seggi eccedenti, e, in caso di parita'  di
seggi eccedenti da parte di piu' liste, da quella che abbia  ottenuto
la maggiore cifra elettorale nazionale, proseguendo poi con le  altre
liste, in ordine decrescente di  seggi  eccedenti:  sottrae  i  seggi
eccedenti alla lista in quelle circoscrizioni nelle quali essa li  ha
ottenuti con le parti decimali dei quozienti, secondo il loro  ordine
crescente e nelle quali inoltre le liste, che non abbiano ottenuto il
numero di seggi spettanti, abbiano parti decimali dei  quozienti  non
utilizzate. Conseguentemente, assegna i seggi a tali  liste.  Qualora
nella medesima circoscrizione due  o  piu'  liste  abbiano  le  parti
decimali dei quozienti non utilizzate, il seggio e'  attribuito  alla
lista con la piu' alta parte decimale del quoziente  non  utilizzata.
Nel caso in cui non sia  possibile  fare  riferimento  alla  medesima
circoscrizione ai fini del completamento delle operazioni precedenti,
fino  a  concorrenza  dei  seggi  ancora  da   cedere,   alla   lista
eccedentaria vengono sottratti i seggi in quelle circoscrizioni nelle
quali li ha ottenuti con le minori parti decimali  del  quoziente  di
attribuzione  e  alle   liste   deficitarie   sono   conseguentemente
attribuiti seggi in quelle altre circoscrizioni nelle  quali  abbiano
le  maggiori  parti  decimali  del  quoziente  di  attribuzione   non
utilizzate. 
  2. Qualora la coalizione  di  liste  o  la  singola  lista  che  ha
ottenuto il maggior numero di voti validi espressi ai sensi del comma
1  non  abbia  gia'  conseguito  almeno  340  seggi,  ad  essa  viene
ulteriormente  attribuito  il  numero   di   seggi   necessario   per
raggiungere tale consistenza. In  tale  caso  l'Ufficio  assegna  340
seggi alla suddetta coalizione  di  liste  o  singola  lista.  Divide
quindi il totale delle cifre elettorali nazionali di tutte  le  liste
della coalizione o della singola lista per 340,  ottenendo  cosi'  il
quoziente elettorale nazionale di maggioranza. 
  3. L'Ufficio procede poi a ripartire proporzionalmente  i  restanti
277 seggi tra le altre coalizioni di liste e liste di cui al comma 1,
numero 3). A tale fine divide il totale delle loro  cifre  elettorali
nazionali per 277, ottenendo il  quoziente  elettorale  nazionale  di
minoranza.   Nell'effettuare   tale   divisione   non   tiene   conto
dell'eventuale parte frazionaria del quoziente. Divide poi  la  cifra
elettorale di ciascuna coalizione di liste o singola lista  per  tale
quoziente. La parte intera del quoziente cosi'  ottenuta  rappresenta
il numero di seggi da assegnare a  ciascuna  coalizione  di  liste  o
singola lista. I  seggi  che  rimangono  ancora  da  attribuire  sono
rispettivamente assegnati alle coalizioni di liste  o  singole  liste
per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori  resti  e,
in caso di parita' di resti,  a  quelle  che  abbiano  conseguito  la
maggiore cifra elettorale nazionale; a  parita'  di  quest'ultima  si
procede a sorteggio. 
  4. L'Ufficio procede poi, per  ciascuna  coalizione  di  liste,  al
riparto dei seggi ad essa spettanti tra le relative liste ammesse  al
riparto. A tale fine procede ai sensi del comma 1, numero 7), periodi
secondo, terzo, quarto, quinto, sesto e settimo. 
  5. Ai fini della distribuzione  nelle  singole  circoscrizioni  dei
seggi assegnati alle liste ammesse al riparto ai sensi del  comma  1,
numero 6), l'Ufficio procede infine ai sensi del comma 1, numeri 8) e
9). A  tale  fine,  in  luogo  del  quoziente  elettorale  nazionale,
utilizza il quoziente elettorale  nazionale  di  maggioranza  per  la
coalizione di liste o singola lista che ha ottenuto il maggior numero
di voti validi e il quoziente elettorale nazionale di  minoranza  per
le altre coalizioni di liste o singole liste. 
  6. L'Ufficio centrale nazionale provvede a  comunicare  ai  singoli
Uffici centrali circoscrizionali il  numero  dei  seggi  assegnati  a
ciascuna lista. 
  7. Di tutte le operazioni  dell'Ufficio  centrale  nazionale  viene
redatto, in duplice esemplare,  apposito  verbale:  un  esemplare  e'
rimesso alla Segreteria generale della Camera dei deputati  la  quale
ne rilascia ricevuta, un altro  esemplare  e'  depositato  presso  la
cancelleria della Corte di cassazione)).

