CITTADINANZA/Non basta una condanna per guida in stato di ebbrezza per giustificare il diniego della cittadinanza – It is not enough a conviction for driving while intoxicated in order to justify the denial of citizenship

Cons. Stato, Sezione Terza, Sentenza del 28 maggio 2013, n. 2920

 

E’ annullato, in riforma della sentenza di primo grado, il provvedimento col quale l’Amministrazione ha respinto la domanda di cittadinanza dell’appellante, a causa di una pregressa condanna per guida in stato d’ebbrezza. La valutazione discrezionale sull’integrazione dello straniero nel tessuto sociale della Repubblica deve certo tener conto degli illeciti penali da questi commessi nel periodo in cui egli dimora in Italia, ma non può legittimamente prescindere da un giudizio globale sulla di lui personalità e, soprattutto, dal giudizio sulla gravità in sé della vicenda penale, a fronte di ogni altro comportamento del soggetto. Per quanto possa esser reputato fonte di elevato allarme sociale la guida di autoveicoli in stato d’ebbrezza, non risulta, dalla serena lettura del provvedimento impugnato in primo grado, che la P.A. abbia valutato, al di là del dato fattuale del decreto penale di condanna, l’effettiva gravità della vicenda, la quale si sostanzia in un caso isolato e risalente rispetto alla data di statuizione della P.A. stessa, nonché a quel tempo già dichiarato dal medesimo Giudice che emise il decreto penale di condanna.

ENG

In the reform of the decision at first instance, it annulled the decision with which the Administration has rejected the application for citizenship of the appellant, because of a previous conviction for driving in a state of inebriation. The discretion on the integration of foreigners in the social life of the Republic must certainly take account of the offenses committed in this period in which he lives in Italy, but can not lawfully separated from a global judgment on his personality and, above all, on the judgment on the severity of the case itself criminal, against any other person’s behavior. Although it may be considered a source of high social alarm to driving in a state of intoxication, is not, by the serene reading of the contested decision at first instance, that the PA has assessed, beyond the factual data of the penal order, the actual severity of the incident, which is basically an isolated case dating back to the date of the ruling PA itself, and at that time already declared by the same judge who issued the penalty notice.


FRE

Dans la réforme de la décision en première instance, il a annulé la décision avec laquelle l’Administration a rejeté la demande de citoyenneté de l’appelant, en raison d’une condamnation antérieure pour conduite en état d’ébriété. Le pouvoir discrétionnaire sur l’intégration des étrangers dans la vie sociale de la République doit certainement tenir compte des infractions commises dans cette période où il vit en Italie, mais ne peut pas légalement séparé d’un jugement global sur sa personnalité et, surtout, sur le jugement sur la gravité de l’affaire elle-même criminelle, contre le comportement d’une autre personne. Bien que cela puisse être considéré comme une source d’alarme sociale élevée pour conduite en état d’ivresse, n’est pas, par la lecture sereine de la décision attaquée en première instance, que l’AP a évalué, au-delà des données factuelles de l’ordonnance pénale, la gravité réelle de l’incident, qui est essentiellement un cas isolé remontant à la date de la décision PA lui-même, et à ce moment déjà déclaré par le même juge qui a délivré l’avis de pénalité.

 ESP

En la reforma de la decisión en primera instancia, que anuló la resolución con la que el Gobierno ha rechazado la solicitud de la ciudadanía de la recurrente, debido a una condena anterior por conducir en estado de embriaguez. La discrecionalidad en la integración de los extranjeros en la vida social de la República sin duda debe tener en cuenta los delitos cometidos en este período en el que vive en Italia, pero no puede separarse legalmente de un juicio global sobre su personalidad y, sobre todo, en el juicio de la gravedad del caso en sí criminal, contra el comportamiento de otra persona. Aunque puede ser considerada como una fuente de alta alarma social a la conducción en estado de embriaguez, no es, por la lectura serena de la decisión impugnada en primera instancia, que la PA ha valorado, más allá de los datos concretos del orden penal, la gravedad real del incidente, que básicamente es un caso aislado, que se remonta a la fecha de la resolución PA sí mismo, y en ese momento ya declarada por el mismo juez que emitió la notificación de multa.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

[…]

per la riforma

della sentenza del TAR Lazio – Roma, sez. II-quater, n. 7723/2012, resa tra le parti e concernente il diniego di concessione della cittadinanza italiana;

[…]

