RIFUGIATI/Spetta la protezione sussidiaria allo straniero giornalista proveniente dal Burkina Faso, Paese sottoposto alla dittatura del suo presidente – It is attributable the subsidiary protection to the foreigner, journalist from Burkina Faso, a country subjected to the dictatorship of its president

Corte di Appello di Napoli, Sezione Persone e Famiglia, sentenza del 26 luglio 2012, n. 2624

É accordato, in riforma della sentenza impugnata, lo status di protezione sussidiaria. Contrariamente a quanto ritenuto dal giudice di prime cure, il Burkina Faso non è affatto uno stato democratico, essendo bensì una repubblica autoritaria e semidittatoriale, governata con pugno di ferro da molti anni dal suo presidente. Quanto poi alla qualifica di giornalista, invocata dal reclamante a sostegno della sua domanda, la sentenza di primo grado sopravvaluta pretese inesattezze anche minime del racconto di quest’ultimo, disattendendo così il principio secondo il quale nella materia in esame non può pretendersi che l’istante offra una prova piena di ogni sua deduzione, essendovi del resto spazio per accertamenti d’ufficio, e comunque essendo possibile anche una valutazione positiva di quanto dal richiedente stesso asserito.

ENG

It was paid in the reform of the contested judgment, the status of subsidiary protection. Contrary to the finding of the court of first instance, Burkina Faso is not a democracy but a republic authoritarian and semi-dictatorship, governed by its chairman with an iron fist for many years. As for the title of “journalist” invoked by the claimant in support of its application, the first-instance judgment overestimates even small inaccuracies in the story of the latter, thus disregarding the principle that, in the matter under consideration, can not be required that the applicant provides a full proof of his every deduction, there being, moreover, the possibility for the findings of the judge, and in any case it is also possible for a positive evaluation from the applicant as alleged.

 

FRE

Il a été versé dans la réforme de l’arrêt attaqué, le statut de protection subsidiaire. Contrairement à la conclusion de la cour de première instance, le Burkina Faso n’est pas une démocratie mais une autoritaires et semi-dictature République, gouvernée par son président avec une poigne de fer depuis de nombreuses années. En ce qui concerne le titre de «journaliste» invoqué par le requérant à l’appui de sa demande, le jugement de première instance surestime même de petites erreurs dans l’histoire de celle-ci, négligeant ainsi le principe selon lequel, dans l’affaire à l’étude, ne peut être exigé que le demandeur fournisse une preuve complète de chacun de ses déductions, il est, en outre, la possibilité pour les conclusions du juge et, en tout cas, il est également possible de procéder à une évaluation positive de la part du demandeur est alléguée.

 

ESP

El pago se efectuó en la reforma de la sentencia recurrida, el estado de la protección subsidiaria. Contrariamente a lo que declaró el Tribunal de Primera Instancia, Burkina Faso no es una democracia sino una dictadura autoritaria y semi-república, gobernada por su presidente con mano de hierro durante muchos años. En cuanto al título de “periodista” invocado por el demandante en apoyo de su recurso, la sentencia dictada en primera instancia sobreestima los errores más insignificantes en la historia de este último, por lo tanto tener en cuenta el principio de que, en el asunto que se examina, no se puede exigir Si el solicitante aporta una prueba completa de cada uno de sus deducciones, no siendo, además, la posibilidad de que las conclusiones del juez y, en cualquier caso, también es posible para una evaluación positiva del solicitante, según se alega.

———-

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

La Corte d’Appello di Napoli, Sezione Persone e Famiglia […]

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

[…]

Oggetto: attribuzione dello status di rifugiato politico e/o del diritto di asilo.

[…]

IN FATTO ED IN DIRITTO

Ritenuto che il Tribunale di Napoli, con sentenza del 6 3 2012, rigettava il ricorso proposto dall’istante in epigrafe il quale impugnava la decisione con la quale la Commissione Territoriale di Caserta per il riconoscimento della protezione internazionale aveva rigettato la richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato secondo la convenzione di Ginevra, ovvero della protezione sussidiaria;

Che per la riforma di tale sentenza, ha interposto reclamo avanti a questa Corte il predetto con ricorso tempestivamente depositato

[…]

Ritenuto che il reclamo appare fondato, almeno quanto alla richiesta subordinata di protezione sussidiaria;

che la sentenza di prime cure, infatti, non può essere condivisa in primo luogo quanto alla impostazione generale (non sfugge anzi al Collegio la tendenza aprioristica a negare ogni credito alla impostazione difensiva del Xxx, ed infatti:

  • Contrariamente a quanto ritenuto, invero imprudentemente, dal giudice di prime cure, il Burkina Faso non è affatto uno Stato democratico, al limite più avanzato del nostro Paese (si tratta di rilievo invero paradossale), essendo bensì una repubblica autoritaria e semidittatoriale, governata con pugno di ferro da molti anni dal Presidente Compaorè. In tal senso, ex plurimis, il recente rapporto Amnesty International 2012 (utilizzabile come fonte di prova per la sua diffusione ed autorevolezza, ben oltre la singolare Ctu espletata in primo grado, secondo criteri illogici ed alla stregua di fonti non meglio precisate; a questo rigurdo si segnala la sopravvalutazione, acritica, di fonti interne al regime, es. quanto alla vicenda del militare Kafando);

  • Contrariamente a quanto ritenuto, il Xxx ha documentato la sua qualifica di giornalista (cfr in atti), offrendo ampia documentazione (il reclamo spiega correttamente e convincentemente la mancata produzione degli originali in primo grado, perchè smarriti per un periodo); per il resto la sentenza di primo grado sopravvaluta pretese inesattezze anche minime del racconto del reclamante, es. circa la sede del giornale per cui collaborava;

Che – di contro – deve ricordarsi che nella materia de quo non può pretendersi che l’istante offra una prova piena di ogni sua deduzione, essendovi del resto spazio per accertamenti d’ufficio, e comunque essendo possibile anche una valutazione positiva di quanto dal richiedente stesso riferito;

che tanto si riscontra nella specie, avendo il Xxx documentato di aver collaborato per un giornale di opposizione: egli ha riferito, coerentemente e senza contraddizioni di “essere stato preso di mira“, dopo aver rivolto domande “scomode” al presidente, e di aver subito aggressioni, anche fisiche (e con coinvolgimento dei familiari);

che – certo – l’Autorità amministrativa potrà procedere ad ulteriori approfondimenti, e che a tal fine appare corretto – ancorchè il riconoscimento dello status di rifugiato (per il quale occorre un più rigoroso accertamento) – quello della protezione sussidiaria;

che in tal senso va riformata la sentenza di prime cure;

[…]

P.Q.M.

La Corte d’Appello di Napoli, Sezione Persone e Famiglia, definitivamente pronunciando, così provvede:

1) in riforma della sentenza appellata del 6 3 2012 concede al reclamante di cui in epigrafe la protezione sussidiaria prevista dall’art. 2, lett. F, del cit. D.l.vo n. 25/08.

Depositata in Cancelleria oggi 12 luglio 2012

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