Art. 84.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 59, comma 4 e 5, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 37)

((1. Il presidente dell’Ufficio centrale circoscrizionale, ricevute da parte dell’Ufficio centrale nazionale le comunicazioni di cui all’articolo 83, comma 6, proclama eletti, nei limiti dei seggi ai quali ciascuna lista ha diritto, i candidati compresi nella lista medesima, secondo l’ordine di presentazione.

2. Qualora una lista abbia esaurito il numero dei candidati presentati in una circoscrizione e non sia quindi possibile attribuire tutti i seggi ad essa spettanti in quella medesima circoscrizione, l’Ufficio centrale nazionale assegna i seggi alla lista nelle altre circoscrizioni in cui la stessa lista abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente. Qualora al termine di detta operazione residuino ancora seggi da assegnare alla lista, questi le sono attribuiti nelle altre circoscrizioni in cui la stessa lista abbia la maggiore parte decimale del quoziente gia’ utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente.

3. Qualora al termine delle operazioni di cui al comma 2, residuino ancora seggi da assegnare alla lista in una circoscrizione, questi sono attribuiti, nell’ambito della circoscrizione originaria, alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente non utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente. Qualora al termine di detta operazione residuino ancora seggi da assegnare alla lista, questi sono attribuiti, nelle altre circoscrizioni, alla lista facente parte della medesima coalizione della lista deficitaria che abbia la maggiore parte decimale del quoziente gia’ utilizzata, procedendo secondo un ordine decrescente.

4. Se nell’effettuare le operazioni di cui ai commi 2 e 3 due o piu’ liste abbiano una uguale parte decimale del quoziente, si procede mediante sorteggio.

5. L’Ufficio centrale nazionale comunica gli esiti delle operazioni effettuate ai sensi dei commi 2 e 3 agli Uffici elettorali circoscrizionali ai fini delle relative proclamazioni.

6. Dell’avvenuta proclamazione il presidente dell’Ufficio centrale circoscrizionale invia attestato ai deputati proclamati e ne da’ immediata notizia alla Segreteria generale della Camera dei deputati nonche’ alle singole prefetture – uffici territoriali del Governo, che la portano a conoscenza del pubblico)).

Art. 85.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 60, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 37)

1. Il deputato eletto in piu’ circoscrizioni deve dichiarare alla Presidenza della Camera dei deputati, entro otto giorni ((dalla data dell’ultima proclamazione)), quale circoscrizione prescelga. Mancando l’opzione, si procede al sorteggio. ((25))

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AGGIORNAMENTO (25)

La L. 30 luglio 1996, n. 398, ha disposto (con l’art. 1, comma 2) che “In sede di prima applicazione, il termine di cui all’articolo 85 del citato testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, come modificato dal comma 1 del presente articolo, decorre dalla data di entrata in vigore della presente legge.”

Art. 86.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 61, e L. 16 maggio 1956, n. 493,

art. 38)

((1. Il seggio che rimanga vacante per qualsiasi causa, anche sopravvenuta, e’ attribuito, nell’ambito della medesima circoscrizione, al candidato che nella lista segue immediatamente l’ultimo degli eletti nell’ordine progressivo di lista.

2. Nel caso in cui una lista abbia gia’ esaurito i propri candidati si procede con le modalita’ di cui all’articolo 84, commi 2, 3 e 4.

3. Nel caso in cui rimanga vacante il seggio della circoscrizione Valle d’Aosta si procede ad elezioni suppletive.

4. Alle elezioni suppletive si procede ai sensi dei commi da 1 a 6 dell’articolo 21-ter del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in quanto applicabili)).

