PUBBLICA AMMINISTRAZIONE/Approvazione dello statuto della Regione siciliana

REGIO DECRETO LEGISLATIVO 15 maggio 1946, n. 455
Approvazione dello statuto della Regione siciliana.
Vigente al: 1-6-2013  

UMBERTO II

RE D’ITALIA
Visto il decreto-legge Luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151;

Visto il decreto legislativo Luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Primo

Ministro Segretario di Stato, di concerto con tutti i Ministri;

Abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:
Articolo unico.
E’ approvato, nel testo allegato, firmato, d’ordine Nostro, dal

Presidente dell Consiglio dei Ministri, lo Statuto della Regione siciliana.

Lo statuito predetto sara’ sottoposto all’Assemblea Costituente,

per essere coordinato con la nuova costituzione dello Stato.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato,

sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare come legge dello Stato.
Dato a Roma, addi’ 15 maggio 1946
UMBERTO
DE GASPERI – NENNI – CIANCA –

ROMITA – TOGLIATTI – SCOCCI-

MARRO – CORBINO – BROSIO –

DE COURTEN – CEVOLOTTO –

MOLE’ – CATTANI – GULLO –

LOMBARDI – SCELBA – GRONCHI

– BARBARESCHI – BRACCI –

GASPAROTTO
Visto, il Guardasigilli: TOGLIATTI

Registrato con riserva alla Corte dei conti, addi’ 9 giugno 1946

Atti del Governo, registro n. 10, foglio n. 224 – FRASCA

Statuto della “Regione siciliana”

Art. 1.

La Sicilia, con le isole Eolie, Egadi, Pelagie, Ustica, e Pantelleria, e’ costituita in Regione autonoma, fornita di personalita’ giuridica, entro l’unita’ politica dello Stato italiano, sulla base dei principi democratici che ispirano la vita della Nazione.

La citta’ di Palermo e’ il capoluogo della Regione.

TITOLO I.
ORGANI DELLA REGIONE.

Art. 2.

Organi della Regione sono: l’Assemblea, la Giunta e il Presidente regionali. Il ((Presidente della Regione)) e la Giunta costituiscono il Governo della Regione.

SEZIONE I.
Assemblea regionale.

Art. 3.

L’Assemblea regionale e’ costituita di ((settanta)) Deputati eletti nella Regione a suffragio universale diretto e segreto, secondo la legge emanata dall’Assemblea regionale in armonia con la Costituzione e i principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica e con l’osservanza di quanto stabilito dal presente Statuto. Al fine di conseguire l’equilibrio della rappresentanza dei sessi, la medesima legge promuove condizioni di parita’ per l’accesso alle consultazioni elettorali. ((5))

L’assemblea regionale e’ eletta per cinque anni. Il quinquennio decorrre dalla data delle elezioni.

Le elezioni della nuova assemblea regionale sono indette dal presidente della regione e potranno aver luogo a decorrere dalla quarta domenica precedente e non oltre la seconda domenica successiva al compimento del periodo di cui al precedente comma.

Il decreto di indizione delle elezioni deve essere pubblicato non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente la data stabilita per la votazione.

La nuova assemblea si riunisce entro i venti giorni dalla proclamazione degli eletti su convocazione del presidente della regione in carica.

I deputati regionali rappresentano l’intera regione. (1) (3)

L’ufficio di Deputato regionale e’ incompatibile con quello di membro di una delle Camere, di un Consiglio regionale ovvero del Parlamento europeo.
————-

AGGIORNAMENTO (2)

La L. Costituzionale 23 febbraio 1972, n. 1 ha disposto (con l’art. 8) che “Le disposizioni contenute nell’articolo 1 si applicano all’Assemblea regionale siciliana che sia in carica al momento dell’entrata in vigore della presente legge costituzionale”.

————-

AGGIORNAMENTO (3)

La L. Costituzionale 12 aprile 1989, n. 3 ha disposto (con l’art. 6) che le disposizioni contenute nell’art. 1 si applicano all’assemblea regionale siciliana, che sia in carica al momento dell’entrata in vigore della presente legge costituzionale.

————-

AGGIORNAMENTO (5)

La Legge Costituzionale 7 febbraio 2013, n. 2 ha disposto (con l’art. 2, comma 1) che “La disposizione di cui all’articolo 1 si applica a decorrere dal primo rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana successivo alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale”.