Ritenuto in fatto che il sig. Xxx cittadino ghanese ed in Italia da ventidue anni, ove risiede in Povegliano Veronese (VR), il 17 novembre 2008 ha chiesto al Ministero dell’interno la concessione della cittadinanza italiana;

Rilevato che il sig. Xxx rende noto d’aver al riguardo ricevuto la nota ministeriale del 28 gennaio 2011, con cui la P.A. procedente gli ha comunicato il preavviso di rigetto dell’istanza de qua ai sensi dell’art. 10-bis della l. 7 agosto 1990 n. 241, in relazione ad un decreto penale del GIP di Verona, in data 18 settembre 2007, recante la sua condanna per guida in stato d’ebbrezza;

Rilevato altresì che, nonostante le controdeduzioni del patrono del sig. Xxx in ordine alla estinzione del predetto reato giusta decreto del GIP di Verona in data 20 aprile 2011, il Ministro dell’ interno ha emanato il decreto del successivo 2 agosto, recante il rigetto dell’istanza stessa;

Rilevato inoltre che il sig. Xxx ha impugnato il rigetto ministeriale innanzi al TAR Lazio, il quale, con sentenza n. 7723 del 12 settembre 2012, ne ha però respinto il ricorso;

Rilevato quindi che il sig. Xxx ha proposto il presente appello, deducendo in punto di diritto l’erroneità della sentenza impugnata: A) – per non aver valutato l’uso incongruo, nella specie, della discrezionalità da parte della P.A. sulla situazione complessiva dell’ appellante; B) – per aver assecondato la statuizione della P.A. basata unicamente, ed in modo generico, un decreto penale di condanna (peraltro, per un reato contravvenzionale) nel frattempo già estinto ben prima del rigetto impugnato in primo grado;

Considerato in diritto che l’appello è meritevole d’accoglimento, in quanto il TAR ha in concreto basato il rigetto dell’impugnazione di primo grado sull’ampia discrezionalità della P.A. in tema di concessione della cittadinanza italiana, ancorché l’uso della potestà discrezionale si debba fondare sui ben noti canoni di ragionevolezza e di proporzionalità;

Considerato al riguardo che la valutazione discrezionale sull’ integrazione dello straniero nel tessuto sociale della Repubblica deve certo tener conto anche degli illeciti penali da questi commessi nel periodo in cui egli dimora in Italia, ma non può legittimamente prescindere da un giudizio globale sulla di lui personalità e, soprattutto, dal giudizio sulla gravità in sé della vicenda penale, a fronte di ogni altro comportamento del soggetto;

Considerato inoltre che, per quanto possa esser reputato fonte di rilevante allarme sociale la guida di autoveicoli in stato di ebbrezza, non risulta, dalla serena lettura del provvedimento impugnato in primo grado, che la P.A. abbia valutato, al di là del dato fattuale del decreto penale di condanna (peraltro di un reato meramente contravvenzionale, previsto dal codice della strada a prevenzione di eventuali sinistri, senza che in concreto risulti siano stati provocati incidenti, tanto meno con danni) l’effettiva gravità della vicenda, la quale si sostanzia in un caso isolato e risalente rispetto alla data della statuizione della P.A. stessa, nonché a quel tempo già dichiarato dal medesimo Giudice che emise il decreto penale di condanna;

Considerato di conseguenza che è mancata, da parte della P.A., la motivata e globale valutazione di siffatta vicenda, compresi le implicazioni e gli effetti sulla posizione complessiva dell’appellante, essendo non assistito da seri profili d’adeguatezza e proporzionalità un giudizio sì discrezionale, ma anche completo e preciso su tal posizione come s’è definita al momento della statuizione;

Considerato, quindi, che spetta alla P.A. di fornire adeguata contezza di tutti gli elementi indicati dall’appellante e comunque evincibili dalla di lui posizione personale, valutandola ora per allora pure alla luce dei fatti della presente causa;

Considerato, infine, che l’appello va accolto nei sensi fin qui esaminati, fermo restando che il Ministero dovrà nuovamente pronunciarsi sulla pratica, esercitando l’inerente discrezionalità; mentre giusti motivi suggeriscono la compensazione integrale, tra le parti, delle spese del presente giudizio;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (sez. III), definitivamente pronunciando sull’appello (ricorso n. 2170/2013 RG in epigrafe), lo accoglie e, in riforma della sentenza impugnata, accoglie il ricorso di primo grado e per l’effetto annulla, per quanto di ragione e nei sensi di cui in motivazione, con salvezza dell’ulteriore attività del Ministero intimato.

[…]

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio del 12 aprile 2013 […]

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 28/05/2013

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