Art. 87.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 62)

Alla Camera dei deputati e’ riservata la convalida della elezione dei propri componenti. Essa pronuncia giudizio definitivo sulle contestazioni, le proteste e, in generale, su tutti i reclami presentati agli Uffici delle singole sezioni elettorali o all’Ufficio centrale durante la loro attivita’ o posteriormente.

I voti delle sezioni, le cui operazioni siano annullate, non hanno effetto.

Le proteste e i reclami non presentati agli Uffici delle sezioni o all’Ufficio centrale devono essere trasmessi alla Segreteria della Camera dei deputati entro il termine di venti giorni dalla proclamazione fatta dall’Ufficio centrale. La Segreteria ne rilascia ricevuta.

Nessuna elezione puo’ essere convalidata prima che siano trascorsi venti giorni dalla proclamazione.

Art. 88.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 63, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 41)

I dipendenti dello Stato e di altre pubbliche Amministrazioni nonche’ i dipendenti degli Enti ed istituiti di diritto pubblico sottoposti alla vigilanza dello Stato, che siano eletti deputati o senatori, sono collocati d’ufficio in aspettativa per tutta la durata del mandato parlamentare.

Qualora il loro trattamento netto di attivita’, escluse le quote di aggiunta di famiglia, risulti superiore ai quattro decimi dell’ammontare dell’indennita’ parlamentare, detratti i contributi per la Cassa di previdenza per i parlamentari della Repubblica e detratte altresi’ l’imposta unica sostitutiva di quelle di ricchezza mobile, complementare e relative addizionali e l’imposta sostitutiva dell’imposta di famiglia, e’ loro corrisposta, a carico dell’Amministrazione presso cui erano in servizio al momento del collocamento in aspettativa, la parte eccedente. Sono comunque sempre corrisposte dall’Amministrazione le quote di aggiunta di famiglia.

Il dipendente collocato in aspettativa per mandato parlamentare non puo’, per tutta la durata del mandato stesso, conseguire promozioni se non per anzianita’. Allo stesso sono regolarmente attribuiti, alla scadenza normale, gli aumenti periodici di stipendio.

Nei confronti del parlamentare dipendente o pensionato che non ha potuto conseguire promozioni di merito a causa del divieto di cui al comma precedente, e’ adottato, all’atto della cessazione, per qualsiasi motivo, dal mandato parlamentare, provvedimento di ricostruzione di carriera con inquadramento anche in soprannumero.

Il periodo trascorso in aspettativa per mandato parlamentare e’ considerato a tutti gli effetti periodo di attivita’ di servizio ed e’ computato per intero ai fini della progressione in carriera, dell’attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e del trattamento di quiescenza e di previdenza. Durante tale periodo il dipendente conserva inoltre, per se’ e per i propri familiari a carico, il diritto all’assistenza sanitaria e alle altre forme di assicurazione previdenziale di cui avrebbe fruito se avesse effettivamente prestato servizio. ((2a))

Le disposizioni dei precedenti commi si applicano ai professori universitari e ai direttori di istituti sperimentali equiparati solo a domanda degli interessati.

I magistrati in aspettativa ai sensi dell’art. 8 conservano il trattamento di cui godevano.

-----------------

AGGIORNAMENTO (2a)

La L. 21 novembre 1967, n. 1148, nel modificare l’art. 4, ultimo comma, della L. 31 ottobre 1965, n. 1261, ha conseguentemente disposto (con l’articolo unico) che il quinto comma del presente articolo deve intendersi operante, con effetti positivi, anche ai fini del superamento del periodo di prova e della maturazione dell’anzianita’ utile per l’ammissione a futuri concorsi.

Art. 89.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 64)

E’ riservata alla Camera dei deputati la facolta’ di ricevere e accettare le dimissioni dei propri membri.

Art. 90.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 65)

Qualora un deputato sia tratto in arresto perche’ colto nell’atto di commettere un delitto per il quale e’ obbligatorio il mandato o l’ordine di cattura, la Camera decide, entro dieci giorni, se l’arresto debba essere mantenuto.

Art. 91.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 66)

Non e’ ammessa rinunzia o cessione dell’indennita’ spettante ai deputati a norma dell’art. 69 della Costituzione.