Ha inoltre disposto (con l’art. 2, comma 2) che “Qualora alla data di convocazione dei comizi elettorali per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana successivo alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale non siano state approvate le conseguenti modificazioni alla legge elettorale regionale prevista dall’articolo 3 del citato Statuto, continua ad applicarsi la legge regionale 20 marzo 1951, n. 29, con le modifiche di seguito indicate:

a) la cifra ottanta riferita ai seggi da assegnare in ragione proporzionale ripartiti nei collegi elettorali, ovunque ricorra, e’ da intendere sessantadue;

b) la cifra nove riferita al numero dei candidati della lista regionale, ovunque ricorra, e’ da intendere sette;

c) la cifra cinquantaquattro corrispondente al numero massimo dei seggi attribuibili al fine di agevolare la formazione di una stabile maggioranza, ovunque ricorra, e’ da intendere quarantadue”.

Art. 4.

L’Assemblea regionale elegge nel suo seno il Presidente, due Vice Presidenti, i Segretari dell’Assemblea, e le Commissioni permanenti, secondo le norme del suo regolamento interno, che contiene altresi’ le disposizioni circa l’esercizio delle funzioni spettanti all’Assemblea regionale.

Art. 5.

I Deputati, prima di essere ammessi all’esercizio delle loro funzioni, prestano nell’Assemblea il giuramento di esercitarle col solo scopo del bene inseparabile dell’Italia e della Regione.

Art. 6.

I Deputati non sono sindacabili per i voti dati nell’Assemblea regionale e per le opinioni espresse nell’esercizio della loro funzione.

Art. 7.

I Deputati hanno il diritto di interpellanza, di interrogazione e di mozione in seno all’Assemblea.

Art. 8.

Il Commissario dello Stato di cui all’art. 27 puo’ proporre al Governo dello Stato lo scioglimento della Assemblea regionale per persistente violazione del presente Statuto, Il decreto di scioglimento deve essere preceduto dalla deliberazione delle Assemblee legislative dello Stato.

L’ordinaria amministrazione della Regione e’ allora affidata ad una Commissione straordinaria di tre membri, nominata dal Governo nazionale su designazione delle stesse Assemblee legislative.

Tale Commissione indice le nuove elezioni per l’Assemblea regionale nel termine di tre mesi.

((Con decreto motivato del Presidente della Repubblica e con l’osservanza delle forme di cui al secondo e al terzo comma e’ disposta la rimozione del Presidente della Regione, se eletto a suffragio universale e diretto, che abbia compiuto atti contrari alla Costituzione o reiterate e gravi violazioni di legge. La rimozione puo’ altresi’ essere disposta per ragioni di sicurezza nazionale.))

Art. 8-bis.

((Le contemporanee dimissioni della meta’ piu’ uno dei

Deputati determinano la conclusione anticipata della legislatura dell’Assemblea, secondo modalita’ determinate con legge adottata dall’Assemblea regionale, approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Le nuove elezioni hanno luogo entro novanta giorni a decorrere dalla data delle avvenute dimissioni della maggioranza dei membri dell’Assemblea regionale.

Nel periodo tra lo scioglimento dell’Assemblea e la nomina del nuovo Governo regionale il Presidente e gli Assessori possono compiere atti di ordinaria amministrazione.))

SEZIONE II.
((Presidente della Regione e Giunta regionale.))

Art. 9.

((Il Presidente della Regione e’ eletto a suffragio

universale e diretto contestualmente all’elezione dell’Assemblea regionale.

Il Presidente della Regione nomina e revoca gli Assessori, tra cui

un Vicepresidente che lo sostituisce in caso di assenza o di

impedimento.

In armonia con la Costituzione e i principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica e con l’osservanza di quanto stabilito dal presente Statuto, l’Assemblea regionale, con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, stabilisce le modalita’ di elezione del Presidente della Regione, di nomina e di revoca degli Assessori, le eventuali incompatibilita’ con l’ufficio di Deputato regionale e con la titolarita’ di altre cariche o uffici, nonche’ i rapporti tra l’Assemblea regionale, il Governo regionale e il Presidente della Regione.

La carica di Presidente della Regione puo’ essere ricoperta per non piu’ di due mandati consecutivi.

La Giunta regionale e’ composta dal Presidente e dagli Assessori.

Questi sono preposti ai singoli rami dell’Amministrazione.))

Art. 10.

((L’Assemblea regionale puo’ approvare a maggioranza

assoluta dei suoi componenti una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione presentata da almeno un quinto dei suoi componenti e messa in discussione dopo almeno tre giorni dalla sua presentazione. Ove la mozione venga approvata, si procede, entro i successivi tre mesi, alla nuova e contestuale elezione dell’Assemblea e del Presidente della Regione.

