STRANIERI/Per il rinnovo del permesso di soggiorno occorre valutare la situazione attuale dei redditi dello straniero, se più favorevole rispetto al momento della domanda – For the renewal of the permit of stay is necessary to assess the current situation of the income of the foreigner, whichever is more favorable than at the time of the application

TAR Piemonte, Sezione Seconda, sentenza del 21 giugno 2012, n. 758

Deve annullarsi il provvedimento di rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno, ove non si sia fatta applicazione della disposizione recata all’art. 5, comma 5, primo periodo, del D.Lgs. n. 286/1998. Tale norma, come già osservato a più riprese dalla giurisprudenza, richiede una valutazione di tipo “dinamico” e non certo “statica”, nel senso che impone l’onere all’Amministrazione di considerare la situazione attuale, quale eventualmente evolutasi in senso favorevole all’interessato, anziché quella esistente al momento dell’istanza. Nel caso di specie, infatti, il ricorrente ha documentato un reddito personale superiore all’importo dell’assegno sociale e tale circostanza integrava un “nuovo elemento”, sopraggiunto in corso di svolgimento del procedimento, di cui l’Amministrazione non poteva non tener conto alla luce della finalità sottesa alla norma sopra richiamata.

ENG

The decision to reject the renewal of the residence permit shall be canceled if the measure went art. 5, paragraph 5, first sentence, of Legislative Decree no. N. 286/1998, has not been applied. This rule, as already noted on several occasions by the case law requires an assessment of the type “dynamic” and certainly not “static” in the sense that imposes the burden on the administration to consider the present situation, which eventually evolved in a manner favorable to the interested rather than that existing at the time of the instance. In this case, in fact, the applicant has documented a personal income exceeds the amount of the social security and that fact incorporated a “new element”, occurred in the course of the procedure, which the Administration could not fail to take into account in the light of the purpose underlying the above mentioned law.

 

FRE

La décision de rejeter le renouvellement du permis de séjour doit être annulé si la mesure a l’art. 5, paragraphe 5, première phrase, du décret législatif n. N. 286/1998, n’a pas été appliquée. Cette règle, comme l’a déjà souligné à plusieurs reprises par la jurisprudence exige une évaluation de type «dynamique» et certainement pas «statique» dans le sens qui impose le fardeau de l’administration pour examiner la situation actuelle, qui a finalement évolué dans un sens favorable à l’intéressé plutôt que celle existant au moment de l’occurrence. Dans ce cas, en effet, le demandeur a documenté un revenu personnel dépasse le montant de la sécurité sociale et de ce fait incorporé un “élément nouveau”, a eu lieu au cours de la procédure, que l’administration ne pouvait manquer de prendre en compte à la lumière de l’objectif qui sous-tend la loi mentionnée ci-dessus.

 

ESP

La decisión de rechazar la renovación del permiso de residencia sólo podrá ser anulado cuando la medida fue arte. 5, apartado 5, primera frase, del Decreto Legislativo n º. N. 286/1998, no se ha aplicado. Esta regla, como ya se ha señalado en varias ocasiones por la jurisprudencia exige una evaluación del tipo “dinámico” y, ciertamente, no es “estática” en el sentido de que impone la carga de la administración para examinar la situación actual, que eventualmente se convirtió en un sentido favorable al interesado en lugar de la que existe en el momento de la instancia. En este caso, en efecto, el solicitante ha documentado un ingreso personal superior al importe de la Seguridad Social y ese hecho incorpora un “nuevo elemento”, se produjo en el curso del procedimiento, que la Administración no podía dejar de tener en cuenta a la luz de la finalidad que subyace a la citada ley.

—————

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

[…]

per l’annullamento

del provvedimento n. 628/2009 adottato il 23 giugno 2009 e notificato in data 26 gennaio 2010, con cui il Questore di Torino rigettava l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro autonomo presentata dal ricorrente in data 29.1.2008, nonchè di tutti gli atti presupposti, connessi, conseguenti o comunque collegati a quello impugnato.

[…]

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

1. Il sig. Xxx di cittadinanza nigeriana, ha chiesto alla Questura di Torino il rinnovo del proprio permesso di soggiorno, già a lui rilasciato per motivi di lavoro autonomo.

Con provvedimento prot. n. 628/2009, del 23 giugno 2009, la Questura ha respinto la sua richiesta motivando in base alle seguenti circostanze: l’interessato “risulta sprovvisto dal 2007 dei mezzi minimi per il proprio sostentamento”; il reddito da lui documentato “ha un’entità al di sotto dell’importo annuo dell’assegno sociale”; la copia del prospetto provvisorio del bilancio relativo agli anni 2008 e 2009, prodotta dall’interessato a seguito della comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento della sua istanza, “non è idonea a comprovare la reale sussistenza del reddito, il quale è legalmente comprovato dalla specifica dichiarazione dei redditi, corredata dalla ricevuta di avvenuto deposito presso l’Agenzia delle Entrate ovvero di avvenuto inoltro telematico, inoltre trattandosi di Società in Accomandita Semplice non è rilevabile, dalla documentazione fornita, l’importo delle spettanze di competenza del richiedente”.