TITOLO VI
DISPOSIZIONI SPECIALI PER IL COLLEGIO “VALLE D’AOSTA”

Art. 92.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 67, e L. 16 maggio 1956, n. 493, artt. 5 e 10, comma 1°)

L’elezione uninominale nel Collegio “Valle d’Aosta”, agli effetti dell’art. 22 del decreto legislativo 7 settembre 1945, n. 545, e’ regolata dalle disposizioni dei precedenti articoli, in quanto applicabili, e con le modificazioni seguenti:

1) alla “Valle d’Aosta” spetta un solo deputato;

((2) la candidatura deve essere proposta con dichiarazione

sottoscritta, anche in atti separati, da non meno di 300 e non piu’

di 600 elettori del collegio. In caso di scioglimento della Camera

dei deputati che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni,

il numero delle sottoscrizioni della dichiarazione e’ ridotto della

meta’));

3) la’ dichiarazione di candidatura dev’essere depositata,

((dalle ore 8 del trentacinquesimo giorno alle ore 20 del

trentaquattresimo giorno)) anteriore a quello dell’elezione, insieme

con il contrassegno di ciascun candidato, presso la Cancelleria del

Tribunale di Aosta;

((4) la votazione ha luogo con scheda stampata a cura del

Ministero dell’interno, secondo il modello stabilito dalla legge)).

L’elettore, per votare, traccia un segno, con la matita copiativa, sul contrassegno del candidato da lui prescelto o comunque nel rettangolo che lo contiene.

Una scheda valida rappresenta un voto individuale.

Art. 93.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 68, e L. 16 maggio 1956, n. 493, artt. 37, secondo periodo, e 39)

Il Tribunale di Aosta, costituito ai sensi dell’art. 13, con l’intervento di tre magistrati, ha le funzioni di Ufficio centrale elettorale.

E’ proclamato eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi.

In caso di parita’ e’ proclamato eletto il candidato piu’ anziano di eta’.

TITOLO VII
DISPOSIZIONI PENALI

Art. 94.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 42)

Chiunque, essendovi obbligato per legge, non compie, nei modi e nei termini prescritti, le operazioni necessarie per la preparazione tecnica delle elezioni, per il normale svolgimento degli scrutini e per le proclamazioni, o, in mancanza di prescrizione di termini, ritarda ingiustificatamente le operazioni stesse, e’ punito, salvo le maggiori pene previste dagli articoli seguenti, con la reclusione da tre a sei mesi e con la multa da lire 2000 a lire 10.000.

Art. 95.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 44)

Chiunque, in nome proprio od anche per conto di terzi o di enti privati e pubblici, eccettuate per questi ultimi le ordinarie erogazioni di istituto, nella settimana che precede la elezione e nella giornata della elezione effettua elargizioni di denaro, generi commestibili, oggetti di vestiario o altri donativi, a qualsiasi titolo, e’ punito con la reclusione da tre a cinque anni e con la multa da lire 500.000 a lire 2.000.000.

Art. 96.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 69)

 
Chiunque, per ottenere a proprio od altrui vantaggio la firma per una
dichiarazione di presentazione di candidatura, o il voto elettorale o
l'astensione,  offre,  promette  o  somministra  denaro,  valori,   o
qualsiasi  altra  utilita',  o  promette,  concede  o  fa  conseguire
impieghi pubblici o privati ad uno o piu' elettori o, per accordo con
essi, ad altre persone, ((e'  punito  con  la  reclusione  da  uno  a
quattro anni)) e con la multa da  lire  3000  a  lire  20.000,  anche
quando l'utilita' promessa o conseguita sia stata  dissimulata  sotto
il titolo di indennita' pecuniaria data  all'elettore  per  spese  di
viaggio  o  di  soggiorno,  o  di  pagamento  di  cibi  o  bevande  o
         remunerazioni sotto il pretesto di spese o servizi 
elettorali. 
  La stessa pena si applica all'elettore che, per apporre la firma ad
una dichiarazione di presentazione  di  candidatura,  o  per  dare  o
negare  il  voto  elettorale  o  per  astenersi   dal   firmare   una
dichiarazione di  presentazione  di  candidatura  o  dal  votare,  ha
accettato offerte o promesse o ha ricevuto denaro o altra utilita'.