In caso di dimissioni, di rimozione, di impedimento permanente o di morte del Presidente della Regione, si procede alla nuova e contestuale elezione dell’Assemblea regionale e del Presidente della Regione entro i successivi tre mesi.))

TITOLO II.
FUNZIONI DEGLI ORGANI REGIONALI.

SEZIONE I.
Funzioni dell’Assemblea regionale.

Art. 11.

L’Assemblea regionale e’ convocata dal suo Presidente in sessione ordinaria nella prima settimana di ogni bimestre e, straordinariamente, a richiesta del Governo regionale, o di almeno

venti Deputati

Art. 12.

((L'iniziativa delle  leggi  regionali  spetta al Governo e a ciascun
Deputato  dell'Assemblea  regionale.  Il popolo esercita l'iniziativa
delle  leggi  mediante  presentazione,  da  parte di almeno diecimila
cittadini  iscritti  nelle liste elettorali dei comuni della Regione,
di  un  progetto redatto in articoli. L'iniziativa legislativa spetta
altresi'  ad  un  numero  di  consigli  dei  comuni della Regione non
inferiore a quaranta, rappresentativi di almeno il 10 per cento della
popolazione siciliana, o ad almeno tre consigli provinciali.
  Con   legge   della   Regione  sono  disciplinate  le  modalita' di
presentazione  dei  progetti  di  legge  di iniziativa popolare e dei
consigli  comunali o provinciali e sono determinati i tempi entro cui
l'Assemblea regionale si pronuncia sui progetti stessi.))

I progetti di legge sono elaborati dalle Commissioni dell’Assemblea regionale con la partecipazione della rappresentanza degli interessi professionali e degli organi tecnici regionali.

I regolamenti per l’esecuzione delle leggi formate dall’Assemblea regionale sono emanati dal governo regionale.

Art. 13.

Le leggi approvate dall’Assemblea regionale ed i regolamenti emanati dal Governo regionale non sono perfetti, se mancanti della firma del ((Presidente della Regione)) e degli Assessori competenti per materia.

Sono promulgati dal ((Presidente della Regione)) decorsi i termini di cui all’art. 29, comma 2, e pubblicati nella “Gazzetta Ufficiale della Regione”.

Entrano in vigore nella Regione quindici giorni dopo la pubblicazione, salvo, diversa disposizione, compresa nella singola legge o nel singolo regolamento.

Art. 13-bis.

((Con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti l’Assemblea regionale sono disciplinati l’ambito e le modalita’ del referendum regionale abrogativo, propositivo e consultivo.))

Art. 14.

L’Assemblea, nell’ambito della Regione e nei limiti delle leggi costituzionali dello Stato, senza pregiudizio delle riforme agrarie e industriali deliberate dalla Costituente del popolo italiano, ha la legislazione esclusiva sulle seguenti materie:

a) agricoltura e foreste;

b) bonifica;

c) usi civici;

d) industria e commercio, salva la disciplina dei rapporti privati;

e) incremento della produzione agricola ed industriale: valorizzazione, distribuzione, difesa dei prodotti agricoli ed industriali e delle attivita’ commerciali;

f) urbanistica;

g) lavori pubblici, eccettuate le grandi opere pubbliche di interesse prevalentemente nazionale;

h) miniere, cave, torbiere, saline;

i) acque pubbliche, in quanto non siano oggetto di opere pubbliche d’ Interesse nazionale;

i) pesca e caccia;

m) pubblica beneficenza ed opere pie;

n) turismo, vigilanza alberghiera e tutela del paesaggio; conservazione delle antichita’ e delle opere artistiche;

o) regime degli enti locali e delle circoscrizioni relative;

p) ordinamento degli uffici e degli enti regionali;

q) stato giuridico ed economico degli impiegati e funzionari della Regione, in ogni caso non inferiore a quello del personale dello Stato;

r) istruzione elementare, musei, biblioteche, accademie;

s) espropriazione per pubblica utilita’.

Art. 15.

Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell’ambito della Regione siciliana.

L’ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui comuni e sui liberi Consorzi comunali, dotati della piu’ ampia autonomia amministrativa e finanziaria.

Nel quadro di tali principi generali spetta alla Regione ha legislazione esclusiva e l’esecuzione diretta in materia di circoscrizione, ordinamento e controllo degli enti locali.

Art. 16.

