STRANIERI/Va concesso il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, se parte dei redditi sono stati prodotti all’estero – Should be allowed to renew the permit of stay for self-employment, if the income were produced abroad

Consiglio di Stato, Sezione Terza, sentenza del 17 ottobre 2012, n. 5284

E’ accolto l’appello e, in totale riforma della sentenza impugnata, deve essere annullato il provvedimento di rifiuto opposto dalla Questura sulla domanda di rinnovo di permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo. In effetti, la documentazione prodotta dall’appellante dimostra chiaramente lo svolgimento, quale rappresentante commerciale in Italia, di una complessa attività, di connesse operazioni di vario genere e di contenuto economico-finanziario anche rilevante, che evidenziano oggettivamente le “fonti lecite” previste dalla normativa e quindi il possesso di disponibilità economiche idonee alla stabile permanenza in Italia. Quanto alla circostanza, secondo cui, ai fini dell’accertamento del requisito reddituale, si debba tener conto unicamente della documentazione fiscale italiana, devesi rilevare che tale tesi, seppur in linea di principio non interamente destituita di fondamento, è comunque inficiata da una carenza di valutazione ove si nega rilevanza anche ai redditi (non importa se prodotti in Italia o all’estero) che in virtù degli accordi internazionali contro la doppia imposizione scontano gli oneri fiscali in un Paese diverso dall’Italia.

ENG

The appeal is upheld and, in total reform of the contested judgment must be annulled the refusal by the Police on the renewal application for a residence permit for self-employment. In fact, the evidence adduced by the appellant clearly shows the performance as a sales representative in Italy, a complex activity, connected transactions of various kinds of content and also relevant economic and financial, which highlight objectively the “legitimate sources” provided by legislation and therefore the possession of financial resources appropriate to the permanent stay in Italy. The fact, that, for the purposes of the income requirement, must be taken into account only the Italian tax documentation, it should be noted that this argument, though, in principle, not entirely unfounded, it is defective in assessment where it denies the relevance to income (no matter if they are in Italy or abroad) that by virtue of international agreements against double taxation serving the tax burden in a country other than Italy.

 

FRE

Le pourvoi est accueilli et, dans la réforme totale de l’arrêt attaqué doit être annulé le refus de la police de la demande de renouvellement de permis de séjour pour travail indépendant. En fait, la preuve présentée par l’appelant montre clairement la performance en tant que représentant des ventes en Italie, une activité complexe, les opérations liées de différents types de contenu et aussi pertinent économique et financière, qui mettent en évidence de manière objective les «sources légitimes» fournis par législation et donc la possession de ressources financières appropriées pour le séjour permanent en Italie. Le fait que, pour les fins de l’exigence de revenu, il faut prendre en compte que la documentation fiscale italienne, il convient de noter que cet argument, même si, en principe, pas tout à fait sans fondement, il est défectueux d’évaluation où il nie la pertinence de revenu (peu importe si elles sont en Italie ou à l’étranger) qui, en vertu d’accords internationaux contre la double imposition au service de la charge fiscale dans un pays autre que l’Italie.

 

ESP

Se admite el recurso y, en la reforma total de la sentencia recurrida debe ser anulada la negativa de la policía en la solicitud de renovación de permiso de residencia por trabajo por cuenta propia. De hecho, las pruebas aportadas por la recurrente pone de manifiesto la actuación como representante de ventas en Italia, una actividad compleja, operaciones vinculadas de diferentes tipos de contenido y también los aspectos económicos y financieros, que ponen de relieve objetivamente las “fuentes legítimas” previstas por legislación y por lo tanto la posesión de recursos financieros adecuados para la permanencia en Italia. El hecho, de que, a los efectos de los requisitos de ingresos, hay que tener en cuenta únicamente la documentación fiscal italiano, hay que señalar que este argumento, aunque, en principio, no es del todo infundado, es defectuoso en evaluación en la que niega la relevancia de los ingresos (no importa si están en Italia o en el extranjero) que en virtud de los acuerdos internacionales contra la doble imposición al servicio de la carga tributaria en un país distinto de Italia.

————-

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

[…]

Ritenuto e considerato in fatto ed in diritto quanto segue.

FATTO E DIRITTO

1.1. Il Questore di Brescia,… ha respinto l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo presentata dal signor Xxx, cittadino egiziano, titolare dell’omonima impresa individuale… in Egitto ed esercente in Italia di “ufficio rappresentanza armi e munizioni import-export”, posto che l’interessato non ha dimostrato di produrre redditi in Italia e che la sede dell’impresa era ubicata in stabile disabitato e in ristrutturazione.