Art. 97.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 70)

Chiunque usa violenza o minaccia ad un elettore o ad un suo congiunto, per costringere l’elettore a firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura od a votare in favore di una determinata lista o di un determinato candidato, o ad astenersi dal firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura, o dall’esercitare il diritto elettorale o, con notizie da lui conosciute false, con raggiri od artifizi, ovvero con qualunque mezzo illecito atto a diminuire la liberta’ degli elettori, esercita pressione per costringerli a firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura od a votare in favore di determinate liste o di determinati candidati, o ad astenersi dal firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura o dall’esercitare il diritto elettorale, e’ punito con la pena della reclusione da un anno a cinque anni e con la multa da lire 3000 a lire 20.000.

Art. 98.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 71)

Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio, l’esercente di un servizio di pubblica necessita’, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all’astensione, e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 3000 a lire 20.000.

Art. 99.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 72)

Chiunque con qualsiasi mezzo impedisce o turba una riunione di propaganda elettorale, sia pubblica che privata, e’ punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da lire 3000 a lire 15.000.

Se l’impedimento proviene da un pubblico ufficiale, la pena e’ della reclusione da due a cinque anni.

Art. 100.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 74)

Chiunque, con minacce o con atti di violenza, turba il regolare svolgimento delle adunanze elettorali, impedisce il libero esercizio del diritto di voto o in qualunque modo altera il risultato della votazione, e’ punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da lire 3000 a lire 20.000.

Chiunque forma falsamente, in tutto o in parte, le schede o altri atti dal presente testo unico destinati alle operazioni elettorali o altera uno di tali atti veri, o sostituisce, sopprime o distrugge in tutto o in parte uno degli atti medesimi e’ punito con la reclusione da uno a sei anni. E’ punito con la stessa pena chiunque fa scientemente uso degli atti falsificati, alterati o sostituiti, anche se non ha concorso alla consumazione del fatto. Se il fatto e’ commesso da chi appartiene all’ufficio elettorale, la pena e’ della reclusione da due a otto anni e della multa da 1.000 euro a 2.000 euro.

Chiunque commette uno dei reati previsti dai Capi III e IV del Titolo VII del Libro secondo del codice penale aventi ad oggetto l’autenticazione delle sottoscrizioni di liste di elettori o di candidati ovvero forma falsamente, in tutto o in parte, liste di elettori o di candidati, e’ punito con la pena dell’ammenda da 500 euro a 2.000 euro. ((36))

—————

AGGIORNAMENTO (36)

La Corte Costituzionale, con sentenza 8 – 23 novembre 2006, n. 394 (in G.U. 1a s.s. 29/11/2006 n. 47), ha dichiarato “l’illegittimita’ costituzionale dell’art. 100, terzo comma, del d.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 (Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati), come sostituito dall’art. 1, comma 1, lettera a), della legge 2 marzo 2004, n. 61 (Norme in materia di reati elettorali).”

Art. 101.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 75)

Nei casi indicati negli articoli 97 e 100, primo comma, se siasi usata violenza o minaccia, se siasi esercitata pressione, se siano cagionati disordini, mediante uso di armi o da persone travisate o da piu’ persone riunite o con scritto anonimo, o in modo simbolico, o a nome di categorie, gruppi di persone, associazioni o comitati esistenti o supposti, la pena e’ aumentata e sara’, in ogni caso, non inferiore a tre anni.

Se la violenza o la minaccia e’ fatta da piu’ di cinque persone riunite, mediante uso di armi, anche soltanto da parte di una di esse, ovvero da piu’ di dieci persone, pur senza uso di armi, la pena e’ della reclusione da tre a quindici anni e della multa sino a lire 20.000, salva l’applicazione, quando vi sia concorso di reati, delle relative norme del Codice penale.

Art. 102.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 76)

Chiunque, senza averne diritto, durante le operazioni elettorali, s’introduce nella sala dell’Ufficio di sezione o nell’aula dell’Ufficio centrale, e’ punito con l’arresto sino a tre mesi e con l’ammenda sino a lire 2000.

Chiunque, nelle sale anzidette, con segni palesi di approvazione o disapprovazione, od in qualunque modo cagiona disordini, qualora richiamato all’ordine dal presidente non obbedisca, e’ punito con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda fino a lire 2000.