L’ordinamento amministrativo di cui all’articolo precedente sara’ regolato, sulla base dei principi stabiliti dal presente Statuto, dalla prima Assemblea regionale.

Art. 17.

Entro i limiti dei principi ed interessi generali cui si informa la legislazione dello Stato, l’Assemblea regionale puo’, al fine di soddisfare alle condizioni particolari ed agli interessi propri della Regione, emanare leggi, anche relative all’organizzazione dei servizi, sopra le seguenti materie concernenti la Regione:

a) comunicazioni e trasporti regionali di qualsiasi genere;

b) igiene e sanita’ pubblica;

c) assistenza sanitaria;

d) istruzione media e universitaria;

e) disciplina del credito, delle assicurazioni e de risparmio;

f) legislazione sociale: rapporti di lavoro, previdenza ed assistenza sociale, osservando i minimi stabiliti dalle leggi dello Stato;

g) annona;

h) assunzione di pubblici servizi;

i) tutte le altre materie che implicano servizi di prevalente interesse regionale.

Art. 17-bis.

((Le leggi di cui all’articolo 3, primo comma,

all’articolo 8-bis, all’articolo 9, terzo comma, e all’articolo 41-bis sono sottoposte a referendum regionale, la cui disciplina e’ prevista da apposita legge regionale, qualora entro tre mesi dalla loro pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti l’Assemblea regionale. La legge sottoposta a referendum non e’ promulgata se non e’ approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Se le leggi sono state approvate a maggioranza dei due terzi dei componenti l’Assemblea regionale, si fa luogo a referendum soltanto se, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, la richiesta e’ sottoscritta da un trentesimo degli aventi diritto al voto per l’elezione dell’Assemblea regionale.))

Art. 18.

L’Assemblea regionale puo’ emettere voti, formulare progetti sulle materie di competenze degli organi dello Stato che possano interessare la Regione, e presentarli alle Assemblee legislative dello Stato.

Art. 19.

L’Assemblea regionale, non piu’ tardi del mese di gennaio, approva il bilancio della Regione per il prossimo nuovo esercizio, predisposto dalla Giunta regione le.

L’esercizio finanziario ha la stessa decorrenza di quello dello Stato.

All’approvazione della stessa Assemblea e’ pure sottoposto il rendiconto generale della Regione.

SEZIONE II.
Funzioni del Presidente e della Giunta regionale.

Art. 20.

Il Presidente e gli Assessori regionali, oltre alle funzioni esercitate in base agli articoli 12, 13 comma 1 e 2; 19 comma 1, svolgono nella Regione le funzioni esecutive ed amministrative concernenti le materie di cui agli articoli 14, 15 e 17. Sulle altre non comprese negli articoli 14, 15 e 17 svolgono un’attivita’ amministrativa secondo le direttive del Governo dello Stato.

Essi sono responsabili di tutte le loro funzioni, rispettivamente, di fronte all’Assemblea regionale ed al Governo dello Stato.

Art. 21.

Il Presidente e’ Capo del Governo regionale e rappresenta la Regione.

Egli rappresenta altresi’ nella Regione, il Governo dello. Stato, che puo’ tuttavia inviare temporaneamente propri commissari per la esplicazione di singole funzioni statali.

Col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei Ministri con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione.

Art. 22.

La Regione ha diritto di partecipare con un suo rappresentante, nominato dal Governo regionale, alla formazione delle tariffe ferroviarie dello Stato ed alla istituzione e regolamentazione del servizi nazionali di comunicazione e trasporti, terrestri, marittimi ed aerei, che possano comunque interessare la Regione.

TITOLO III.
ORGANI GIURISDIZIONALI.

Art. 23.

Gli organi giurisdizionali centrali avranno in Sicilia le rispettive sezioni per gli affari concernenti la Regione.

Le Sezioni del Consiglio di Stato e della Corte del conti svolgeranno altresi’ le funzioni, rispettivamente, consultive e di controllo amministrativo e contabile.

I magistrati della Corte dei conti sono nominati, di accordo, dai Governi dello Stato e della Regione.

I ricorsi amministrativi, avanzati in linea straordinaria contro atti amministrativi regionali, saranno decisi dal ((Presidente della Regione)), sentite le Sezioni regionali del Consiglio di Stato.

Art. 24.

E’ istituita in Roma un’Alta Corte con sei membri e due supplenti, oltre il Presidente ed il Procuratore generale nominato in pari numero dalle Assemblee legislative dello Stato e della Regione, e scelti fra persone di speciale competenza in materia giuridica.