1.2. La VI Sezione del Consiglio di Stato, con ordinanza n.5229 del 20 ottobre 2009, in riforma dell’ordinanza del T.A.R. Lombardia – Sezione staccata di Brescia – Sezione I n.255/2009, ha accolto l’istanza cautelare in primo grado “considerato che il ricorso è sorretto dal fumus boni iuris perché dalla documentazione prodotta (in particolare dalle fatture e dalle dichiarazioni di trasferimento di contanti), risulta che il ricorrente svolge un’attività che gli consente di reperire un reddito sufficiente al sostentamento”.

2. Quel T.A.R., con sentenza n.748 del 18 aprile 2012 depositata il 4 maggio 2012, con condanna alle spese, ha respinto il ricorso proposto dal signor Xxx avverso il citato provvedimento questorile […].

I giudici di primo grado hanno ritenuto che in effetti l’interessato non aveva provato la produzione di un reddito in Italia, ex art.26, c.3, del D.Lvo n.286/1998, non rilevando a tal fine altri parametri economici (patrimonio personale, fatturato, bollette doganali, acquisto di vecchie autovetture, possesso di denaro) né che lo stesso abbia assolto gli oneri fiscali in Egitto in esecuzione di convenzione stipulata con l’Italia del 1979.

[…]

3. Il signor Xxx con atto notificato il 13 settembre 2012 e depositato il 18 settembre 2012, ha interposto appello, con domanda di sospensiva, riproponendo sostanzialmente i motivi già dedotti in primo grado, e in particolare il pagamento delle tasse in Egitto; la costituzione in Italia di ramo d’azienda-ufficio di rappresentanza della omonima … con sede principale in Cairo; fatture per acquisti di beni e dichiarazioni di trasferimento, contante di denaro, lo svolgimento di attività lavorativa e il possesso della disponibilità economica necessaria al sostentamento in Italia.

Tant’è che la stessa Questura aveva già rilasciato dal 1986 il permesso di soggiorno per lavoro autonomo sulla base della stessa situazione, per cui l’attuale diniego risulterebbe altresì immotivato.

L’appellante infine si dilunga sugli elementi identificativi della “stabile organizzazione” ai fini delle imposte sui redditi, e di “centro di attività stabile” ai fini dell’I.V.A., riferendosi anche a sentenze della Corte di Cassazione e della Corte di Giustizia CE, a direttive comunitarie e convenzioni OCSE.

[…]

6.1. Ciò premesso, l’appello è fondato e va quindi riformata la sentenza impugnata, atteso che questa Sezione non condivide le argomentazioni svolte dai giudici di primo grado ritenendo invece di ribadire la sintetica motivazione posta a sostegno della citata ordinanza della VI Sezione.

6.2. In effetti la documentazione prodotta dall’interessato dimostra chiaramente lo svolgimento, quale rappresentante commerciale in Italia, di una complessa attività, di connesse operazioni di vario genere e di contenuto economico-finanziario anche rilevante, che evidenziano oggettivamente le “fonti lecite” previste dalla normativa e quindi il possesso di disponibilità economiche idonee alla stabile permanenza in Italia.

Si aggiunge che lo stesso risulta aver reperito sistemazione alloggiativa in altro stabile in Brescia, diverso, come riferisce la stessa Questura in atti, dalla precedente sede in disuso e in ristrutturazione.

Tali circostanze non sono contestate dall’Amministrazione che si è limitata a una mera affermazione sul punto omettendo qualsivoglia argomentazione o approfondimento proprio in merito alla documentazione prodotta, per di più non indicando i motivi che avevano indotto al diniego del rinnovo del permesso avuto riguardo al precedente rilascio del permesso in presenza di asserita analoga situazione dell’interessato.

6.3. Se, poi, ciò che gli atti impugnati sottintendono è che ai fini in questione si possa tenere conto solo del reddito risultante dalla documentazione fiscale italiana – vale a dire che il solo reddito utile al conseguimento del permesso di soggiorno sia quello assoggettato al regime fiscale italiano e per il quale siano stati assolti i relativi oneri – trattasi di tesi non interamente destituita di fondamento, ma comunque errata nella parte in cui nega rilevanza anche ai redditi (non importa se prodotti in Italia o all’estero) che in virtù degli accordi internazionali contro la doppia imposizione scontano gli oneri fiscali in un Paese diverso dall’Italia.

7. Ne consegue che gli atti impugnati risultano viziati da difetto del presupposto e da carente motivazione e, pertanto, salvi gli eventuali provvedimenti di competenza dell’Amministrazione, vanno annullati, con conseguente effetto caducatorio del decreto di espulsione emesso il …, come riferisce la Questura, dalla Prefettura di Brescia, in esecuzione per l’appunto del diniego del rinnovo del permesso di soggiorno.

8. Per le considerazioni che precedono l’appello va accolto e va riformata la sentenza impugnata.

[…]

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) accoglie l’appello, nei sensi e per gli effetti di cui in motivazione. […]

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 5 ottobre 2012 […]

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