Art. 103.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 77, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 43)

Chi, essendo privato dell’esercizio del diritto elettorale o essendone sospeso, si presenta a dare il voto in una sezione elettorale e’ punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a lire 20.000.

Chi, incaricato di esprimere il voto per un elettore che non puo’ farlo, lo esprime per una lista o per un candidato diversi da quelli indicatigli, e’ punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa fino a lire 50.000.

Chi, assumendo nome altrui, si presenta a dare il voto in una sezione elettorale, e chi da’ il voto in piu’ sezioni elettorali di uno stesso Collegio o di Collegi diversi, e’ punito con la reclusione da tre a cinque anni e con la multa da lire 100.000 a lire 500.000.

Chi, nel corso delle operazioni elettorali, enuncia fraudolentemente come designato un contrassegno di lista o un cognome diversi da quelli della lista o del candidato per cui fu espresso il voto, e’ punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da lire 5000 a lire 20.000.

Art. 104.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 78)

Chiunque concorre all’ammissione al voto di chi non ne ha il diritto o alla esclusione di chi lo ha o concorre a permettere a un elettore non fisicamente impedito; di farsi assistere da altri nella votazione e il medico che a tale scopo abbia rilasciato un certificato non conforme al vero, sono puniti con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa sino a lire 10.000. Se il reato e’ commesso da coloro che appartengono all’Ufficio elettorale, i colpevoli sono puniti con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a lire 20.000.

Chiunque, appartenendo all’Ufficio elettorale, con atti od omissioni contrari alla legge, rende impossibile il compimento delle operazioni elettorali, o cagiona la nullita’ delle elezioni, o ne altera il risultato, o si astiene dalla proclamazione dell’esito delle votazioni e’ punito con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da lire 10.000 a lire 20.000.

Chiunque, appartenendo all’ufficio elettorale, contravviene alle disposizioni dell’articolo 68, e’ punito con la reclusione da tre a sei mesi.

Chiunque, appartenendo all’ufficio elettorale, ostacola la trasmissione, prescritta dalla legge, di liste elettorali, di liste di candidati, carte, plichi, schede od urne, ritardandone o rifiutandone la consegna od operandone il trafugamento anche temporaneo, e’ punito con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da lire due milioni a lire quattro milioni.

Il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori e’ punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a lire 20.000.

I rappresentanti ((…)) e delle liste di candidati che impediscono il regolare compimento delle operazioni elettorali sono puniti con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da lire 10.000 a lire 20.000.

Chiunque, al fine di votare senza averne diritto, o di votare un’altra volta, fa indebito uso del certificato elettorale e’ punito con la pena della reclusione da sei mesi a due anni e con la multa sino a lire 20.000.

Chiunque, al fine di impedire il libero esercizio del diritto elettorale, fa incetta di certificati elettorali e’ punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa sino a lire 20.000.

Art. 105.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 79)

Il Sindaco che non adempie all’obbligo previsto dal quarto comma dell’art. 20 e’ punito con la reclusione da mesi sei ad un anno. Se l’inadempimento non sia doloso, la pena e’ diminuita della meta’.

Art. 106.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 80)

L’elettore che sottoscrive piu’ di una candidatura nel collegio uninominale o piu’ di una lista di candidati e’ punito con la reclusione sino a tre mesi o con la multa sino a lire 10.000. ((32))

----------------

AGGIORNAMENTO (32)

La L. 2 marzo 2004, n. 61 ha disposto (con l’art. 1, comma 1, lettera b)) che “all’articolo 106, le parole: “con la reclusione sino a tre mesi o con la multa sino a lire 2.000.000” sono sostituite dalle seguenti: “con la pena dell’ammenda da 200 euro a 1.000 euro”.”

Art. 107.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 81)

I comandanti di reparti militari, il Sindaco, il segretario comunale e gli impiegati comunali addetti all’Ufficio della distribuzione dei certificati che violano le disposizioni di cui agli articoli 27 e 28 sono puniti con la reclusione fino a sei mesi e con la multa da lire 3000 a lire 10.000.