2. Con il ricorso di cui all’epigrafe il sig. Xxx ha impugnato l’atto di diniego, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare e formulando le seguenti censure in diritto:

– violazione dell’art. 2, comma 6, del d.lgs. n. 286 del 1998 e dell’art. 3, comma 3, del d.P.R. n. 394 del 1999: il provvedimento di diniego non è stato, infatti, tradotto in lingua comprensibile allo straniero;

– violazione dell’art. 5, comma 5, prima parte, del d.lgs. n. 286 del 1998: è pur vero – riferisce il ricorrente – che il suo reddito, per l’anno 2007, è stato pari a zero, ma è anche vero che, per l’anno 2008, egli ha percepito un reddito personale pari ad euro 9.141,00, come emerge dalla dichiarazione dei redditi del 2009 (doc. n. 5). Ne discenderebbe che, al momento dell’adozione dell’atto impugnato, il richiedente era bensì in possesso del requisito reddituale, con la conseguenza che l’amministrazione avrebbe dovuto tenerne conto;

– violazione dell’art. 5, comma 5, seconda parte, del d.lgs. n. 286 del 1998: posto che – nella ricostruzione del ricorrente – il requisito reddituale doveva ritenersi sussistente al momento dell’adozione e della notifica del provvedimento impugnato, si era integrato nella specie un “nuovo elemento” che, in base alla citata norma, l’amministrazione avrebbe dovuto valutare favorevolmente al richiedente;

– eccesso di potere per difetto di istruttoria e/o travisamento dei fatti: l’amministrazione non ha chiarito per quali ragioni la presentazione dei prospetti provvisori del bilancio non potesse essere ritenuta sufficiente e soddisfacente ai fini della prova del requisito reddituale, anche nella prospettiva dell’art. 13, comma 2, del d.P.R. n. 394 del 1999 che prevede un obbligo di accertamento d’ufficio del requisito reddituale allorché l’interessato abbia prodotto una “dichiarazione temporanea sostitutiva”.

[…]

6. Nel merito, il ricorso è fondato con riferimento al terzo ed al quarto dei motivi di gravame, nella loro necessaria lettura congiunta.

Come sostenuto da copiosa giurisprudenza amministrativa, l’art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 286 del 1998 costituisce una clausola di salvaguardia per i soggetti che, all’attualità, dimostrino il possesso dei requisiti per il rilascio del permesso di soggiorno, in base a nuovi elementi sopravvenuti. Tali elementi, in senso strettamente tecnico, non possono avere efficacia sanante sulla situazione di difetto dei requisiti di legge, esistente all’atto della scadenza del permesso di soggiorno; ma è indubbio che la nuova situazione, che eccezionalmente si determina con il loro sopraggiungere, dev’essere oggetto di idonea valutazione da parte dell’amministrazione all’atto del rinnovo del permesso stesso, beninteso quando se ne documenti, in quel momento, l’esistenza all’amministrazione medesima (si vd., di recente: Cons. Stato, sez. VI, n. 2988 del 2007; n. 1990 del 2008; n. 2682 del 2009; TAR Liguria, sez. II, n. 2270 del 2009; TAR Piemonte, sez. II, n. 2734 del 2010).

In altre parole: l’art. 5, comma 5, cit. richiede una valutazione di carattere “dinamico”, e non certo “statico”, della situazione dello straniero che domanda il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno, sussistendo per l’amministrazione l’onere di considerare la situazione attuale, quale eventualmente evolutasi in senso favorevole all’interessato, anziché quella esistente al momento dell’istanza (cfr. Cons. Stato, n. 2988 del 2007, cit.): beninteso, sempre che l’interessato abbia portato a conoscenza dell’amministrazione tale “nuova” situazione.

Nel caso di specie il ricorrente ha documentato un reddito personale, per l’anno 2008, pari ad euro 9.141,00 (dichiarazione dei redditi del 2009: doc. n. 5), somma superiore all’importo annuo dell’assegno sociale. Tale circostanza – sicuramente rilevante per il procedimento amministrativo volto al rinnovo del titolo di soggiorno per motivi di lavoro autonomo, il quale si è concluso proprio nell’anno 2009 – integrava un “nuovo elemento”, sopraggiunto in corso di svolgimento del procedimento, che (per quanto sopra detto) l’amministrazione avrebbe dovuto valutare in base al chiaro disposto normativo di cui all’art. 5, comma 5, seconda parte, del d.lgs. n. 286 del 1998.

Non è dubbio, poi, che l’interessato avesse portato a conoscenza dell’amministrazione procedente l’avvenuto cambiamento (in senso a sé favorevole) della propria situazione reddituale. Egli aveva infatti prodotto, a seguito della comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento della sua istanza, i prospetti provvisori del bilancio per gli anni 2008 e 2009 della società di cui era socio accomandatario (la “Alfa” s.a.s.: documenti in atti), così fornendo all’evidenza una documentazione che è sicuramente equiparabile ad una dichiarazione temporaneamente sostitutiva della propria situazione reddituale, in presenza della quale – quindi – l’amministrazione avrebbe dovuto procedere d’ufficio alle opportune verifiche (così come prescritto dall’art. 13, comma 2, del d.P.R. n. 394 del 1999).

7. Il gravame va, pertanto, accolto (restando assorbiti gli ulteriori motivi), con conseguente annullamento del provvedimento di diniego, ai fini di un nuovo complessivo esame, da parte dell’amministrazione resistente, della posizione del sig. Xxx.

[…]

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte, Sezione Seconda, definitivamente pronunciando,

Accoglie

il ricorso in epigrafe e, per l’effetto, annulla il provvedimento…, ai fini di un suo riesame.

[…]

Così deciso in Torino nella camera di consiglio del giorno 6 giugno 2012 […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...