Il Presidente ed il Procuratore generale sono nominati dalla stessa Alta Corte.

L’onere finanziario riguardante l’Alta Corte e’ ripartito egualmente fra lo Stato e la Regione.

Art. 25.

L’Alta Corte giudica sulla costituzionalita’:

a) delle leggi emanate dall’Assemblea regionale;

b) delle leggi e dei regolamenti emanati dallo Stato, rispetto al presente statuto ed ai fini della efficacia dei medesimi entro la Regione.

Art. 26.

L’Alta Corte giudica pure del reati compiuti dal Presidente e dagli

Assessori regionali nell’esercizio delle funzioni di cui al presente

Statuto, ed accusati dall’Assemblea regionale.
—————

AGGIORNAMENTO (1)

La Corte Costituzionale, con sentenza 15-22 gennaio 1970, n. 6, (in

G.U. 1a s.s. 28/01/1970, n. 24) ha dichiarato “la illegittimita’ costituzionale degli artt. 26 e 27 del decreto legislativo 15 maggio 1946, n 455, che approva lo Statuto della Regione siciliana”.

Art. 27.

Un Commissario, nominato dal Governo dello Stato, promuove presso

l’Alta Corte i giudizi di cui agli articoli 25 e 26 e, in quest’ultimo caso, anche in mancanza di accuse da parte

dell’Assemblea regionale.
—————

AGGIORNAMENTO (1)

La Corte Costituzionale, con sentenza 15-22 gennaio 1970, n. 6, (in

G.U. 1a s.s. 28/01/1970, n. 24) ha dichiarato “la illegittimita’ costituzionale degli artt. 26 e 27 del decreto legislativo 15 maggio 1946, n 455, che approva lo Statuto della Regione siciliana”.

Art. 28.

Le leggi dell’Assemblea regionale sono inviate entro tre giorni dall’approvazione al Commissario dello Stato, che entro i successivi cinque giorni puo’ impugnarle davanti l’Alta Corte.

Art. 29.

L’Alta Corte decide sulle impugnazione entro venti giorni dalla ricevuta delle medesime.

Decorsi otto giorni, senza che al ((Presidente della Regione)) sia pervenuta copia dell’impugnazione, ovvero scorsi trenta giorni dalla impugnazione, senza che al ((Presidente della Regione)) sia pervenuta da parte dell’Alta Corte sentenza di annullamento, le leggi sono promulgate ed immediatamente pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Regione.

Art. 30.

Il ((Presidente della Regione)), anche su voto dell’Assemblea regionale, ed il Commissario di cui all’art. 27, possono impugnare per incostituzionalita’ davanti l’Alta Corte le leggi ed i regolamenti dello Stato, entro trenta giorni dalla pubblicazione.

TITOLO IV.
POLIZIA.

Art. 31.

Al mantenimento dell’ordine pubblico provvede il ((Presidente della Regione)) a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l’impiego e l’utilizzazione, dal Governo, regionale. Il Presidente della Regione puo’ chiedere l’impiego delle Forze armate dello Stato.

Tuttavia il Governo dello Stato potra’ assumere la direzione dei servizi di pubblica sicurezza, a richiesta del Governo regionale, congiuntamente al Presidente dell’Assemblea e, in casi eccezionali, di propria iniziativa, quando siano compromessi l’interesse generale dello Stato e la sua sicurezza.

Il Presidente ha anche il diritto di proporre, con richiesta motivata al Governo centrale, la rimozione o il trasferimento fuori dell’Isola dei funzionari di polizia.

Il Governo regionale puo’ organizzare corpi speciali di polizia amministrativa per la tutela di particolari servizi ed interessi.

TITOLO V.
PATRIMONIO E FINANZE.

Art. 32.

I beni di demanio dello Stato, comprese le acque pubbliche esistenti nella Regione, sono assegnati alla Regione, eccetto quelli che interessano la difesa, dello Stato o servizi di carattere nazionale.

Art. 33.

Sono altresi’ assegnati alla Regione e costituiscono il suo patrimonio, i beni dello Stato oggi esistenti nel territorio della Regione e che non sono della specie di quelli indicati nell’articolo precedente.

Fanno parte del patrimonio indisponibile della Regione: le foreste, che a norma delle leggi in materia costituiscono oggi il demanio forestale dello Stato nella Regionale; le miniere, le cave e torbiere, quando la disponibilita’ ne e’ sottratta al proprietario del fondo; le cose d’interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico ed artistico, da chiunque, ed in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo regionale; gli edifici destinati a sede di uffici pubblici della Regione coi loro arredi e gli altri beni destinati a un pubblico servizio della Regione.