Art. 108.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 82)

Salve le maggiori pene stabilite dall’art. 104 per caso ivi previsto, coloro che, essendo designati all’ufficio di presidente, scrutatore e segretario, senza giustificato motivo rifiutano di assumerlo o non si trovano presenti all’atto dell’insediamento del seggio, sono puniti con la multa da lire 3000 a lire 5000. Alla stessa sanzione sono soggetti i membri dell’Ufficio che, senza giustificato motivo, si allontanano prima che abbiano termine le operazioni elettorali.

Art. 109.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 84)

L’elettore che contravviene alla disposizione contenuta nel secondo comma dell’art. 43 od a quella di cui al quarto comma dell’art. 79, e’ tratto in arresto ed e’ punito con la reclusione da un mese ad un anno. L’arma e’ confiscata.

Art. 110.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 85)

L’elettore che non riconsegna ((una scheda)) o la matita e’ punito con l’ammenda da lire 1000 a lire 3000.

Con uguale ammenda viene punito il presidente che non distacca l’appendice dalla scheda.

Art. 111.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 86)

Il presidente del seggio che trascura, o chiunque altro impedisce di fare entrare l’elettore in cabina, e punito con la reclusione da tre mesi ad un anno.

Art. 112.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 87)

Per i reati commessi in danno dei membri degli Uffici elettorali, compresi i rappresentanti ((…)) di lista, e per i reati previsti dagli articoli 105, 106, 107, 108, 109 e 111 si procede a giudizio direttissimo.

Art. 113.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 88)

Le condanne per reati elettorali, ove venga dal Giudice applicata la pena della reclusione, producono sempre la sospensione dal diritto elettorale e l’interdizione dai pubblici uffici.

Se la condanna colpisce il candidato, la privazione dal diritto elettorale e di eleggibilita’ e’ pronunziata per un tempo non minore di cinque anni e non superiore a dieci.

Il Giudice puo’ ordinare, in ogni caso, la pubblicazione della sentenza di condanna.

Resta sempre salva l’applicazione delle maggiori pene stabilite nel Codice penale e in altre leggi per i reati non previsti dal presente testo unico.

((COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 1973, N. 933)).

Art. 114.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 89)

L’autorita’ giudiziaria, alla quale siano stati rimessi per deliberazione della Camera dei deputati atti di elezioni contestate, deve ogni tre mesi informare la Presidenza della Camera stessa delle sue pronuncie definitive o indicare sommariamente i motivi per i quali i giudizi non sono ancora definiti.

TITOLO VIII
DISPOSIZIONI FINALI

Art. 115.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 90, e L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 45)

((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 20 DICEMBRE 1993, N. 534))

Art. 116.

(L. 16 maggio 1966, n. 493, art. 46)

In occasione delle elezioni politiche, e’ autorizzata la applicazione della tariffa ridotta del 70 per cento sulle Ferrovie dello Stato a favore degli elettori per il viaggio di andata alla sede elettorale dove sono iscritti e ritorno. Sono stabilite dalla Direzione generale delle Ferrovie dello Stato le norme per l’applicazione delle riduzioni.

Art. 117.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 47)

  Gli emigrati per motivi di lavoro, che rimpatriano per le elezioni,
hanno  diritto  al  trasporto  ferroviario gratuito dalla stazione di
confine al Comune in cui votano o viceversa. ((29))

—————

AGGIORNAMENTO (29)

La L. 27 dicembre 2001, n.459 ha disposto (con l’art. 20, comma 1) che “Sono abolite le agevolazioni di viaggio previste dall’articolo 117 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni.”

Art. 118.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 48)

Al personale civile e militare delle Amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, che debba recarsi in Comune diverso da quello ove ai trova la sede dell’ufficio per partecipare ad elezioni politiche, compete il rimborso delle spese di trasporto e l’indennita’ di missione ai sensi delle disposizioni in vigore e nei limiti di tempo che saranno stabiliti dal Ministro per il tesoro con proprio decreto.