Art. 34.

I beni immobili che si trovano nella Regione e che non sono in proprieta’ di alcuno, spettano al patrimonio della Regione.

Art. 35.

Gli impegni gia’ assunti dallo Stato verso gli, enti regionali sono mantenuti con adeguamento al valore della moneta all’epoca del pagamento.

Art. 36.

Al fabbisogno finanziario della Regione si provvede con i redditi patrimoniali della Regione a mezzo di tributi, deliberati dalla medesima.

Sono pero’ riservate allo Stato le imposte di produzione e le entrate dei monopoli dei tabacchi e del lotto.

Art. 37.

Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma, che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell’accertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi.

L’imposta relativa a detta quota, compete alla Regione ed e’ riscossa dagli organi di riscossione della medesima.

Art. 38.

Lo Stato versera’, annualmente alla Regione, a titolo di solidarieta’ nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un piano economico, nell’esecuzione di lavori pubblici.

Questa somma tendera’ a bilanciare il minore ammontare dei redditi di lavoro nella Regione in confronto della media nazionale.

Si procedera’ ad una revisione quinquennale della detta assegnazione con riferimento alle variazioni dei dati assunti per il precedente computo.

Art. 39.

Il regime doganale della. Regione e’ di esclusiva competenza dello Stato.

Le tariffe doganali, per quanto interessa la Regione e relativamente ai limiti massimi, saranno stabilite previa consultazione del Governo regionale.

Sono esenti da ogni dazio doganale le macchine e gli arnesi di lavoro agricolo, nonche’ il macchinario attinente alla trasformazione industriale dei prodotti agricoli della Regione.

Art. 40.

Le disposizioni generali sul controllo valutario emanate dallo Stato hanno vigore anche nella Regione.

E’ pero’ istituita presso il Banco di Sicilia, finche’ permane il regime vincolistico sulle valute, una Camera di compensazione allo scopo di destinare ai bisogni della Regione le valute estere provenienti dalle esportazioni siciliane, dalle rimesse degli emigranti, dal turismo e dai ricavo dei noli di navi iscritte nei compartimenti siciliani.

Art. 41.

Il Governo della Regione ha facolta’ di emettere prestiti interni.

((Disposizioni finali e transitorie))

Art. 41-bis.

((Le disposizioni relative alla forma di governo di cui

all’articolo 9, commi primo, secondo e quarto, e all’articolo 10, dopo la loro prima applicazione, possono essere modificate con legge approvata dall’Assemblea regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Nel caso in cui il Presidente della Regione sia eletto a suffragio universale e diretto, restano ferme le disposizioni di cui all’articolo 9, commi primo, secondo e quarto, e all’articolo 10.

Nel caso in cui il Presidente della Regione sia eletto

dall’Assemblea regionale, l’Assemblea e’ sciolta quando non sia in grado di funzionare per l’impossibilita’ di formare una maggioranza entro sessanta giorni dalle elezioni o dalle dimissioni del Presidente stesso.))

Art. 41-ter.

((Per le modificazioni del presente Statuto si applica il

procedimento stabilito dalla Costituzione per le leggi costituzionali.

L’iniziativa appartiene anche all’Assemblea regionale.

I progetti di modificazione del presente Statuto di iniziativa governativa o parlamentare sono comunicati dal Governo della Repubblica all’Assemblea regionale, che esprime il suo parere entro due mesi.

Le modificazioni allo Statuto approvate non sono comunque

sottoposte a referendum nazionale.))

Art. 42.

L’Alto Commissario e la Consulta regionale della Sicilia, compresi i tecnici, restano in carica con le attuali funzioni fino alla prima elezione dell’Assemblea regionale, che avra’ luogo, a cura del Governo dello Stato, entro tre mesi dall’approvazione del presente Statuto, in base alla emananda legge elettorale politica dello Stato.

Le circoscrizioni dei collegi elettorali sono, pero’, determinate in numero di nove, in corrispondenza alle attuali circoscrizioni provinciali; e ripartendo il numero dei Deputati in base alla popolazione di ogni circoscrizione.

Art. 43.

Una Commissione paritetica di quattro membri nominati dell’Alto Commissario della Sicilia e dal Governo dello Stato, determinera’ le norme transitorie relative al passaggio de gli uffici e del personale dello Stato alla Regione, nonche’ le norme per l’attuazione del presente Statuto.

Visto: Il Presidente del consiglio dei Ministri

DE GASPERI

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