Art. 119.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 49)

 1. In occasione di tutte le consultazioni elettorali disciplinate
da leggi della Repubblica o delle  regioni,  coloro  che   adempiono
funzioni presso gli uffici elettorali, ivi compresi i rappresentanti
((dei candidati nei collegi uninominali  e)) di lista  o  di  gruppo
di  candidati   nonche',    in   occasione    di    referendum,    i
rappresentanti  dei  partiti o gruppi politici e dei   promotori del
referendum, hanno diritto ad assentarsi dal lavoro  per   tutto   il
periodo   corrispondente  alla  durata  delle  relative operazioni.
  2. I giorni  di assenza dal lavoro compresi nel periodo di cui  al
comma 1 sono considerati, a tutti gli effetti,  giorni  di attivita'
lavorativa. (15)

-------------------

AGGIORNAMENTO (15)

La L. 29 gennaio 1992, n. 69, ha disposto (con l’art. 1, comma 1) che il comma 2 del presente articolo va inteso nel senso che i lavoratori di cui al comma 1 dello stesso articolo 119 hanno diritto al pagamento di specifiche quote retributive, in aggiunta alla ordinaria retribuzione mensile, ovvero a riposi compensativi, per i giorni festivi o non lavorativi eventualmente compresi nel periodo di svolgimento delle operazioni elettorali.

Art. 120.

(T. U. 5 febbraio 1948, n. 26, art. 91)

Il Ministro per il tesoro e’ autorizzato ad apportare al bilancio dello Stato le occorrenti variazioni in dipendenza del presente testo unico.

TITOLO IX
DISPOSIZIONI TRANSITORIA

Art. 121.

(L. 16 maggio 1956, n. 493, art. 51, comma 1°)

Le nuove norme relative alle incompatibilita’ e alle ineleggibilita’ nei riguardi dei Sindaci e dei magistrati, nonche’ quella relativa alla aspettativa nei riguardi dei dipendenti di pubbliche Amministrazioni, di cui agli articoli 7, 8 e 88, non si applicano alla legislatura in corso e cominceranno ad esercitare la loro efficacia nei riguardi delle elezioni che saranno tenute successivamente alla entrata in vigore del presente testo unico.

Visto: Il Ministro per l’interno

TAMBRONI

TABELLA A

Parte di provvedimento in formato grafico

((TABELLA A-bis

Parte di provvedimento in formato grafico
))

TABELLA A-ter

Parte di provvedimento in formato grafico

TABELLA B

MODELLO DELLA SCHEDA DI VOTAZIONE PER LA ELEZIONE DELLA CAMERA

DEI DEPUTATI, DEI CONSIGLI REGIONALI NELLE REGIONI A STATUTO

NORMALE, DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D’AOSTA, DEL CONSIGLIO

COMUNALE NEI COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 5.000 ABITANTI E

DEI CONSIGLI CIRCOSCRIZIONALI

PARTE INTERNA DELLA SCHEDA

Parte di provvedimento in formato grafico

(20)

TABELLA C

MODELLO DELLA SCHEDA DI VOTAZIONE PER LA ELEZIONE DELLA CAMERA

DEI DEPUTATI

PARTE ESTERNA DELLA SCHEDA

Parte di provvedimento in formato grafico

TABELLA D

Parte di provvedimento in formato grafico

TABELLA E

MODELLO DI URNA DI VECCHIO TIPO

Parte di provvedimento in formato grafico

TABELLA F

MODELLO DI URNA DI NUOVO TIPO

Parte di provvedimento in formato grafico

TABELLA G

MODELLO PER LA SCHEDA DI VOTAZIONE PER LA ELEZIONE DELLA CAMERA

DEI DEPUTATI NEL COLLEGIO UNINOMINALE DELLA VALLE D’AOSTA

PARTE INTERNA DELLA SCHEDA

Parte di provvedimento in formato grafico

TABELLA H

MODELLO DELLA SCHEDA DI VOTAZIONE PER LA ELEZIONE DI UN DEPUTATO

NEL COLLEGIO UNINOMINALE DELLA VALLE D’AOSTA

PARTE ESTERNA DELLA SCHEDA

Parte di provvedimento in formato grafico

—————

AGGIORNAMENTO (20)

La L. 4 agosto 1993, n. 277 ha disposto (con l’art. 1, comma 2) che “Con il regolamento di attuazione di cui all’articolo 9 della presente legge, in conseguenza di quanto previsto dall’articolo 4 del citato testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, come sostituito dal presente articolo, va modificata la previsione di cui alla tabella B allegata al predetto testo unico, come sostituita dalla tabella A allegata alla legge 13 marzo 1980, n.70, mantenendo fisso lo spazio riservato

a ciascun candidato e al cognome e nome dello stesso.”

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